Quando la credibilità di una banca centrale vacilla, i mercati iniziano a prezzare scenari che fino a ieri sembravano impossibili. Un equilibrio che cambia, senza fare rumore.
Non è un processo. Non è una semplice ristrutturazione da 2,5 miliardi. E non è nemmeno Jerome Powell il vero bersaglio.
Quello che sta accadendo negli Stati Uniti è qualcosa di molto più profondo e strutturale.
Per la prima volta dopo decenni, il mercato sta iniziando a prezzare un’ipotesi che fino a ieri era considerata quasi impensabile: la banca centrale più potente del mondo potrebbe non essere più pienamente indipendente. Ed è esattamente così che nascono i rischi sistemici. Non con gli shock improvvisi, ma con l’erosione graduale delle certezze istituzionali. Non con il panico, ma con il dubbio. Non con il crollo dei prezzi, ma con la perdita di fiducia nella funzione di reazione della policy monetaria. [...]
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