Se la cartella di determinati atti non viene notificata entro il 31 dicembre 2025 decade e può essere impugnata. Vediamo quali sono quelle che se notificate dal 1° gennaio non vanno pagate.
La decadenza delle cartelle esattoriali è un argomento che troppo spesso non è approfondito abbastanza, eppure rende illegittima la notifica dell’atto che può essere contestato e non pagato. Quali sono gli atti che devono essere notificati, pena la decadenza, entro il 31 dicembre 2025? A tale riguardo bisogna fare una distinzione tra liquidazione automatica delle dichiarazioni e controllo formale.
I termini di decadenza descrivono il periodo temporale massimo che l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha a disposizione per notificare una cartella di pagamento prima di perdere il diritto a riscuotere le somme. I termini in questione variano in base al tipo di controllo che ha generato la pretesa.
Vediamo quali sono i termini perentori e quali cartelle esattoriali devono essere notificate entro fine anno.
Liquidazione automatica, quando la decadenza?
Le cartelle esattoriali riferite alla liquidazione automatica della dichiarazione dei redditi e IVA devono essere notificate entro la fine del terzo anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata. Per la dichiarazione dei redditi e Iva presentate nel 2025, quindi, l’eventuale cartella esattoriale deve essere notificata entro il 31 dicembre 2028.
Controlli formali, quando la decadenza?
Per le cartelle esattoriali che richiedono pagamenti di somme derivanti da controlli formali il termine di decadenza è fissato alla fine del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Per le dichiarazioni presentate nel 2025 il termine di decadenza è fissato al 31 dicembre 2029.
Proroghe ai termini di decadenza
A causa dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid 19 è stata prevista una proroga che ha investito anche la decadenza delle cartelle esattoriali. La proroga di 24 mesi riguarda tutti i termini di decadenza dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione tra l’8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2021. Di fatto per gli atti la cui decadenza interveniva in questo arco temporale è stata prevista una proroga di 24 mesi a decorrere dal 31 dicembre 2021.
Per fare un esempio, quindi, la dichiarazione dei redditi 2017 avrebbe visto la sua naturale decadenza il 31 dicembre 2020, ma è slittata al 31 dicembre 2023.
Alcuni uffici, però, tendono ad applicare il parallelismo tra la sospensione dei termini di pagamento e tutti i termini pendenti all’8 marzo 2020. Siccome i termini di pagamento sono stati sospesi per 542 giorni, secondo questa interpretazione la proroga investirebbe a cascata tutti i termini pendenti alla data di sospensione.
Con la sentenza 17668 del 30 giugno 2025, però, la Corte di Cassazione ha chiarito che essendo proroghe specifiche non possono operare congiuntamente al parallelismo tra sospensione dei termini di pagamento e sospensione dei termini di notifica per le decadenze.
leggi anche
Decadenza e prescrizione (anche di cartelle esattoriali) slittano di 85 giorni in questi casi
Quali cartelle non vanno pagate se notificate dal 1° gennaio 2026?
Le cartelle che decadono se non notificate entro il 31 dicembre 2025 sono quelle che riguardano:
- liquidazione automatica per dichiarazione dei redditi 2022 riferita all’anno di imposta 2021;
- liquidazione automatica per dichiarazione Iva 2022 riferita all’anno di imposta 2021;
- controlli formali per le dichiarazioni dei redditi e Iva 2021 (riferite all’anno di imposta 2020).
© RIPRODUZIONE RISERVATA