Agosto ha portato con sé un rinnovato slancio sui mercati azionari americani, con l’indice Dow Jones Industrial Average e l’S&P 500 che hanno toccato nuovi massimi storici, sostenuti da una stagione degli utili particolarmente solida e da un clima di ottimismo legato a un possibile accordo capace di riaprire lo Stretto di Hormuz.
In questo contesto, gli analisti di Mizuho hanno aggiornato la propria lista mensile di top picks, una selezione dei titoli più favoriti basata su prospettive a dodici mesi elaborate dai rispettivi specialisti settoriali. Tra le novità di rilievo spiccano l’inserimento del colosso della distribuzione Walmart e della società attiva nel settore del benessere e del fitness Life Time Group Holdings, mentre sono stati esclusi Chewy e MGM Resorts International.
I titoli selezionati
La lista comprende otto società che, secondo gli esperti della banca d’affari, presentano profili di crescita particolarmente interessanti.
Tra queste figurano Airbnb, il cui titolo ha registrato una variazione di -4,88 punti pari a -2,64 percento sul NASDAQ; Dutch Bros, in rialzo di 1,45 punti equivalenti a +2,93 percento sulla NYSE; Costco Wholesale, che ha guadagnato 5,25 punti con un progresso dello 0,56 percento sul NASDAQ; Robinhood Markets, salito di 0,53 punti (+0,56 percento) sempre sul NASDAQ; Life Time Group Holdings, praticamente stabile con un rialzo di 0,01 punti (+0,02 percento) sulla NYSE; Micron Technology, che ha messo a segno un balzo di 42,77 punti corrispondente a +4,92 percento sul NASDAQ; Oracle, avanzata di 7,80 punti (+5,36 percento) sulla NYSE; e infine Walmart, in progresso di 2,75 punti (+2,43 percento) sul NASDAQ.
Perché Costco piace così tanto agli analisti?
Un’attenzione particolare va riservata al titolo di Costco Wholesale, attualmente quotato a 949,58 dollari dopo un rialzo giornaliero di 5,25 punti (+0,56 percento). L’analista ha ribattuto alle preoccupazioni relative a un possibile rallentamento della crescita dei membri, spiegando che un’analisi proprietaria a livello di singolo punto vendita indica come circa la metà delle recenti aperture di magazzini negli Stati Uniti funga da “fill-in”, sottraendo temporaneamente domanda alle sedi ad alto volume e quindi pesando in misura transitoria sull’espansione della base associativa.
Al tempo stesso, l’attività di upgrade verso le membership premium sta accelerando, con le aggiunte di membri premium nel primo trimestre risultate da due a tre volte superiori rispetto alla crescita complessiva delle iscrizioni, mentre i tassi di rinnovo domestici restano eccezionalmente elevati, superiori al 90 percento e al di sopra della media mobile decennale. Il consensus degli analisti, basato su 40 giudizi, si articola in 11 strong buy, 14 buy, 14 hold, un underperform e nessuno sell, con un target price medio di 1.078,33 dollari che implica un potenziale di rialzo del 13,56 percento rispetto ai livelli attuali, un massimo di 1.315 dollari e un minimo di 754,80 dollari.
Un titolo che può tornare a crescere
Anche Robinhood Markets rientra tra le scelte privilegiate, nonostante il titolo risulti in calo di quasi il 18 percento dall’inizio dell’anno e si attesti oggi a 94,91 dollari dopo un guadagno giornaliero di 0,53 punti (+0,56 percento). Dan Dolev sottolinea come la piattaforma di trading retail abbia saputo catturare lo spirito di una generazione grazie a un’interfaccia di elevata qualità, a una base utenti particolarmente impegnata, a una rapida capacità di innovazione di prodotto, a un elevato leverage operativo e a un focus sulla crescita profittevole.
La capacità del management di generare utili in parallelo all’introduzione di nuovi prodotti, servizi e mercati geografici rappresenta, secondo l’analista, un elemento di differenziazione chiave rispetto alle piattaforme tradizionali. Il consensus su 28 giudizi comprende 7 strong buy, 15 buy, 5 hold, un underperform e nessuno sell, con un target medio di 120,43 dollari che corrisponde a un upside del 26,89 percento, un massimo di 163,60 dollari e un minimo di 55,04 dollari.
Oracle pronta per il rimbalzo
Per Oracle, il cui titolo ha perso circa il 26 percento nel corso del 2026, Siti Panigrahi individua un potenziale di lungo termine significativo legato all’intelligenza artificiale. L’analista evidenzia come lo stack end-to-end di Oracle, che spazia dal database all’infrastruttura fino alle applicazioni, posizioni la società di Austin come uno dei principali beneficiari dell’adozione dell’AI.
Si prevede che la crescita dei ricavi alimentata da queste tecnologie possa generare un CAGR del 34 percento sull’utile operativo fino all’esercizio 2030, un netto salto rispetto al 3 percento di CAGR registrato tra il 2010 e il 2020. In un contesto di mercato in cui gli investitori continuano a interrogarsi sugli investimenti in intelligenza artificiale, la visione di Mizuho resta orientata alle prospettive strutturali piuttosto che alle oscillazioni di breve periodo.
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