Napoli, proteste contro De Luca nella prima notte di coprifuoco

Guerriglia urbana nella prima notte di coprifuoco a Napoli

Napoli, proteste contro De Luca nella prima notte di coprifuoco

Proteste, che ben presto si sono trasformate in guerriglia urbana, nella notte di Napoli contro Vincenzo De Luca e il suo coprifuoco sulla Campania. La misura restrittiva, che rappresenta una vera e propria stretta sulla movida, prevede il divieto di circolazione dalle 23 e alle 5.

Guerriglia a Napoli contro il coprifuoco di De Luca

Un centinaio di persone si sono radunate in Largo San Giovanni Maggiore, a Napoli, dopo essersi radunati sui social, si sono ritrovati davanti alla sede dell’Università Orientale per manifestare contro l’ordinanza che vieta gli spostamenti durante le ore della notte, se non per comprovate esigenze di lavoro o necessità.

La protesta è iniziata in maniera pacifica, con i manifestanti, fra cui c’erano commercianti e gestori di locali, che hanno mostrato uno striscione con scritto “Tu ci chiudi, tu ci paghi”.

Ben presto però sono iniziate vere e proprie scene da guerriglia urbana. Giunta davanti al Palazzo della Regione, la folla è riuscita a superare i cordoli della polizia.

Su Twitter, alcuni utenti segnalano lancio di fumogeni e sassi contro le forze dell’ordine.

Un giornalista di SkyTG24 è stato spinto contro un’auto e picchiato in diretta televisiva. Gli assalitori avevano il volto coperto dalle mascherine.

In un video si può udire l’esplosione di una bomba carta lanciata da un manifestante.

De Magistris: “Queste scene presto anche in altre città”

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, mentre la sua città era nel caos, si trovava negli studi televisivi di Titolo Quinto, nuovo programma di Rai 3.

“L’ho detto in maniera molto chiara, oggi per noi è una giornata di grande amarezza. Quella è una strada, Santa Lucia, percorsa da cultura, da ragazzi, da scugnizzi, esercizi commerciali. Vedere le bombe carta è una sconfitta”, ha detto il sindaco.

De Magistris ha attaccato il Governo nazionale, reo di non essere stato abbastanza rapido nel prevenire la polveriera sociale della crisi COVID. “Nel momento in cui si alzerà la pressione sugli ospedali, ha aggiunto il sindaco di Napoli, quelle scene noi le vedremo anche in altre città”.

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