Prezzo sotto 100 e 2,20% di cedola annua fissa sul BTP Short Term in asta il 26 maggio. Conviene comprare?

Stefano Vozza

22 Maggio 2026 - 14:06

Emissione sovrana del Tesoro sul tratto medio-corto, utile per chi cerca di soluzioni di investimento alternative alla liquidità pura

Prezzo sotto 100 e 2,20% di cedola annua fissa sul BTP Short Term in asta il 26 maggio. Conviene comprare?
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Aste di fine mese in casa MEF utili per testare il polso della situazione sul comparto sovereign bond nazionale e dare modo di investire la liquidità dall’altro. Al riguardo, per martedì 26 è previsto il lancio della 9° tranche del BTP di breve-media durata, e un doppio BTP€i. A sintetizzare, il primo è più adatto a chi ha liquidità “in esubero” da gestire, i secondi per chi cerca protezione contro l’erosione del potere d’acquisto. Ovviamente dovremo attendere il termine delle procedure d’asta per conoscere i rispettivi yield esitati, ma intanto vediamo quali sono le condizioni e gli yield attuali. Nello specifico, prezzo sotto cento e 2,20% di cedola annua fissa sul BTP Short Term in asta il 26.

La scheda tecnica del BTP in scadenza tra (meno di) 2 anni

Iniziamo presentando la scheda tecnica del titolo a cedola fissa (ISIN IT0005692410) in rampa di lancio. Si tratta di un BTP Short Term con data emissione e godimento 29/01/’26 (89 giorni di dietimi) e in scadenza tra meno di 2 anni, il 28/02/’28 per l’esattezza. A fine aprile il MEF collocò al mercato la 7° e 8° tranche, mentre ora saranno di scena le successive due (la 9° ordinaria, la 10° supplementare).

Ha già un flottante di 11,4 mld di €, destinato ad aumentare dopo che saranno assegnati i neo stock ordinario e supplementare. Nel primo caso la forchetta MEF di titoli offerti è tra 2,25-2,50 mld di €, e in 0,5 in quella del giorno dopo.

La cedola nominale annua è al 2,20%, che scende all’1,925% al netto della ritenuta d’acconto del 12,50% sugli interessi. Poi andrà considerata (su tutti i bond) l’imposta di bollo del 2X1.000 annua del valore di mercato del titolo al tempo della rendicontazione. A parte, infine, le spese alla banca, vale a dire il dossier titoli, se oneroso, più le commissioni e/o le eventuali spese varie.

Rischi e opportunità del titolo di Stato a breve termine

Oggi sul mercato il titolo passa di mano a 99,02, cioè all’1% di sconto sul valore di rimborso finale a 100. Ai corsi attuali rende il 2,85% effettivo quale conseguenza della plusvalenza certa a scadenza. Tuttavia, nessuno può escludere che il titolo non possa recuperare la parità a breve-medio termine e consentire di rientrare del capitale prima del termine.

Ragioniamo di fantasia e immaginiamo che i corsi siano a 100 alla data del prossimo 1° settembre, tra cento giorni, e di liquidarlo a quel tempo. Bene, l’operazione avrebbe generato un punto percentuale di capital gain più il rateo pro tempore, un altro 0,60% di interessi di pertinenza.

La duration modificata è all’1,68 per cui i prezzi non dovrebbero muoversi tanto, mentre i valori min-max del ’26 sono stati a 98,33 e 100,53. Considerata la durata e la duration, più la garanzia sovrana, il titolo si configura come il classico buon parcheggio a medio termine della liquidità. Un suo contro, invece, sta nell’incapacità di far crescere realmente il capitale nel tempo, ma al più di proteggerlo da tasse e spese e niente più. Tuttavia, a difesa dello Short Term va detto che l’obbligazione non nasce per perseguire tali finalità.

I titoli di Stato per chi vuole tutelare il capitale

Le altre due aste riguarderanno titoli di Stato agganciati all’inflazione europea come calcolati e certificati da Eurostat.

Il BTP€i dalla durata più corta è il 5 anni (in origine) con ISIN IT0005657348 giunto alla sua 15° tranche in assegnazione. Ha data emissione 27/06/’25 (102 giorni di dietimi da conteggiare per i neo sottoscrittori) e verrà rimborsato il 15 agosto del ’31. L’ammontare offerto è compreso tra 1 e 1,5 mld di € martedì 26, e in 0,225 il 27. La cedola annua (lo spread) è dell’1,10% con date di stacco al 15/08 e al 15/02. Sul MOT il flottante già scambiato tra gli operatori prezza a 101,36 per uno yield annuo lordo a scadenza del 4% (dati: Borsa Italiana).

L’altro (ISIN IT0005706293) è nato invece lo scorso 15/02/’26 (giorni dietimi: 102) e scadrà alla stessa data del 2046, per cui si tratta di un ventennale con tutta la vita fruttifera davanti a sé. In questo caso siamo alla 2° tranche in rampa di lancio, per uno stock compreso tra 0,75 e 1 mld di €, e in 015 nell’asta supplementare. Qui la cedola annua è del 2,25% lordo, l’1,968% al netto dell’aliquota fiscale. Al momento sul MOT prezza 100,29, per un effettivo a scadenza del 5,32% annuo lordo.

Prezzo sotto cento e 2,20% di cedola annua fissa sul BTP Short Term in asta il 26

Rispetto ad altri titoli sovrani più gettonati come i BTP Valore, i BTP€i passano quasi in sordina tra gli investitori retail. Eppure hanno almeno un paio di vantaggi che in teoria dovrebbe renderli appetibili.

Uno è che espongono l’investitore a un minor rischio di mercato dato che i loro corsi risultano molto meno volatili. Le tensioni di comparto, infatti, qui si scaricano soprattutto sulla cedola periodale, e decisamente meno nei valori di mercato del titolo in sé. L’altro è che proteggono al 100% il potere d’acquisto del capitale ivi versato. I BTP€i, infatti, garantiscono che le cedole staccate ogni 6 mesi e il capitale rimborsato a scadenza aumentino allo stesso tasso di crescita dell’inflazione dell’Eurozona. Per quest’ultima il riferimento è l’indice IAPC, tabacco escluso.

In periodi come questi in cui il rischio erosione del potere d’acquisto è tutt’altro che debellato, si riscopre tutta l’importanza di simili prodotti di investimento. Essi neutralizzano l’inflazione più garantiscono un minimo di crescita reale, lo spread. Di sicuro non sono titoli adatti a chi cerca soluzioni di investimento a breve termine, mentre per chi guarda al lungo termine e cerca diversificazione e protezione del portafoglio, sì.