Preavviso pensionamento per Quota 100: cos’è e per chi sarà obbligatorio

Quota 100 potrebbe contenere un obbligo di preavviso per i dipendenti pubblici: ecco di cosa si tratta e come andrà ad influire sui tempi previsti per il pensionamento.

Preavviso pensionamento per Quota 100: cos'è e per chi sarà obbligatorio

Quota 100 potrebbe prevedere delle regole specifiche per i dipendenti pubblici, ai quali - ad esempio - verrà chiesto di comunicare con un preavviso di 3 mesi l’intenzione di ricorrere a questa nuova misura per il pensionamento anticipato.

Questo perché consentendo a circa 160.000 dipendenti pubblici di andare in pensione con Quota 100 si rischia concretamente di minare la continuità amministrativa vista l’improvvisa - e non prevista - riduzione degli organici.

I 160.000 potenziali pensionamenti con Quota 100, infatti, si andrebbero ad aggiungere alle altre 147.000 uscite già preventivate per il settore pubblico. Nel 2019, quindi, si preannunciano circa 300mila pensionamenti nella Pubblica Amministrazione, ai quali bisognerà far fronte con delle nuove entrate.

Per questo motivo il Ministro della Pubblica Amministrazione - l’avvocato Giulia Bongiorno - ha chiesto al Governo più tempo a disposizione per organizzare i concorsi pubblici finalizzati all’assunzione di nuovo personale nei vari comparti della Pubblica Amministrazione; richiesta che, secondo le ultime notizie sul fronte pensioni, è stata accolta dal Governo, il quale intende introdurre l’obbligo di preavviso per i pensionamenti con Quota 100 nella pubblica amministrazione che si andrà ad aggiungere al meccanismo delle finestre di accesso di cui vi abbiamo già parlato.

Preavviso pensionamento per chi va in pensione con Quota 100

I dipendenti pubblici che vorranno andare in pensione con Quota 100 dovranno comunicarlo all’amministrazione di appartenenza con almeno 3 mesi di anticipo.

È questa la misura con la quale il Governo intende dare “più tempo” ai vari comparti della Pubblica Amministrazione per reclutare nuovo personale e far fronte alle uscite.

Questo si andrà ad aggiungere al meccanismo delle finestre di accesso reintrodotto esclusivamente per la Quota 100. A tal proposito ricordiamo che per questa misura saranno previste 4 finestre di accesso alla pensione alle quali potranno accedere solamente coloro che hanno presentato domanda di pensionamento nel periodo antecedente.

Nel dettaglio:

  • chi matura i requisiti per la Quota 100 - 62 anni di età e 38 di contributi - tra gennaio e marzo 2019 può andare in pensione ad aprile 2019;
  • chi matura i requisiti per la Quota 100 tra aprile e giugno 2019 può andare in pensione a luglio 2019;
  • chi matura i requisiti per la Quota 100 tra luglio e settembre 2019 può andare in pensione a ottobre 2019;
  • chi matura i requisiti per la Quota 100 tra ottobre e dicembre 2019 può andare in pensione a gennaio 2020.

Questo però potrebbe valere solamente per i dipendenti del settore privato, poiché per quelli della pubblica amministrazione ci potrebbe essere un’altra regola da rispettare, quale appunto quella che li obbliga a comunicare il pensionamento con almeno 3 mesi di anticipo.

In attesa di ulteriori dettagli sull’obbligo di preavviso per il pensionamento, proviamo ad ipotizzare come questo strumento, unito al meccanismo delle finestre di accesso, andrà ad influire sulla domanda di pensionamento.

Come l’obbligo di preavviso modifica la richiesta per Quota 100

Qualora quanto detto in precedenza venisse confermato, per i dipendenti pubblici i tempi per andare in pensione con Quota 100 potrebbero allungarsi ulteriormente.

Solo chi matura i requisiti per questa misura entro gennaio 2019, infatti, vi potrà fare accesso alla prima finestra di aprile 2019; gli altri, invece, dovranno attendere quella successiva di luglio 2019. Nel dettaglio, per i dipendenti pubblici i tempi per il pensionamento con Quota 100 verrebbero così modificati:

  • chi matura i requisiti entro gennaio 2019 potrà accedere alla finestra di aprile 2019;
  • chi matura i requisiti tra febbraio e aprile 2019 potrà accedere alla finestra di luglio 2019;
  • chi matura i requisiti tra maggio e luglio 2019 potrà accedere alla finestra di ottobre 2019;
  • chi matura i requisiti tra agosto 2019 e ottobre 2019 potrà accedere alla finestra di gennaio 2020;
  • infine, chi matura i requisiti tra novembre 2019 e dicembre 2019 dovrà attendere la finestra di accesso di aprile 2021.

Lo slittamento di questi ulteriori tre mesi, quindi, potrebbe contribuire a ridurre gli stanziamenti iniziali da inserire nella Legge di Bilancio 2019, visto che la platea di beneficiari potenziali per il 2019 andrebbe a diminuire.

Prima di concludere vi ricordiamo che probabilmente questa non sarà l’unica penalizzazione per i dipendenti pubblici; il Governo, infatti, sta pensando anche di introdurre delle penalizzazioni in tema di pagamento della liquidazione (clicca qui per approfondire).

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