Professionisti nella PA, arriva la verifica fiscale obbligatoria dal 15 giugno

Nadia Pascale

13 Gennaio 2026 - 14:31

Dalla Legge di Bilancio 2026 misure aspre per i professionisti, entrano in vigore il 15 giugno le verifiche fiscali per tutti coloro che lavorano con la PA. Misure inique e sporporzionate per CNDCEC.

Professionisti nella PA, arriva la verifica fiscale obbligatoria dal 15 giugno

In arrivo una rivoluzione per i professionisti, dal 15 giugno 2026 coloro che lavorano con la Pubblica Amministrazione sono sottoposti a verifiche fiscali. La novità è una delle più importanti della Legge di Bilancio 2026, la stessa, infatti, prevede un vero e proprio pignoramento delle somme spettanti ai professionisti nel caso in cui abbiano dei carichi fiscali.
Non sono mancate critiche da parte di associazioni di categoria che sottolineano l’iniquità della misura.

L’articolo 1, comma 725, della Legge n. 199/2025 inserisce il comma 1-ter dell’articolo 48-bis del DPR 602 del 1973, in questo modo viene esteso l’obbligo di verifica della regolarità fiscale ai pagamenti di importo inferiore a 5.000 euro destinati a professionisti titolari di redditi di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 54 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). Tra i crediti sottoposti a verifica vi sono anche quelli relativi a prestazioni in gratuito patrocinio.

Ecco quello che cambia a partire dal 15 giugno 2026 per i professionisti, lavoratori autonomi, che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione e sono obbligatoriamente sottoposti a verifica fiscale.

Contrasto all’evasione fiscale e pignoramento somme dovute al professionista

Il contrasto all’evasione fiscale è al centro dell’operato del Governo, l’obiettivo è soprattutto fare prevenzione, cioè prevenire fenomeni di evasione fiscale, andando a scovarla prima che si manifesti e anche evitando in questo modo liti tributarie.

Le nuove norme introdotte in Legge di Bilancio vanno proprio in tale direzione, infatti, per i lavoratori autonomi si applica questo particolare pignoramento anche prima della notifica della cartella di pagamento o in caso di vizi della stessa. L’effetto potrebbe essere boomerang perché la cartella potrebbe essere impugnata anche dopo il pignoramento stesso. Per ora ci limitiamo alle norme.

In base a quanto disposto dal nuovo comma 1 ter, le verifiche previste dall’articolo 48 bis del Dpr 602 del 1973 sono estese ai compensi dovuti a professionisti qualunque sia l’importo. Ne consegue che le Pubbliche Amministrazioni prima di effettuare il versamento dei compensi verificano, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento di somme.
Ne consegue che in caso di esito positivo della verifica le PA non versano il compenso al professionista, ma liquidano quanto dovuto all’agente di riscossione e in caso di eccedenze, versano le stesse al professionista.
La nuova disciplina si applica ai pagamenti effettuati a decorrere dal 15 giugno 2026.

Differenze pignoramento professionista e imprese: ampliato il perimetro delle verifiche fiscali

Rispetto alla previsione precedente vi sono delle novità importanti che riguardano il perimetro di operatività della norma. La prima cosa da dire è che la norma non trova applicazione nel caso in cui sia stata richiesta una rateazione.
Dal punto di vista soggettivo la norma è applicata solo ai soggetti indicati nell’articolo 54 del Tuir, cioè liberi professionisti (esercenti arti e professioni, ossia i titolari di redditi di lavoro autonomo) sono, invece, esclusi lavoratori dipendenti, società fornitrici di beni e servizi, imprese per i quali continuano a trovare applicazione i limiti precedentemente previsti dal DPR 602 del 1973.

La norma appare particolarmente penalizzante perché viene ampliato anche il perimetro delle cartelle, infatti non comprende solo debiti fiscali, ma anche sanzioni amministrative, oneri minori e debiti previdenziali (contributi).

Termini temporali: addio sospensione dei pagamenti per 60 giorni. Pignoramento subito attivo

Le modifiche non riguardano solo il perimetro di applicazione di questo particolare pignoramento, ma anche i termini temporali applicati. In passato, effettuata la verifica (comunque solo per compensi superiori a 5.000 euro), vi era una sospensione del pagamento in favore del “creditore”, lavoratore autonomo o meno, di 60 giorni. Dal 15 giugno 2026 salta anche questa sospensione.

La Pubblica Amministrazione, prima di procedere al pagamento, effettua la verifica telematica presso il sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, al fine di accertare l’eventuale inadempienza del professionista. Nel momento in cui trova cartelle non pagate, non versa le somme al professionista, versa quanto dovuto al Fisco o alle casse previdenziali e se vi sono eccedenze le versa al professionista.

Qui sorge però un altro “problema”, infatti, non c’è una modifica del comma 48 bis, quindi vi è un doppio binario e procedure diverse per debiti superiori a 5.000 euro e debiti inferiori a tale somma, con una procedura particolarmente penalizzate proprio per gli importi minori.

Equità, proporzionalità, efficienza amministrativa: critiche alle verifiche fiscali per i professionisti

Proprio tali aspetti hanno portato il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili a manifestare perplessità in merito a tale sistema che appare criticabile sotto il profilo dell’equità, della proporzionalità e dell’efficienza amministrativa.

Il differente trattamento tra imprese e professionista è evidente, infatti, per l’impresa il controllo viene effettuato solo nel caso in cui il “compenso” superi i 5.000 euro, per i professionisti non vi è alcuna soglia. Inoltre, il pignoramento delle somme per i professionisti può avvenire anche se la cartella non è mai stata notificata.

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