Quanti cani o gatti si possono tenere in casa o in giardino?

Ilena D’Errico

25 Gennaio 2023 - 22:50

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La Corte di cassazione ha ormai confermato che esiste un limite di animali domestici, soprattutto cani e gatti, che si possono tenere in casa o in giardino, per evitare danni ai vicini.

Quanti cani o gatti si possono tenere in casa o in giardino?

Anche se può sembrare un dubbio inutile, chiedersi quanti animali si possono tenere in casa (o nel giardino) ha invece molto senso, non solo per il benessere di cani e gatti, ma anche dal punto di vista legale. I due interessi, peraltro, coincidono. Varie sentenze della Corte di cassazione, infatti, hanno predisposto un limite al numero di animali domestici, volto alla tutela dell’interesse dei vicini, ma anche alle condizioni di vita degli animali.

Esiste un limite al numero degli animali domestici?

La legge non ha un interesse specifico nella limitazione del numero di animali domestici, motivo per cui non esiste un limite fisso. La regola deve infatti essere individuata a seconda di ogni caso specifico, tenendo conto di tutti i fattori in gioco. In tal proposito concorrono sicuramente le dimensioni dell’abitazione e del giardino, la distanza rispetto agli altri edifici e le immissioni provocate.

La Cassazione ha recentemente confermato una sentenza di risarcimento, pari a 2.000 euro per ogni persona danneggiata, nei confronti di una donna in possesso di svariati cani e gatti. La sentenza ha oltretutto riproposto ancora una volta un limite del numero di esemplari, questa volta fissato in 6 animali.

Un generico fondamento delle ordinanze in questione si può difatti trovare nel Codice civile, che si occupa appunto di regolamentare le immissioni. Queste ultime devono misurarsi allo stesso tempo con la libertà del proprietario e quella dei vicini, si dice quindi che non devono superare la normale tollerabilità.

Comunemente quando si parla di immissioni è facile pensare ai fumi o ai rumori, in realtà le immissioni comprendono in modo molto più ampio tutte le possibili cause di limitazione o molestie che derivano dal fondo altrui. Di conseguenza rientrano in questa categoria anche i rumori provocati dai cani e dai gatti, specie se in gran numero, ma anche il possibile cattivo odore.

In genere, questo tipo di immissioni non supera la normale tollerabilità, purché il proprietario abbia cura di prendere tutte le precauzioni del caso, che vanno dalla cura degli animali fino all’addestramento professionale. È però evidente che se gli animali sono in gran numero e costretti alla vicinanza per le dimensioni dello spazio disponibile, l’efficacia delle precauzioni riscontra un tangibile limite pratico.

Questa è in sintesi l’opinione giurisprudenziale confermata dalla Corte di cassazione, che in alcune ordinanze ha, come conseguenza, posto oltre al risarcimento dei danni anche un limite al numero di cani e gatti.

Quanti cani e gatti si possono tenere in casa o in giardino

Il limite trova conferma dalle predisposizioni del Codice civile, che consente anche il sequestro degli animali se esiste il concreto pericolo che l’illecito si ripeta. Oltretutto, detenere un notevole numero di animali domestici viola in qualche modo la destinazione d’uso abitativa, che diventa molto più affine a un canile, basandosi su un’attività di custodia. Per le stesse ragioni, anche la presenza di un giardino non influisce sul limite.

Per individuare quindi il numero di animali che si possono tenere bisogna principalmente affidarsi al buonsenso, ponendosi le domande fondamentali evidenziate dalla pronuncia della Cassazione.

  • Gli animali hanno spazio a sufficienza per vivere in modo dignitoso e non infastidirsi l’uno con l’altro?
  • C’è qualcuno con tempo a sufficienza per prendersi cura degli animali in tutti i loro bisogni?
  • In che misura gli animali possono infastidire i vicini?

In proposito al danno patito dai vicini, bisogna sapere che non sono necessarie particolari conseguenze sulla salute, ma rileva anche la semplice limitazione del normale svolgimento della vita familiare. Danno che, peraltro, non deve neanche essere dimostrato, in quanto sono sufficienti nozioni di comune esperienza.

Di conseguenza, è fondamentale cercare di assicurare una vicinanza pacifica e libera, limitando quando possibile i fastidi arrecati dagli animali. Il limite preciso, infatti, può essere individuato soltanto dal giudice chiamato a pronunciarsi sul caso, tenendo conto anche delle condizioni ambientali e territoriali.

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