Quante sono le assunzioni in Italia? I nuovi dati Inps sul mercato del lavoro

Simone Micocci

2 Aprile 2026 - 14:32

L’Inps pubblica il nuovo Osservatorio sul mercato del lavoro in Italia. E ci sono buone notizie.

Quante sono le assunzioni in Italia? I nuovi dati Inps sul mercato del lavoro

L’Inps ha aggiornato il quadro sul mercato del lavoro in Italia, offrendo una fotografia dettagliata di quanto accaduto nel corso del 2025. Numeri che aiutano a capire come si sta muovendo l’occupazione, mostrando cosa sta succedendo in merito alle nuove assunzioni e alle stabilizzazioni dei rapporti di lavoro.

Nel dettaglio, nel corso dell’anno le assunzioni nel settore privato hanno superato gli 8 milioni, mentre le cessazioni sono state poco meno di 7,7 milioni.

Il saldo resta quindi positivo e conferma una fase favorevole per il mercato del lavoro, anche se con ritmi diversi rispetto agli anni passati e con alcune differenze tra le varie forme contrattuali.

Il dato, infatti, va letto insieme agli altri indicatori, come ad esempio le trasformazioni a tempo indeterminato e il peso degli incentivi. È da qui che emerge un quadro più completo, in cui il mercato continua a creare occupazione ma allo stesso tempo cambia struttura, con segnali che riguardano sia la stabilità dei rapporti che la loro durata.

Quante sono state le assunzioni nel 2025

Nel dettaglio, nel 2025 le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati sono state 8.031.000, un numero molto elevato che conferma la forte mobilità del mercato del lavoro italiano . Rispetto al 2024 si registra però una lieve flessione, pari a circa l’1,3%, segnale che la crescita prosegue ma con un ritmo più contenuto rispetto all’anno precedente.

Accanto alle nuove attivazioni, un ruolo importante lo giocano le trasformazioni contrattuali. Nel corso dell’anno sono state circa 775.000 le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, in aumento rispetto al 2024, a cui si aggiungono oltre 115.000 conferme di contratti di apprendistato giunti al termine del periodo formativo.

Il dato sulle assunzioni va però letto insieme alla dimensione complessiva del sistema. Le cessazioni nel 2025 sono state 7.690.000, in calo rispetto all’anno precedente, contribuendo a mantenere un equilibrio positivo tra entrate e uscite dal mercato del lavoro . Questo continuo flusso tra attivazioni e cessazioni conferma come il mercato italiano sia caratterizzato da un’elevata dinamicità, dove lo stesso lavoratore può essere coinvolto in più rapporti nel corso dell’anno.

Entrando nel dettaglio delle tipologie contrattuali, emergono andamenti diversi. Le assunzioni risultano in calo per alcune forme più strutturate, come il tempo indeterminato e l’apprendistato, mentre registrano una crescita i contratti stagionali e il lavoro intermittente . Anche la dimensione delle imprese incide: la flessione è più evidente tra le aziende più piccole, mentre resta sostanzialmente stabile nelle realtà di maggiori dimensioni.

Il saldo resta positivo

Nonostante il lieve calo delle assunzioni, il mercato del lavoro chiude il 2025 con un saldo positivo. La differenza tra nuovi rapporti attivati e cessazioni negli ultimi dodici mesi porta infatti a un aumento complessivo di 342.000 posizioni di lavoro nel settore privato .

Si tratta di un indicatore importante perché fotografa l’effettiva crescita dell’occupazione, indicando quante posizioni di lavoro in più ci sono rispetto all’anno precedente (tenendo conto sia delle entrate sia delle uscite dal mercato). A trainare questo risultato è soprattutto il lavoro a tempo indeterminato, che contribuisce per oltre 313.000 posizioni. Le altre forme contrattuali, pur con numeri più contenuti, mostrano comunque un contributo positivo, sostenuto in particolare dai contratti intermittenti, stagionali e a termine .

Il ruolo degli incentivi

Una parte della dinamica positiva del mercato del lavoro è legata anche agli incentivi alle assunzioni. Nel corso del 2025 le attivazioni di rapporti di lavoro agevolati hanno registrato una crescita significativa, con un aumento di circa il 14% rispetto all’anno precedente .

A trainare questo risultato sono soprattutto gli esoneri contributivi rivolti ai giovani, che segnano un incremento del 26%, e quelli destinati alle donne, in crescita di oltre il 6%. Misure che riducono il costo del lavoro per le imprese e che, di conseguenza, rendono più conveniente l’attivazione di nuovi contratti o la stabilizzazione di quelli già esistenti.

Questi strumenti hanno inciso in modo diretto sulla dinamica delle assunzioni, sostenendo in particolare alcune categorie considerate più esposte alle difficoltà di accesso o permanenza nel mercato del lavoro. L’aumento delle attivazioni incentivate, infatti, indica che le politiche adottate hanno avuto un impatto reale, soprattutto in una fase in cui la crescita complessiva mostra segnali meno intensi rispetto al passato.

Alla base di questo andamento c’è anche la proroga degli esoneri contributivi introdotta tra il 2024 e il 2025, che ha garantito continuità alle misure e maggiore certezza per le imprese nella pianificazione delle assunzioni. Un elemento che ha contribuito a mantenere attiva la domanda di lavoro, soprattutto per alcune tipologie contrattuali.

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