Rimbalzo del petrolio: effetto Cina sul greggio

Il prezzo del petrolio torna a salire spinto dai dati incoraggianti dalla Cina. Cosa sta succedendo alle quotazioni del greggio?

Rimbalzo del petrolio: effetto Cina sul greggio

Rimbalzo del petrolio nelle quotazioni di oggi, martedì 13 ottobre.

I prezzi del greggio hanno ottenuto sostegno dai dati provenienti dalla Cina, riportandosi sulla soglia dei 40 dollari al barile.

Non mancano i timori di un ritorno al ribasso, con pressioni sempre più altalenanti sulle quotazioni del petrolio a causa dello scenario incerto su pandemia, elezioni USA, ripresa economica globale e aumento dell’offerta.

Prezzo del petrolio torna sui 40 dollari al barile

I prezzi del petrolio sono rimbalzati negli scambi di martedì 13 ottobre, nonostante i timori per il calo della domanda generale e la ripresa dell’offerta in Norvegia, Golfo del Messico e Libia.

I future sul greggio Brent sono aumentati di circa 70 centesimi, pari all’1,68%, a 42,42 dollari al barile al momento in cui si scrive. La quotazione West Texas Intermediate (WTI) sta mostrando incrementi di 79 centesimi, o del 2,00 %, con prezzo a 40,22 dollari al barile.

Il balzo si è verificato grazie agli aggiornamenti dalla Cina, il principale importatore mondiale di petrolio. La potenza asiatica ha acquistato 11,8 milioni di barili al giorno (bpd) di petrolio a settembre, in aumento del 5,5% da agosto e del 17,5% dallo stesso mese del 2019.

Gli analisti hanno evidenziato come i numeri provenienti da Pechino siano stati un segnale di ottimismo importante, considerando le tante incertezze sulla ripresa economica nel resto del mondo. Commerzbank ha commentato: “Attualmente, la domanda di petrolio è guidata principalmente dalla Cina”.

Il dragone ha diffuso dati commerciali molto incoraggianti per la sua ripresa. Le importazioni hanno registrato un balzo record a settembre, +13,2 (in termini di dollaro) ben oltre le aspettative. Ottimo anche il risultato delle esportazioni, al + 9,9%.

Le previsioni su domanda e offerta di greggio

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) ha continuato a mettere in focus vaccino e terapia anti-COVID per stimare una ripresa dell’economia globale nel 2021 e uno slancio della domanda di energia entro il 2023.

Tuttavia, uno scenario di ripresa in ritardo si tradurrà in un posticipo delle previsioni di almeno due anni. Le misure di blocco sono state rafforzate in Gran Bretagna e si teme per il resto d’Europa, con il primo ministro francese Jean Castex che non ha escluso lockdown locali.

In più, i prezzi del petrolio stanno subendo pressioni dal lato dell’offerta. I lavoratori sono tornati alle piattaforme statunitensi del Golfo del Messico dopo l’uragano Delta e i norvegesi sugli impianti offshore, dopo aver terminato uno sciopero.

In Libia c’è stata la revoca della forza maggiore nel giacimento petrolifero di Sharara. La produzione totale libica dovrebbe raggiungere i 355.000 barili al giorno, raddoppiando se i pozzi di Sharara torneranno in funzione.

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