Emissione sovrana del Tesoro sul tratto medio-corto, utile per chi cerca di soluzioni di investimento alternative alla liquidità pura
Aste di fine mese in casa MEF utili per testare il polso della situazione sul comparto sovereign bond nazionale e dare modo di investire la liquidità dall’altro. Al riguardo, per martedì 26 è previsto il lancio della 9° tranche del BTP di breve-media durata, e un doppio BTP€i. A sintetizzare, il primo è più adatto a chi ha liquidità “in esubero” da gestire, i secondi per chi cerca protezione contro l’erosione del potere d’acquisto. Ovviamente dovremo attendere il termine delle procedure d’asta per conoscere i rispettivi yield esitati, ma intanto vediamo quali sono le condizioni e gli yield attuali. Nello specifico, prezzo sotto cento e 2,20% di cedola annua fissa sul BTP Short Term in asta il 26.
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La scheda tecnica del BTP in scadenza tra (meno di) 2 anni
Iniziamo presentando la scheda tecnica del titolo a cedola fissa (ISIN IT0005692410) in rampa di lancio. Si tratta di un BTP Short Term con data emissione e godimento 29/01/’26 (89 giorni di dietimi) e in scadenza tra meno di 2 anni, il 28/02/’28 per l’esattezza. A fine aprile il MEF collocò al mercato la 7° e 8° tranche, mentre ora saranno di scena le successive due (la 9° ordinaria, la 10° supplementare).
Ha già un flottante di 11,4 mld di €, destinato ad aumentare dopo che saranno assegnati i neo stock ordinario e supplementare. Nel primo caso la forchetta MEF di titoli offerti è tra 2,25-2,50 mld di €, e in 0,5 in quella del giorno dopo.
La cedola nominale annua è al 2,20%, che scende all’1,925% al netto della ritenuta d’acconto del 12,50% sugli interessi. Poi andrà considerata (su tutti i bond) l’imposta di bollo del 2X1.000 annua del valore di mercato del titolo al tempo della rendicontazione. A parte, infine, le spese alla banca, vale a dire il dossier titoli, se oneroso, più le commissioni e/o le eventuali spese varie.
Rischi e opportunità del titolo di Stato a breve termine
Oggi sul mercato il titolo passa di mano a 99,02, cioè all’1% di sconto sul valore di rimborso finale a 100. Ai corsi attuali rende il 2,85% effettivo quale conseguenza della plusvalenza certa a scadenza. Tuttavia, nessuno può escludere che il titolo non possa recuperare la parità a breve-medio termine e consentire di rientrare del capitale prima del termine.
Ragioniamo di fantasia e immaginiamo che i corsi siano a 100 alla data del prossimo 1° settembre, tra cento giorni, e di liquidarlo a quel tempo. Bene, l’operazione avrebbe generato un punto percentuale di capital gain più il rateo pro tempore, un altro 0,60% di interessi di pertinenza.
La duration modificata è all’1,68 per cui i prezzi non dovrebbero muoversi tanto, mentre i valori min-max del ’26 sono stati a 98,33 e 100,53. Considerata la durata e la duration, più la garanzia sovrana, il titolo si configura come il classico buon parcheggio a medio termine della liquidità. Un suo contro, invece, sta nell’incapacità di far crescere realmente il capitale nel tempo, ma al più di proteggerlo da tasse e spese e niente più. Tuttavia, a difesa dello Short Term va detto che l’obbligazione non nasce per perseguire tali finalità.
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I titoli di Stato per chi vuole tutelare il capitale
Le altre due aste riguarderanno titoli di Stato agganciati all’inflazione europea come calcolati e certificati da Eurostat.
Il BTP€i dalla durata più corta è il 5 anni (in origine) con ISIN IT0005657348 giunto alla sua 15° tranche in assegnazione. Ha data emissione 27/06/’25 (102 giorni di dietimi da conteggiare per i neo sottoscrittori) e verrà rimborsato il 15 agosto del ’31. L’ammontare offerto è compreso tra 1 e 1,5 mld di € martedì 26, e in 0,225 il 27. La cedola annua (lo spread) è dell’1,10% con date di stacco al 15/08 e al 15/02. Sul MOT il flottante già scambiato tra gli operatori prezza a 101,36 per uno yield annuo lordo a scadenza del 4% (dati: Borsa Italiana).
L’altro (ISIN IT0005706293) è nato invece lo scorso 15/02/’26 (giorni dietimi: 102) e scadrà alla stessa data del 2046, per cui si tratta di un ventennale con tutta la vita fruttifera davanti a sé. In questo caso siamo alla 2° tranche in rampa di lancio, per uno stock compreso tra 0,75 e 1 mld di €, e in 015 nell’asta supplementare. Qui la cedola annua è del 2,25% lordo, l’1,968% al netto dell’aliquota fiscale. Al momento sul MOT prezza 100,29, per un effettivo a scadenza del 5,32% annuo lordo.
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Rispetto ad altri titoli sovrani più gettonati come i BTP Valore, i BTP€i passano quasi in sordina tra gli investitori retail. Eppure hanno almeno un paio di vantaggi che in teoria dovrebbe renderli appetibili.
Uno è che espongono l’investitore a un minor rischio di mercato dato che i loro corsi risultano molto meno volatili. Le tensioni di comparto, infatti, qui si scaricano soprattutto sulla cedola periodale, e decisamente meno nei valori di mercato del titolo in sé. L’altro è che proteggono al 100% il potere d’acquisto del capitale ivi versato. I BTP€i, infatti, garantiscono che le cedole staccate ogni 6 mesi e il capitale rimborsato a scadenza aumentino allo stesso tasso di crescita dell’inflazione dell’Eurozona. Per quest’ultima il riferimento è l’indice IAPC, tabacco escluso.
In periodi come questi in cui il rischio erosione del potere d’acquisto è tutt’altro che debellato, si riscopre tutta l’importanza di simili prodotti di investimento. Essi neutralizzano l’inflazione più garantiscono un minimo di crescita reale, lo spread. Di sicuro non sono titoli adatti a chi cerca soluzioni di investimento a breve termine, mentre per chi guarda al lungo termine e cerca diversificazione e protezione del portafoglio, sì.
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