Prima dichiarazione pubblica della nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei. Tranvata sui prezzi del petrolio dopo la dichiarazione: “Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso”.
Occhi puntati sul trend del petrolio WTI e del Brent dopo che, nel suo primo discorso da quando è stato nominato tre giorni fa, il 9 marzo 2026, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, nuova Guida suprema dell’Iran, ha detto che lo “stretto di Hormuz deve rimanere chiuso”.
Immediata l’accelerazione dei prezzi, con le quotazioni del WTI scambiate sul Nymex di New York e i prezzi del Brent che si impennano di oltre l’8%.
I prezzi del contratto WTI balzano così oltre quota $94 al barile, mentre il Brent scatta fino a un passo da $100 al barile.
Primo discorso della nuova Guida Suprema Khamenei: “lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso”
Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei ucciso negli attacchi che Israele e gli Stati Uniti hanno sferrato contro l’Iran lo scorso 28 febbraio, ha motivato la decisione di chiudere lo stretto di Hormuz spiegando che la chiusura del corridoio cruciale per il traffico delle petroliere è uno “ strumento per fare pressione sul nemico ”.
Khamenei ha aggiunto anche che tutte le basi militari statunitensi in Medio Oriente dovrebbero chiudere immediatamente in quanto “saranno attaccate”.
Ancora Mojtaba Khamenei:
“L’Iran non si asterrà dal vendicare il sangue dei suoi martiri”.
L’avvertimento dell’Iran al mondo. Preparatevi a prezzi petrolio fino a $200 al barile
Già nella giornata di ieri, Teheran aveva avvertito il mondo di prepararsi a prezzi del petrolio fino a $200 al barile, uno scenario che da giorni non viene considerato più impensabile neanche dalla comunità degli analisti.
Non ha grande presa sui prezzi del petrolio la notizia relativa al rilascio da parte dell’Agenzia internazionale dell’Energia (AIE o IEA -International Energy Agency) di 400 milioni di barili di petrolio, per far fronte all’interruzione dell’offerta di crude oil provocata dalla guerra in Iran.
Si tratta della quantità più alta mai rilasciata nella storia dell’AIE.
I prezzi del petrolio confermano la fase di elevata volatilità, che li ha portati a schizzare fino a $120 al barile, per poi scendere attorno a quota $90, e tornare di nuovo a riavvicinarsi a quota 100 al barile.
Così, stando a quanto riportato ieri da al Jazeera Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, nel minacciare un mondo alle prese con prezzi del petrolio in rally fino a $200 al barile:
“Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato. Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, Israele e i loro partner”.
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