Posti vacanti 2018-2019: più supplenze che assunzioni per colpa del caos pensionamenti

Il caos pensionamenti penalizzerà gli insegnanti in attesa del ruolo; meno posti liberi per l’a.s. 2018-2019, aumentano le supplenze.

Posti vacanti 2018-2019: più supplenze che assunzioni per colpa del caos pensionamenti

Il MIUR - come noto - non ha ancora ufficializzato il contingente di posti da destinare alle immissioni in ruolo 2018-2019; secondo le nostre stime, e di quelle dei sindacati, i posti liberi ad oggi sono più di 70mila, tuttavia sia per questioni di bilancio che per il problema legato ai pensionamenti solo una parte di questi saranno stabilizzati e assegnati tramite lo scorrimento delle GaE (50%) e delle graduatorie di merito del concorso a cattedra del 2016.

Ed è proprio quest’ultimo problema a tenere banco in questi giorni: come molti di voi sapranno, infatti, questo è il primo anno che la verifica dei requisiti per i pensionamenti è stato affidato all’INPS, il quale dovrà completare le procedure entro il 30 agosto 2018 per far sì che i docenti interessati vengano collocati in quiescenza dal 1° settembre 2018.

Il problema è che quest’anno c’è stato un vero e proprio boom di pensionamenti per la scuola, oltre 25mila richieste se si conta solamente il personale docente. Il Ministro dell’Istruzione - Marco Bussetti - a tal proposito ha confermato che al momento è in atto una vera e propria task force tra MIUR e INPS al fine di completare la verifica dei requisiti contributivi di docenti e ATA entro la scadenza suddetta, ma non è da escludere che alcuni ne restino esclusi.

Cosa accadrebbe in tal caso? Purtroppo i docenti esclusi saranno costretti a lavorare un anno in più e dovranno attendere l’a.s. 2019-2020 per percepire la pensione maturata. Uno scenario preoccupante, che il Ministro dell’Istruzione sta facendo di tutto per scongiurare.

Altra soluzione possibile - come riportato dalla segreteria FLC CGIL - potrebbe essere quella di applicare per loro lo stesso sistema adattato all’Ape Sociale, permettendo a questi di smettere comunque di lavorare percependo per un anno un prestito pensionistico.

In attesa di capire cosa ne sarà di questi futuri pensionati, però, c’è una certezza: questa situazione spinosa avrà delle ripercussioni sulle immissioni in ruolo, con il contingente a disposizione per le assunzioni che sarà ridotto rispetto agli anni scorsi.

Posti liberi 2018-2019: perché le supplenze saranno più delle assunzioni

Secondo il sindacato Anief tra posti liberi dopo le operazioni di mobilità e le richieste di trasferimenti si potrebbe procedere con la stabilizzazione di 70mila cattedre per il prossimo anno scolastico.

Tuttavia questo non è possibile: il MIUR, infatti, ufficializzerà il contingente con i posti liberi per l’a.s. 2018-2019 già verso la fine di luglio, ovvero quando la questione pensionamenti non sarà ancora definita.

Quei posti che invece si verranno a liberare una volta che il contingente sarà stato pubblicato non potranno essere conteggiati ma dovranno restare fuori; ciò significa che tutti quei posti lasciati liberi dai pensionamenti - se autorizzati nel periodo che va dall’autorizzazione del contingente al 31 agosto 2018 - resteranno vacanti e potranno essere assegnati solamente tramite contratto di supplenza annuale con scadenza il 31 agosto.

Quindi nonostante il problema della supplentite da anni attanagli il sistema scolastico italiano siamo ancora lontani da una soluzione; anzi, visto quanto appena detto, c’è la possibilità che il prossimo anno le cattedre assegnate con contratto a tempo determinato saranno molte di più.

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