Riepilogo dei rendimenti esitati al termine delle aste sovrane in casa MEF nell’ultima settimana di maggio
La fine di maggio si è chiusa con una pioggia di aste sovrane che hanno visto assegnare diversi miliardi di debito pubblico sul mercato. Si è avuta una relativa prevalenza di titoli a ritorni variabili in offerta, ma è stato il rendimento del nuovo BOT 6M a regalare un botto di gioie ai risparmiatori. L’effettivo a scadenza annuo si è collocato, infatti, nella parte alta di periodo mentre forse il mercato si aspettava una sua discesa in scia alle speranze di pace in Iran. Un risultato che, indirettamente, dice al mercato quanto in effetti sia costosa la preferenza per la liquidità in questo preciso periodo storico.
Quanto renderà lo Short Term?
Martedì 26 si sono tenute tre distinte aste riguardanti due BTP€i e uno Short Term, già regolati giovedì 28. In quest’ultimo caso si è trattato del BTP con ISIN IT0005692410 nato lo scorso 29 gennaio e in scadenza per il 28 febbraio ’28, per una durata residua di 1,75 anni. Sotto più punti di vista si può considerare una sorta di BOT ma con le cedole semestrali e una durata più lunga. Per il resto condividono il rischio, la buona liquidità sul MOT e la spendibilità di portafoglio, ossia il parcheggio remunerato del denaro “eccedente” le normali esigenze.
Il tasso cedolare annuo è del 2,20% a cui si aggiunge il guadagno a scadenza dato dal prezzo di aggiudicazione a 99,12 per un effettivo del 2,73%. In pratica chi se lo è assicurato giorni fa si è garantito un quasi 4,2% netto (di ritenuta) a scadenza. Stamane, a inizio ottava, prezza 99,13 mentre i valori minimi e massimi annui sono stati a 98,33 e 100,53.
Gli esiti dei bond agganciati all’inflazione europea
Sempre martedì sono andati in asta altre tranches di BTP€i, bond il cui rendimento dipende dallo spread fisso e, soprattutto, dal tasso di inflazione europeo. Sul bond più corto dei due, nato il 27/06/’25 e in scadenza il 15/08/’31 e con ISIN IT0005657348, sono giunte la 15° e 16° tranche. Il rapporto di copertura è stato di 1,62 sul miliardo e mezzo di importo massimo assegnato all’asta ordinaria, e altri 0,225 nella supplementare. Ha tasso annuo lordo all’1,10%, un coefficiente di indicizzazione a 1,01829 (dati: MEF) e a esitato un prezzo d’asta a 101,10. Stamane prezza sul MOT a 100,89 per un rendimento effettivo a scadenza di poco oltre il 4% (dati: Borsa Italiana).
Il Tesoro ha poi collocato la 2° e 3° tranche del BTP€i con matricola IT0005706293 e nato il 15/02/’26. È un titolo indicizzato e lungo a tutti gli effetti dato che il rimborso è previsto per il 15/02/’46, tra poco meno di 20 anni. L’interesse annuo è al 2,25% lordo, cui si aggiunge l’inflazione europea di periodo, come per il bond precedente. Qui il coefficiente di indicizzazione è 1,01258 (dati MEF), mentre al termine delle procedure di assegnazione il titolo ha esitato un prezzo a 100,25. Stamane, infine, passa di mano 100,49 per un effettivo a scadenza del 5,25% annuo lordo (dati: Borsa Italiana).
Rendimenti annui lordi a scadenza dei titoli assegnati il 28 maggio
La giornata più densa di emissioni è stata giovedì 28 maggio con titoli a medio e lungo termine, e a tassi sia fissi che variabili. Sintetizziamone i ritorni esitati.
Il BTP Tf 3,15% con identificativo IT0005707614 e in scadenza il 1° giugno 2031, ha visto un prezzo di assegnazione quasi alla pari. A 100,06 il rendimento effettivo a scadenza si è attestato al 3,16%. In pratica chi se lo è aggiudicato il 28/05 e lo terrà in portafoglio per i prossimi 5 anni, si assicurerà un rendimento totale netto sul 13,6%.
Invece il decennale con ISIN IT0005706285, nato il 22/04/’26 e in scadenza il 1° luglio 2036, ha esitato un effettivo inferiore al nominale. Il tasso cedolare annuo è del 3,80%, mentre al prezzo di fine asta a 100,53 lo yield si è attestato al 3,77% (dati: MEF).
Prezzo di aggiudicazione abbondantemente sotto la pari, a 87,58 per l’esattezza, per l’ex BTP ventennale con matricola IT000517790. Si tratta di un titolo nato il 1° marzo 2016 e in scadenza il 1° settembre del ’36, con coupon annuo lordo al 2,25%.
Chiudiamo con gli esiti dei due CCTeu, i Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor a 6 mesi.
Il CCTeu in scadenza il 15/04/’36, e ISIN IT0005707689, parte da uno spread annuo dello 0,80%. Al termine delle procedure di collocamento ha esitato un prezzo di 99,93 per un tasso annualizzato/spread pari, nell’ordine, a 3,227% e a 0,80% (dati: MEF).
L’altro CCTeu ha vita residua a 9 anni, con data scadenza 15/04/’35 e codice ISIN IT0005680753. Ha esitato un prezzo a 100,56 centesimi, ma anche qui il tasso annualizzato/spread sono pari, nell’ordine, a 3,227% e a 0,80% (dati: MEF).
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È stato il rendimento del nuovo BOT 6M a regalare un botto di gioie ai risparmiatori
Arriviamo infine al BOT a 6 mesi di vita residua, l’obbligazione più corta tra tutte quelle assegnate a fine maggio. Mercoledì 27 sono state piazzate le prime due tranches dello zero coupon che verrà rimborsato il 30 novembre 2026. Il prezzo di aggiudicazione è stato a 98,776 per uno yield esitato al 2,411% annuo lordo.
Siamo ancora nella parte alta dei rendimenti di questo 2026 sui BOT, anche se ancora distanti dal quasi 4% dell’autunno 2023. Tuttavia, massimo annuo o massimo di decennio che sia, quel che conta è un altro aspetto: oggi la liquidità costa di più rispetto a una manciata di mesi fa. Se le tasse (nei soli casi di Legge) sono rimaste invariate a ieri, mentre per le spese di gestione dipende dal proprio intermediario, di certo è salito il costo opportunità. Ossia il costo legato al mancato guadagno della prima alternativa alla liquidità pura, è aumentato. E, si sa, BOT, conti deposito, depositi Supersmart e prodotti similari di breve durata sono un’alternativa prima al cash puro.
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