Prestito o mutuo non pagato, ecco cosa rischia il garante

Ilena D’Errico

3 Giugno 2026 - 01:40

Il garante risponde dell’inadempimento del creditore, ma entro che limiti? In alcuni casi può tirarsi fuori dall’impegno, ma in altri può subire l’esecuzione forzata dei propri beni immediatamente.

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La figura del garante è determinante nella richiesta di un prestito, soprattutto di un mutuo, ma naturalmente non si tratta di una mera responsabilità burocratica, perché questo compito comporta dei seri doveri, infatti quando un prestito non viene pagato il garante rischia delle conseguenze molto pesanti. Il garante, per definizione stessa, serve a intervenire al posto del debitore quando quest’ultimo è impossibilitato. In estrema sintesi, quindi, il garante va incontro ai medesimi rischi del debitore insolvente, compresi l’iscrizione al Crif e i pignoramenti.

Il contratto di fideiussione

Durante la richiesta di un prestito, se l’istituto di credito non considera sufficienti le garanzie del richiedente, per l’approvazione e necessaria la figura del garante. Quest’ultimo, quindi, deve dimostrare una base economico-finanziaria sufficientemente solida, proprio per intervenire se il debitore non paga le rate del prestito.

Per questa ragione, è preferibile che il garante si tenga informato circa i pagamenti e le scadenze, in modo da essere preparato nel caso in cui il suo intervento si renda necessario. Il garante, infatti, non può esimersi dagli obblighi presenti nel contratto, il quale è valido soltanto alla presenza di determinate condizioni:

  • la consensualità, in quanto il garante deve volontariamente accettare gli obblighi nei confronti dell’istituto di credito.
  • Si origina un rapporto bilaterale tra il garante e l’istituto di credito, infatti la legge contenuta nell’articolo 1996 del Codice civile sui titoli rappresentativi non menziona la figura del debitore.
  • La forma è libera.
  • Come conseguenza della bilateralità, la fideiussione, ossia la prestazione di garanzia, è valida anche se il debitore non ne è a conoscenza.

I rischi del garante a seconda del contratto

Per individuare chiaramente le conseguenze per il garante in caso di mancato pagamento del prestito bisogna distinguere fra le tre diverse tipologie di fideiussione, ossia:

  • la fideiussione solidale
  • La fideiussione con beneficio d’ordine o fideiussione semplice.
  • La fideiussione con beneficio della preventiva esecuzione.

La differenza fra queste due discipline riguarda la diversa priorità attribuita al garante e al debitore, in caso di mancato pagamento. In particolare, la fideiussione solidale prevede che l’azione di recupero crediti possa essere promossa indistintamente verso una delle due figure. Questo comporta che se il debitore non rispetta i pagamenti, il garante potrebbe avere delle conseguenze immediate.

Al contrario, le altre tipologie di fideiussione risultano decisamente vantaggiose per il garante. Con il beneficio della preventiva esecuzione, infatti, il patrimonio del garante può essere intaccato soltanto dopo l’avvio di una procedura di esecuzione nei confronti del debitore. Il beneficio d’ordine, invece, permette all’istituto di agire contro il garante dopo aver richiamato formalmente il debitore.

Quali sono i rischi per il garante e quando non è obbligato a pagare

Il primo passo da compiere è quindi quello di controllare le disposizioni contrattuali, ricordando che è possibile impugnare qualsiasi azione di recupero crediti che non le rispetti. Dunque, anche se in diversi momenti, entrambe le modalità comportano dei rischi effettivi per il garante, sostanzialmente equiparati a quelli gravanti del debitore.

Di conseguenza, in caso di prestito non pagato il garante rischia:

  • il pignoramento dei beni, compresi immobili e conti correnti.
  • La convocazione in tribunale penale, ad esempio nell’ipotesi di insolvenza fraudolenta.
  • La segnalazione nei sistemi di informazione creditizia (come il Crif), con le relative conseguenze su futuri prestiti o finanziamenti.

Esistono allo stesso tempo dei casi in cui il garante è assolto dagli obblighi nei confronti dell’istituto creditizio, ossia quando:

  • il titolare del finanziamento recide il contratto.
  • Il finanziamento viene modificato e il garante non viene informato a riguardo.
  • Non è stato tentato il recupero crediti dal debitore, in caso di fideiussione con beneficio.

Il garante può inoltre agire contro il creditore dopo l’adempimento, se quest’ultimo non era dovuto.

Come può difendersi il garante

Per difendersi il garante ha essenzialmente due possibilità:

  • esercitare un’azione di regresso in tribunale per ottenere il rimborso di quanto speso da parte del debitore, compresi gli interessi.
  • Avviare un’azione di surrogazione, con la quale il garante subentra al debitore acquisendone anche i diritti.
  • Stipulare un accordo con il debitore e i creditori per saldare il debito.

Pignoramento immediato con il contratto autonomo di garanzia

Oltre a quanto detto, esiste anche un’altra tipologia di garanzia, istituita dalla prassi commerciale e poi regolamentato progressivamente con le numerose sentenze: il contratto autonomo di garanzia. L’autonomia cui si fa riferimento non è affatto un’accezione positiva dell’obbligo, come invece si potrebbe pensare, quantomeno per il garante. Quest’ultimo è infatti responsabile nei confronti del creditore indipendentemente dal rapporto con il debitore principale.

Di conseguenza, il pagamento può essere preteso dal garante autonomo in qualsiasi momento per l’inadempimento del debitore, a prescindere da tutte le circostanze del caso. Non soltanto, mentre con la fideiussione il garante può opporre pressoché le stesse eccezioni del debitore principale (come in caso di prescrizione o debito già pagato, per esempio), il contratto autonomo ammette (e spesso prevede) una clausola che vieta le eccezioni, spesso accompagnata da quella di pagamento immediato.

In altre parole, il pagamento può essere preteso dal garante subito e senza condizioni, a meno che ci siano delle situazioni davvero molto gravi e documentabili. Questa forma di garanzia è evidentemente molto sicura per il creditore, ma priva il garante della maggior parte delle tutele che gli riconoscerebbe altrimenti la legge, ferma comunque la possibilità di rivalersi sul debitore principale (e mai sul creditore, diversamente dalla fideiussione).

Ecco perché è fondamentale controllare con precisione il contratto prima di firmarlo e assumersi un impegno di tale portata. Il mancato adempimento è infatti molto pericoloso, può portare al pignoramento e all’esecuzione forzata, provocando un danno ingente al garante finché non ha modo di essere ristorato dal debitore principale.

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