I prezzi del petrolio crollano sui mercati dopo l’annuncio di Trump sulla guerra in Iran. Ma si può sperare davvero nella fine del caro benzina e caro carburanti?
Il prezzo del petrolio affonda fino a -15% dopo la decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di estendere di due settimane l’ultimatum all’Iran in cambio della riapertura dello stretto di Hormuz da parte di Teheran.
Mentre l’azionario brinda all’annuncio della tregua, il contratto WTI scambiato sul Nymex di New York con scadenza a maggio crolla fino a -15% a $96,32 al barile, orientato a soffrire la sessione peggiore dal 27 aprile del 2020, mentre i futures sul Brent con consegna a giugno scivolano di oltre il 13% a $94,88 al barile.
Una notizia, quella dello scivolone del prezzo del petrolio, che porta i consumatori ad azzardarsi, almeno, a sperare nella possibile fine del caro benzina o, come minimo, nello smorzarsi dell’angoscia del caro carburanti.
Ma le cose andranno così?
Caro benzina, che succede con crollo petrolio? Gli aumenti continuano
Con Trump che cambia idea di continuo sull’Iran- da “nelle prossime due-tre settimane colpiremo l’Iran con forza e lo riporteremo all’età della pietra” e “un’intera civiltà morirà stanotte, non vorrei ma è probabile” alla scelta di fermare la guerra per due settimane - sperare nella fine dell’incubo del caro benzina è a dir poco prematuro.
Ed è la cronaca, insieme ai numeri, a parlare. Basta guardare ai prezzi del gasolio e della benzina nella rete autostradale di oggi mercoledì 8 aprile 2026, resi noti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
I prezzi del gasolio self sono pari a 2,191 euro al litro e quelli della benzina self a 1,825 euro al litro.
Per ora nessun impatto dal tonfo del prezzo del prezzo del petrolio. Anzi, il gasolio e la benzina costano ancora di più, se si considera che, nella giornata di ieri, sempre sulla rete autostradale, il prezzo medio per il gasolio era di 2,158 euro al litro, mentre il prezzo medio self per la benzina di 1,816 euro al litro.
Prezzo del diesel alla pompa segna addirittura un record storico
La Staffetta Quotidiana ha isegnalato che stamattina il prezzo del diesel alla pompa ha registrato addirittura un nuovo massimo storico poco sotto quota 2,18 euro (ma con l’accisa “normale” il prezzo supererebbe i 2,4 euro), mentre il prezzo della benzina è a un passo da 1,79 euro (2,03 con l’accisa piena).
In generale, i prezzi medi dei carburanti sono oggi ancora in aumento, come conferma il quadro presentato da La Staffetta Quotidiana:
“Con ENI che, passate le vacanze di Pasqua, sembra iniziare la manovra di rientro dagli sconti: fino a ieri, il Cane a sei zampe era circa venti centesimi al litro sotto i diretti concorrenti (Ip, Q8 e Tamoil) sul prezzo del gasolio e circa tre centesimi su quello della benzina; questa mattina si registra un rialzo, mentre le altre compagnie verticalmente integrate restano ferme, a fronte di un calo delle quotazioni dei prodotti raffinati”.
Un ribasso, quello dei prezzi dei prodotti raffinati, che “dovrebbe accentuarsi nei prossimi giorni se troverà riscontro l’annuncio di uno stop degli attacchi di Usa e Israele sull’Iran e di una conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz ”.
Insomma, sarebbe ingenuo per i consumatori cantare vittoria, anche a fronte del crollo record delle quotazioni del crude oil di oggi anche perché, in primis, affinché l’alert sul caro benzina finisca, è necessario che il prezzo del petrolio rimanga al di sotto della soglia ’pericolo’ di 100 dollari al barile in modo sostenibile: e ciò può avvenire soltanto se il traffico delle navi cargo nello Stretto di Hormuz riprenda normalmente. Uno scenario per ora non confermato dai fatti, visto che per ora non ci sono ancora notizie certe sulla riapertura del corridoio cruciale per il commercio del crude oil.
Prezzo petrolio e caro benzina, l’alert del Codacons
Un chiaro alert è appena arrivato dall’associazione dei consumatori Codacons, stando a quanto riportato dall’agenzia La Presse:
“Nonostante il forte crollo del petrolio che nelle ultime ore si è deprezzato del 18% a seguito della tregua annunciata dal governo americano, i listini dei carburanti continuano a salire al punto che il prezzo medio del gasolio viaggia spedito verso quota 2,2 euro al litro in tutta Italia”.
Il Codacons ha menzionato proprio i dati del Mimit, da cui è emerso per l’appunto che il prezzo del gasolio in autostrada ha raggiunto una media di 2,191 euro al litro, mentre ieri veniva venduto a 2,158 euro/litro, mentre il prezzo della benzina è salito a 1,825 euro/litro.
Non solo: sulla rete ordinaria il prezzo del gasolio ha già superato la soglia psicologica dei 2,2 euro al litro a Bolzano, dove un litro di diesel costa 2,205 euro, e i prezzi più alti si registrano oggi in Calabria, con una media di 2,198 euro al litro, Lombardia con 2,195 euro, Valle d’Aosta con 2,194 euro, Sicilia con 2,190 euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA