Petrolio giù (di nuovo): che succede? L’annuncio di Trump fa tremare

Prezzo del petrolio di nuovo sotto pressione: Trump irrompe nel mercato petrolifero con le sue ultime dichiarazioni. Le quotazioni sono al ribasso (di nuovo): che succede?

Petrolio giù (di nuovo): che succede? L'annuncio di Trump fa tremare

Il petrolio torna a imboccare la via del ribasso dopo aver mostrato segni di ripresa.

Il prezzo del greggio è diminuito di oltre un punto percentuale nelle quotazioni Brent e WTI nell’apertura di seduta di oggi, mercoledì 7 ottobre.

La debolezza dell’oro nero è una diretta conseguenza delle ultime dichiarazioni di Donald Trump. Il presidente USA ha di nuovo gettato nell’incertezza i mercati finanziari e lo stesso petrolio annunciando che non ci sarà alcun piano di stimoli prima delle elezioni statunitensi.

Una decisione che ha colto di sorpresa investitori ed economisti. Il prezzo del petrolio ha subito l’impatto, scendendo anche sotto i 40 dollari al barile.

Prezzo del petrolio in calo: Trump spinge il ribasso

Il prezzo del petrolio è diminuito dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deluso le speranze su un quarto pacchetto di stimoli per rilanciare l’economia colpita dal coronavirus.

A pesare sul greggio c’è anche un aumento maggiore del previsto delle scorte di greggio statunitensi.

La quotazione Brent ha subito un ribasso dell’1,88% a 41,85 $ al barile, mentre i futures sul greggio USA (quotazione WTI) sono scesi del 2,26% a 39,75 $ al barile. Il tutto ad apertura di seduta di mercoledì 7 ottobre.

L’analista di mercato Edward Moya ha commentato a Reuters:

“I prezzi del greggio sono stati colpiti da un pugno dopo che il presidente Trump ha spinto tutti gli asset rischiosi in caduta libera e dopo aver terminato i negoziati sugli stimoli fiscali. In più, dopo che le scorte di greggio statunitensi hanno pubblicato la loro prima build in quattro settimane”

Il presidente Trump, ancora in cura per COVID-19 alla Casa Bianca, ha concluso martedì i colloqui con i democratici su un pacchetto di aiuti economici per gli Stati Uniti, il più grande consumatore di petrolio del mondo, con le elezioni presidenziali statunitensi a poche settimane di distanza.

L’accordo non c’è stato e la decisione di stoppare i negoziati ha alimentato il pessimismo. Il piano di stimoli era molto atteso dai mercati come segnale forte di una ripresa economica.

Non solo, il prezzo del greggio è stato messo sotto pressione anche dai dati dell’American Petroleum Institute, secondo i quali le scorte di petrolio statunitensi sono aumentate di 951.000 barili la scorsa settimana.

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