Perché il petrolio sta salendo?

Cristiana Gagliarducci

29 Aprile 2020 - 11:52

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Il prezzo del petrolio sta rialzando la testa e sta mettendo a segno progressioni a doppia cifra percentuale

Perché il petrolio sta salendo?

Il prezzo del petrolio è tornato a rialzare la testa dopo le pessime performance di inizio settimana.

La quotazione del WTI e quella del Brent hanno imboccato la via del rialzo sulla scia degli ultimi dati riguardanti lo stato delle scorte. Dati che hanno fatto ben sperare in una crescita meno veloce del previsto delle giacenze.

Anche la giornata odierna, comunque, si rivelerà ricca di spunti per il prezzo del petrolio, che dovrà fare i conti con il nuovo e aggiornato report dell’EIA, in pubblicazione nel pomeriggio.

Perché il prezzo del petrolio sta avanzando adesso

La seduta odierna ha permesso alla quotazione del WTI e a quella del Brent di riprendere fiato visto il tonfo registrato nelle ultime due sessioni.

Il prezzo del petrolio ha premuto sul pedale dell’acceleratore sulla scia di un report che ha segnalato un aumento delle scorte meno marcato del previsto. A renderlo noto l’API, l’American Petroleum Institute, secondo cui le giacenze sono aumentate di 10 milioni di barili nella settimana terminata il 24 aprile.

Un dato che ha portato il totale complessivo a quota 510 milioni secondo le ultime cifre riportate da Reuters e che ha rivisto le attese degli analisti, seppur di poco (consensus a 10,6 milioni).

“Il fatto che le scorte non si stiano riempiendo con la velocità prevista è una piccola buona notizia,”

ha dichiarato Lachlan Shaw, head of commodity research della National Australia Bank di Melbourne. Il dato, d’altronde, ha permesso al prezzo del petrolio di limare (seppur solo in parte) le più recenti flessioni.

Secondo alcuni, tra l’altro, gli investitori potrebbero aver iniziato a prezzare anche l’allentamento progressivo di quei lockdown che, in tutto il mondo, hanno determinato il tracollo della domanda e il conseguente sbilanciamento del mercato. I più ottimisti, insomma, stanno sperando in un repentino rientro alla normalità per l’intero settore.

Il prossimo 5 maggio, i regolatori del Texan voteranno la possibilità di ridurre in qualche modo la produzione. Un’idea attualmente esaminata anche da North Dakota e Oklahoma. Questi tagli si aggiungerebbero a quelli già sanciti dall’OPEC+, pronti ad entrare in vigore dal prossimo 1 maggio.

Anche la giornata di oggi si rivelerà impegnativa per le quotazioni. Alle 16:30 infatti sarà l’EIA, l’Energy Information Administration, a fornire nuove indicazioni sull’attuale stato delle scorte negli USA. Il prezzo del petrolio (WTI a +14% e Brent a +3%) monitorerà ogni minimo sviluppo.

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