Quali titoli di Stato comprare con l’accordo tra UE e Regno Unito post-Brexit

R. F.

19/05/2025

Il riavvicinamento tra Regno Unito e Unione Europea pone interessanti opportunità sui titoli di Stato inglesi.

Quali titoli di Stato comprare con l’accordo tra UE e Regno Unito post-Brexit

Come qualcuno già saprà, il Regno Unito e l’Unione Europea hanno finalmente concordato di ristabilire le relazioni, dopo l’uscita della Gran Bretagna dal blocco economico nel 2020.

Il Primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer sta ospitando oggi, a Londra, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e altri alti funzionari per un vertice molto atteso, che si svolge in un contesto di dinamiche globali imprevedibili, dopo il Liberation Day inaugurato da Trump alla Casa Bianca il 2 aprile.

Alcuni funzionari dell’UE hanno dichiarato alla CNBC che le due controparti avevano raggiunto un accordo. Sembra infatti che sia stato concordato l’accesso reciproco alle acque di pesca fino al 30 giugno 2038, e a ciò si aggiunge un accordo raggiunto anche sulla cooperazione energetica e sulla conclusione di una partnership UK-UE per la sicurezza informatica e la difesa militare.

Entrambe le parti avrebbero inoltre concordato di lavorare per un futuro accordo che renderebbe più facile per i giovani vivere e lavorare in tutto il continente, secondo Reuters. Il cosiddetto schema di “esperienza giovanile” consentirà ai giovani del Regno Unito e dell’UE di lavorare, studiare, fare volontariato o viaggiare nei rispettivi Paesi per un periodo di tempo limitato, secondo quanto riportato nel documento.

La Commissione Europea e il Regno Unito hanno inoltre concordato di approfondire la cooperazione sulle sfide poste dalla migrazione irregolare. Il Regno Unito e l’UE esamineranno anche il potenziale utilizzo degli electronic-gate da parte dei titolari di passaporto britannico negli aeroporti europei, una novità che sarebbe accolta con favore da molti britannici che hanno dovuto fare la fila, spesso lunga, per attraversare gli aeroporti dell’UE dopo la Brexit.

È probabile che l’accordo apra la strada alla partecipazione del Regno Unito alla politica di sicurezza e difesa dell’UE, inclusa la politica industriale della difesa militare.

Questo accordo quadro potrebbe anche portare a un’intesa per eliminare gli attriti nel commercio di prodotti agroalimentari e un ruolo per la Corte di Giustizia Europea nella risoluzione delle controversie, oltre a una maggiore cooperazione sulla politica energetica. La recente svolta dell’amministrazione Trump verso l’isolazionismo statunitense nel commercio globale, e in particolare ciò che riguarda lo scudo militare USA all’interno della Nato, colpisce decisamente più l’Europa e il Regno Unito, soprattutto dopo eventi drammatici come la guerra in Ucraina, e sostiene la necessità di un ambizioso ripristino delle relazioni fra Inghilterra e UE.

Insomma, se non è un ritorno alla situazione pre-Brexit, poco ci manca.

È molto interessante ciò che ha detto il braccio destro del premier britannico, la Cancelliera dello Scacchiere del Regno Unito Rachel Reeves, che oggi ospita un ricevimento per imprenditori a Downing Street, parlando dell’accordo UK-UE, i cui dettagli stanno ancora emergendo e non sono ancora stati ufficialmente pubblicati:

“Una giornata davvero importante dopo una serie di giornate significative nelle ultime settimane: negli ultimi mesi, tutti noi abbiamo visto quanto il mondo stia cambiando, ma il governo britannico non starà semplicemente a guardare. Dobbiamo plasmare questi cambiamenti nel nostro interesse nazionale e della UE”.

E poi ancora:

“I nostri maggiori partner commerciali sono i nostri amici nell’Unione Europea e per troppo tempo è stato troppo difficile esportare nella UE, attrarre talenti dall’estero e commerciare con i nostri vicini più prossimi”.

Quel che più mi interessa, come investitore obbligazionario quale sono, è che i rendimenti dei titoli di Stato britannici sono in aumento a seguito dell’accordo tra UE e Regno Unito che rivede le loro relazioni post-Brexit. L’aumento dei rendimenti dei Gilt, i titoli di Stato inglesi, è legato alla percezione che l’accordo aumenterebbe la crescita del PIL della Gran Bretagna, che per il 2025-2026 era prima stimato ad un magro +0,9% secondo Bloomberg. Ed anche ad aspettative di maggior inflazione che, per il 2025-2026, era stimata a circa il 3,2%, prima dell’accordo di “reset” parziale della Brexit.

Per investire in Gilt, d’altronde, non bisogna dimenticare i numeri dell’economia britannica. La disoccupazione è stabile al 4,5%, mentre il rapporto debito/PIL nel 2025 è atteso al 97% e il deficit/PIL dovrebbe situarsi attorno al 4%, sempre per il 2025. Per questi numeri il debito pubblico inglese ha un rating di elevato standing: AA flat, un poco al di sotto del debito pubblico tedesco che attualmente è AAA, ma molto al di sopra del rating italiano, che è una BBB flat.

I rendimenti dei titoli di Stato britannici a 10 anni, a puro titolo informativo, sono aumentati di circa 7 punti base alle 11 di stamane a Londra, ad un livello di 4,70% (contro un 3,65% del nostro BTP 10y). Ma osservando più da vicino la reazione del mercato obbligazionario all’accordo tra Regno Unito e UE svelato questa mattina, tutti i Gilt a lungo termine, della fascia 10y/30y, stanno registrando movimenti significativi.

Ci possono essere delle opportunità sui bond in sterline, quindi. Il rendimento del Gilt a 30 anni è aumentato di oltre 8 punti base al livello del 5,45% (mentre il BTP 30y rende 4,50%).

Sono ovviamente tutti rendimenti lordi. Vi ricordo, infatti, che per le persone fisiche anche i titoli governativi inglesi sono tassati alla fonte al 12,5%, come i nostri BTP.

Certo, non vi sto consigliando di riempire il vostro portafoglio obbligazionario di Gilt a 30 anni. Il rischio duration si sommerebbe al rischio di cambio in maniera pericolosa. Sto pensando invece a Gilt abbastanza corti, che offrono un plus di extra-rendimento (al netto del rischio di cambio EUR/GBP) certamente interessante rispetto ai BTP nostrani.

Per esempio:

GILT A 2 ANNI
UKT 3,75% 7/3/2027 99,50 cents, rendimento a scadenza 4,05% (contro un BTP di pari scadenza che adesso rende un 2,12% lordo);

GILT A 3 ANNI
UKT 4,375% 7/3/2028 100,80 cents, rendimento a scadenza 4,08% (contro un BTP a 3 anni che adesso rende un 2,30% lordo).

E per chi accetta una duration un po’ più alta ecco una proposta 5 anni:

GILT A 5 ANNI
UKT 4,375% 7/3/2030 100,85 cents, rendimento a scadenza 4,00% (contro un BTP a 5 anni che adesso rende un 2,85%).

Il rischio annesso, ovviamente, è il rischio di cambio: una svalutazione della sterlina impatta negativamente sul plus di rendimento della curva del Gilt rispetto alla curva del BTP. Ma, graficamente, almeno per i prossimi 12 mesi, la sterlina dovrebbe rivalutarsi rispetto all’euro, se non fosse per il supporto offerto dal differenziale dei tassi overnight sterlina-euro.

Qui sotto, grazie a Bloomberg, potete vedere infatti come il cambio EUR/GBP, attualmente pari a 0,8420, se rompe al ribasso la fatidica soglia di 0,8390 (media mobile a 200gg in linea gialla) potrebbe poi entrare nel range 0,84-0,8250. La politica della BoE su tassi dei prossimi mesi sarà di fondamentale importanza, ovviamente.

La raccomandazione finale è quindi molto semplice.

Possiamo diversificare in Gilt inglesi, accettando il rischio di cambio e investendo sulla parte corta della curva (per minimizzare il rischio di una Bank of England aggressiva nel rialzo dei tassi nei prossimi mesi). La quota del vostro portafoglio destinata alla sterlina dipende dalla vostra propensione al rischio nel mondo obbligazionario. Solitamente nella diversificazione valutaria non si va a destinare più del 5%-10% dell’intero portafoglio, e anche per questa proposta mi sentirei di confermare la quota suddetta.

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