Quanto costa il commercialista: i criteri per il calcolo della parcella

Caterina Gastaldi

27 Luglio 2022 - 18:25

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Come capire se la parcella del proprio commercialista è troppo cara o ha un costo in linea con i prezzi di mercato.

Quanto costa il commercialista: i criteri per il calcolo della parcella

Che sia per dover compilare correttamente la dichiarazione dei redditi, o per gestire la contabilità della partita Iva o dell’impresa, trovarsi a dover chiedere aiuto a un commercialista è qualcosa che capita più spesso del previsto. A questo punto però ci si scontra sempre con una domanda: quanto costa un commercialista?

Soprattutto quando è la prima volta che ci si rivolge a un professionista del settore, è normale farsi delle domande e avere dei dubbi al riguardo, ma come si fa a capire quanto costa effettivamente la prestazione che viene richiesta e in che modo viene calcolata una parcella?

Molto dipende dal tipo di lavoro richiesto e dalla sua complessità, ma ci sono anche altre variabili di cui tenere conto, come il periodo in cui arriva la richiesta, il luogo in cui ci si trova, o le tempistiche che si vanno a richiedere.

Quanto costa il commercialista

Per legge i commercialisti devono seguire quanto previsto dal DM 140/2012, così come i notai, gli esperti contabili, gli avvocati, o altri professionisti. Tuttavia, le indicazioni all’interno sono da considerarsi con valore orientativo.

Comprendere il costo del professionista prima ancora di aver chiesto un preventivo quindi può essere complesso. Si devono infatti tenere conto moltissime variabili in gioco.

Il prezzo varia dalla mole di lavoro presentata, il tempo richiesto, la velocità con cui si desidera che venga svolto, ma anche la zona in cui ci si trova (le grandi città di solito sono più care), l’esperienza del commercialista o dello studio a cui ci si rivolge, la prestazione che si desidera, e la specializzazione su un determinato argomento.

Il modo più semplice per farsi un’idea del costo di un dottore commercialista nella propria zona può essere richiedere direttamente un preventivo, provando a essere il più precisi possibile nel momento in cui si fa questa richiesta riguardo ai lavori necessari. All’interno del preventivo sarà bene chiedere una suddivisione chiara e precisa delle spese.

Nel momento in cui si va a calcolare la parcella quindi i criteri di cui tenere conto sono anche:

  • tipologia del servizio offerto;
  • la frequenza d’intervento;
  • il regime del cliente;
  • il tipo di assistenza, se online, telefonica, di persona, ibrida;
  • la complessità del lavoro richiesto.

Quali prestazioni offre un commercialista

Una delle valutazione di cui si deve tenere conto per calcolare il costo del commercialista è sicuramente la tipologia di prestazione richiesta. Più sarà complessa e lunga la prestazione, maggiore sarà il prezzo.

Riguardo alla lunghezza, inoltre, bisogna tenere conto di una cosa: se un professionista è particolarmente esperto in un settore, può metterci di meno rispetto a un collega, ma il minor tempo non è detto che si debba tradurre in un minor compenso. Infatti si deve anche pagare l’esperienza e l’abilità.

Tenuto conto di quanto detto, le prestazioni offerte da questi professionisti sono svariate, ma si possono suddividere a grandi linee nelle seguenti:

  • consulenza, specifica su un argomento o più ampia, o anche nella redazione di un business plan;
  • bilancio d’esercizio e bilancio infrannuale;
  • la compilazione e l’invio di diverse dichiarazioni, come quella IRAP, quella Iva, o quella dei redditi;
  • la tenuta dei registri ammortizzabili;
  • l’aggiornamento dei libri inventari;
  • diverse pratiche fiscali, come le pratiche per la chiusura o l’apertura di un’attività, per esempio.

A seconda che si tratti di una prestazione una tantum (come la dichiarazione dei redditi, che avviene annualmente) o prolungata nel tempo, il prezzo andrà a variare, così come la cadenza dei pagamenti.

Nel caso in cui venga anche seguita la contabilità dell’azienda, il costo varierà anche dalla complessità della contabilità in questione, il numero delle fatture, e il fatturato effettivo del cliente.

Di cosa tiene conto la parcella

All’interno della parcella, oltre al costo del servizio richiesto e delle diverse variabili in gioco accennate in precedenza, si tiene anche conto dei costi che è necessario aggiungere oltre all’onorario del commercialista.

Il compenso infatti prevede anche:

  • il contributo previdenziale;
  • sulla base imponibile bisogna aggiungere il 22% di Iva;
  • inoltre l’impresa deve trattenere anche un 20% di ritenuta fiscale, da versare direttamente all’erario.

Al prezzo della singola prestazione quindi sarà necessario aggiungere anche queste percentuali.

Tariffario

Ogni anno l’associazione nazionale commercialisti (l’Anc) condivide un file con gli onorari consigliati, che variano a seconda di quanto guadagna il richiedente del servizio, del volume di affari o, per esempio, del numero di fatture.

Per esempio, per la dichiarazione dei redditi per partite Iva con un ammontare dei ricavi annui fino ai 75.000 euro è consigliato pagare tra un minimo di 247,00 euro e un massimo di 497,00 euro. Il prezzo sale a un minimo di 446,00 euro e un massimo di 670,00 euro quando il volume di affari dell’interessato è tra i 75.001 euro e i 150.000 euro.
A questi costi poi bisogna anche andare a sommare il 22% di Iva

Il file, allegato all’articolo, può dare un’idea più chiara dei costi medi, anche se il modo migliore per capire quanto pagare da un commercialista è sempre quello di chiedere un preventivo o più, magari a diversi specialisti, andando a confrontare non solo il prezzo, ma anche i servizi offerti.

Onorari consigliati 2022
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