Quali sono le professioni a maggior rischio evasione in Italia?

Andrea Fabbri

5 Giugno 2026 - 05:23

Le dichiarazioni dei redditi in Italia svelano quali sono le professioni più a rischio a livello di evasione. Ci sono sorprese notevoli nelle pagelle fiscali

Quali sono le professioni a maggior rischio evasione in Italia?

Stanno facendo molto discutere i dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sull’affidabilità fiscale delle varie professioni basati sulle dichiarazioni dei redditi relative al 2025.

La prima buona notizia è che in Italia si evade meno con professionisti come commercialisti, addetti alla sanità, ingegneri e consulenti del lavoro in vetta alle graduatorie di affidabilità fiscale.

Quella meno buona è che nel settore della ristorazione, tra gli ambulanti, i tassisti e le concessionarie di automobili il rischio evasione continua a essere notevolmente elevato.

Cos’è la pagella fiscale e come viene calcolata

Nel nostro Paese il grado di affidabilità fiscale per le aziende e i singoli lavoratori autonomi viene calcolato tramite gli ISA, acronimo che sta per Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale.

Sostituti degli studi di settore, questi indicatori vengono elaborati dall’Agenzia delle Entrate dando un voto da 1 a 10 basato sull’affidabilità delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti.

Una vera e propria pagella fiscale in cui chi raggiunge il voto di 8 viene ritenuto fiscalmente credibile e può accedere a condizioni vantaggiose con l’amministrazione finanziaria.

Le differenze interne alle categorie

Il primo dato interessante che emerge dal report sono le differenze interne alle varie professioni. Tra i medici quelli con ISA superiore a 8 sono quelli che dichiarano più di 102.000 euro l’anno, mentre quelli che arrivano a 37.700 euro hanno pagelle molto peggiori.

Discorso simile per gli “autisti”, ovvero tassisti e impiegati nei servizi di noleggio con conducente: i più affidabili sono quelli che dichiarano cifre superiori ai 54.000 euro mentre quelli più a rischio evasione hanno dichiarazioni medie leggermente superiori ai 33.000 euro.

Ancora più netta la differenza se si passa al variegato mondo della ristorazione. Le pagelle con voto 8 abbondano nelle dichiarazioni superiori ai 65.000 euro e scarseggiano tra quelle di poco più alte di 15.000 euro.

Le professioni più a rischio evasione

L’informazione che fa più discutere, invece, è quella relativa alle professioni che hanno perso affidabilità fiscale nel corso degli ultimi anni.

Il calo dei voti delle pagelle è stato particolarmente marcato tra i venditori ambulanti, -15,9%, tra gli agenti di commercio, -11,8% e tra i gestori di concessionarie d’auto, -9,5%.

Il dato peggiore, però, è stato quello delle farmacie, che hanno registrato un poco lusinghiero -20,3%, probabilmente frutto del drastico calo del fatturato post emergenze sanitarie.

Meno drastica, ma da non sottovalutare, la flessione di affidabilità dei tabaccai, -6,3% e di bar e pasticcerie, -2,6%.

E quelle più affidabili

La situazione migliora notevolmente tra le partite IVA che hanno guadagnato affidabilità fiscale anche grazie al concordato preventivo biennale.

In tal senso spiccano i numeri degli alimentari, in cui si è registrato un aumento del 16% delle pagelle con voto 8 o superiore, e quelli degli psicologi e dei geometri con una crescita di affidabilità rispettivamente del 10% e del 9,2%.