Petrolio avanza, ma il peggio è davvero alle spalle?

Cristiana Gagliarducci

21/05/2020

22/05/2020 - 08:09

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Il prezzo del petrolio risale, ma la tempesta è davvero passata?

Petrolio avanza, ma il peggio è davvero alle spalle?

AGGIORNAMENTO 22 MAGGIO: le quotazioni sono nuovamente cadute e hanno registrato perdite di oltre il 6%. Cosa sta succedendo?

Il prezzo del petrolio ha nuovamente imboccato la via del rialzo, mentre i timori riguardanti il crollo della domanda e una nuova ondata di contagi sono stati seppur momentaneamente accantonati.

La quotazione del WTI si è rafforzata oltre la soglia dei 30 dollari al barile e ha messo a segno progressioni superiori ai due punti percentuali. Anche il Brent ha registrato un andamento simile, avanzando oltre i $36 al barile.

Immediata la reazione degli osservatori, che nelle ultime settimane hanno guardato con ansia le oscillazioni del prezzo del petrolio (soltanto un mese fa il texano è addirittura crollato sotto la parità). La domanda che tutti si pongono al momento è sempre la stessa: il peggio è davvero passato?

Prezzo del petrolio sale: i motivi

Il mese scorso, in quello che è già stato ribattezzato come il drammatico aprile del greggio, la scadenza del future di maggio ha scatenato una vera e propria ondata di vendite e il prezzo del petrolio WTI è entrato in territorio negativo per la prima volta nella storia.

In molti avevano temuto il ripetersi di tale situazione con l’avvicinarsi della scadenza di giugno, ma nulla di tutto ciò si è verificato. Anzi, alla vigilia della suddetta scadenza, l’oro nero ha imboccato prepotentemente la via del rialzo.

Secondo gli osservatori, questo potrebbe significare che i timori riguardanti il tracollo della domanda, l’eccesso di offerta e la capacità limitata delle scorte, si stanno finalmente affievolendo.

Sicuramente, il balzo messo a segno dal prezzo del petrolio nelle ultime ore ha trovato ragion d’essere anche nei dati sulle scorte comunicati dall’EIA, l’Energy Information Administration, secondo cui le giacenze sono crollate di 4,983 milioni di barili rispetto ai -0,745 milioni registrati nell’ultima occasione e ancora rispetto all’aumento di 1,151 milioni pronosticato dal consensus.

Il peggio è davvero alle spalle?

Nonostante i dati dell’EIA siano stati naturalmente percepiti come positivi per la quotazione del WTI e per quella del Brent, gli analisti di TD Securities hanno espresso le proprie perplessità dichiarando che prima di osservare un recupero dei prezzi in area $40 questi affronteranno verosimilmente una nuova flessione.

“La combinazione dei tagli aggiuntivi comunicati da produttori chiave ridurrà l’accumulo delle scorte entro fine anno. Ciò significa che il WTI potrebbe raggiungere il nostro target di $40 mesi prima del previsto, ma prima potrebbe esserci una modesta inversione”.

Per il momento, intanto, sia la quotazione del WTI che il prezzo del petrolio Brent si stanno godendo lo slancio rialzista e si stanno muovendo rispettivamente sopra i $34 e i $36.

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