Dopo due anni di democratica macellazione della Palestina, ora i bombardamenti a tappeto sull’Iran.
Che l’Iran possa “difendersi” e infliggere danni agli aggressori è forse una consolazione psicologica, ma non cambia la sostanza.
E questa sostanza è che l’Occidente, la Western Corporation, capeggiata / ricattata dagli Stati Uniti di Israele per l’ennesima volta sta sterminando in modo vigliacco gente innocente, sta infrangendo ogni legge morale ed ogni diritto formale, lo sta facendo in modo sfacciato, esibendo come unica giustificazione la propria capacità di esercitare violenza.
Tutti a contorcersi tra giustificazioni artefatte e contraddizioni palesi.
Stanno bombardando gli iraniani per difendere i diritti umani?
Stanno violando il diritto internazionale per difendere l’«ordine basato sulle regole»?
Stanno cercando di promuovere la democrazia esportando con le bombe uno Scià di seconda mano?
Stanno subendo danni e morti per il piacere di infliggere danni e morti al nemico?
C’è da uscirne pazzi. A meno che...
A meno che la spiegazione non sia tanto semplice quanto complesse sono quelle scuse fittizie.
Basta pensare di aver a che fare con quello stesso tipo di esseri che vediamo dialogare nei file Epstein.
Quella gente non sta rischiando niente di persona; altri moriranno per loro. Non rischia niente Trump, non rischia niente Rubio, non rischia niente Hegseth, non rischia niente Netanyahu (la cui famiglia è a Miami), non rischia niente nessuno di quelli che prendono le decisioni più fatali.
Al contempo per loro e i loro sodali, ogni bomba usata sul nemico è una bomba da ricomprare, ogni radar distrutto dal nemico è un radar da ricomprare, ogni grattacielo distrutto è un futuro investimento immobiliare, ogni vittoria bellica è un incoraggiamento a spendere ancora nella stessa direzione, ogni sconfitta è un ammonimento a non aver speso abbastanza in passato.
Questa tipologia antropologica casca sempre in piedi.
Qualunque livello di distruzione umana e materiale ha un aspetto fruttifero per chi vive di commesse pubbliche (bisognerà fare pur qualche sacrificio per la sicurezza) e di capitali in cerca di investimenti redditizi. Non esistono strategie perdenti, purché tu riesca a convincere abbastanza gente che grandi atti di distruzione sono necessari.
Vedendo le cose da questo punto di vista, tutto cade perfettamente al suo posto.
Ogni contraddizione viene spianata, ogni nodo viene sciolto.
Se anche alla fine non hai raggiunto nessuno degli obiettivi ufficialmente sbandierati (e QUANDO MAI sono stati raggiunti?), non c’è assolutamente nessun problema.
Avrai bruciato, insieme a donne, bambini, cittadini e soldati, una bella quantità di materiale bellico da rimpiazzare, una bella quantità di carburante da riacquistare.
Solo dei perfetti imbecilli, o degli ipocriti a libro paga, possono credere alle scuse di volta in volta accampate per queste stragi continue di interi popoli.
Ecco, il nemico stava proprio or ora per aggredirci in modo fatale (tipo le fialette di Powell).
Ohibò, la difesa dei diritti umani è in gioco.
Ehi, stiamo soccorrendo un popolo oppresso che ha bisogno del nostro aiuto (in effetti Iraq, Libia, Afghanistan, ecc. fanno la fila per ringraziarci).
Credere di nuovo, per la millesima volta, a queste idiozie non rientra più tra le legittime possibilità di essere ingannati da una stampa cialtrona. Per credere, o sforzarsi di credere, a queste menzogne conclamate, bisogna essere degli esseri umani di scarto, bisogna essere brutta gente, bisogna essere razzisti che pensano che le vite degli «altri» valgono di meno, o non valgono niente, bisogna essere vigliacchi che temono di alzare la testa verso qualunque potere, anche infimo, perché chi non si espone viene promosso.
Quando Starmer, Merz e Macron, all’indomani dell’attacco israeloamericano fanno una dichiarazione congiunta così: «Riaffermiamo il nostro impegno per la stabilità regionale e la protezione dei civili», senza nominare neanche l’aggressore, e poche ore dopo accusano l’Iran di aver attaccato immotivatamente le basi americane nel Golfo, non c’è nessuna possibilità di richiamarsi a una giustificazione intelligibile.
È semplicemente una vergogna, l’ennesima vergogna.
Come quando durante la macellazione umana di Gaza accusavano Hamas e mai, letteralmente mai, che avessero puntato il dito contro il macellaio.
Come durante la pubblicazione degli Epstein files fischiettavano distratti, troppo occupati ad aprire fascicoli su «commenti antisemiti» o «famiglie nel bosco».
L’Occidente è uno stupratore seriale che accusa le vittime di averle provocate con i propri cattivi costumi, le violenta, e se poi non accolgono di buon grado lo stupro, le uccide.
Pensare di essere nella posizione di fare le pulci agli Ayatollah o a chiunque altro è patetico. Qualunque tradizione spirituale, fosse pure il culto della dea Kalì, è meno spregevole di quella all’interno della quale ci è capitato di vivere.