Quando il mercato è in bolla: segnali, rischi e strategie possibili

Redazione Money Premium

7 Settembre 2025 - 07:00

Tra guadagni record e segnali di bolla globale, ecco come riconoscere le dinamiche e adattare la strategia quando la finanza sembra ignorare la logica.

Quando il mercato è in bolla: segnali, rischi e strategie possibili

Negli ultimi mesi, l’andamento dei mercati azionari ha sorpreso anche gli osservatori più ottimisti. Il vecchio adagio “sell in May and go away” — vendere in primavera e tornare in autunno — è stato clamorosamente smentito. Chi ha mantenuto le proprie posizioni ha assistito a un incremento eccezionale del portafoglio, in alcuni casi con tassi annualizzati vicini al 90%.

La spinta è arrivata soprattutto dai USA, dove il settore tecnologico e i grandi titoli a elevata capitalizzazione hanno dominato le performance. L’effetto contagio ha raggiunto anche altri listini globali, alimentando un clima di euforia che ricorda fasi storiche come la bolla delle dotcom nel 2000 o il rally pre-crisi del 2007. In queste situazioni, i prezzi salgono rapidamente, le valutazioni diventano estreme, i guadagni si concentrano in poche società e il legame con i fondamentali dell’economia reale si indebolisce. Il tutto è accompagnato da una fiducia eccessiva e da una crescente propensione alla leva finanziaria, elementi che rendono i mercati vulnerabili a inversioni improvvise.

L’analisi delle grandi bolle passate dimostra come le fasi di euforia possano durare molto più a lungo di quanto si immagini. Negli anni ’90, ad esempio, i mercati rimasero “caldi” per quasi un decennio prima dello scoppio della bolla tecnologica. Allo stesso modo, l’ampiezza dei rialzi può superare ogni previsione: chi riduce l’esposizione troppo presto, spaventato da valutazioni considerate insostenibili, rischia di restare indietro e di sottoperformare rispetto agli indici di riferimento. È proprio questo che accade spesso ai fondi attivi, i cui gestori, rifiutando di acquistare titoli sopravvalutati, vedono il proprio rendimento rimanere indietro rispetto al mercato, mentre strategie troppo aggressive possono portare a perdite consistenti al momento dell’inversione.

Affrontare una fase di bolla richiede un equilibrio difficile tra prudenza e partecipazione. Una strategia possibile consiste nel concentrarsi sui pochi titoli che guidano la crescita e nel rafforzare l’esposizione durante i ribassi di breve periodo, evitando di disperdere il capitale in settori marginali. È fondamentale però pianificare in anticipo un’uscita, così da proteggere i guadagni quando i segnali di inversione diventano chiari. In quel momento, la rotazione verso strumenti passivi, privilegiando obbligazioni o azioni a forte carattere value, può offrire stabilità e protezione del capitale.

Le bolle, per quanto affascinanti e potenzialmente redditizie nella loro fase ascendente, non sono eterne. Il loro scoppio può essere improvviso e doloroso, ma rappresenta anche un’opportunità per riposizionarsi e ricostruire su basi più solide. Chi saprà riconoscere i segnali, mantenere la disciplina e applicare una strategia coerente potrà affrontare con serenità l’inevitabile “inverno” dei mercati, pronto a cogliere la prossima grande ondata rialzista quando i tempi saranno maturi.