Le azioni Poste Italiane hanno perso il 10% dopo l’OPA su TIM. Ma il titolo può guadagnare oltre il 30%

Claudia Cervi

24/03/2026

Poste crolla del 10% dopo l’OPA su TIM da 10,8 miliardi, ma gli analisti vedono ancora un upside fino al 30-35%. Tra sinergie da 700 milioni e dividendi, cosa aspettarsi ora.

Le azioni Poste Italiane hanno perso il 10% dopo l’OPA su TIM. Ma il titolo può guadagnare oltre il 30%

Poste perde il 10% in Borsa dopo l’OPA su TIM. E il mercato continua a vendere. È comprensibile. Quando arriva un’operazione da oltre 10 miliardi, nessuno si ferma a fare calcoli complessi. Si reagisce, tagliando il rischio, senza aspettare di capire davvero cosa c’è dentro.

Il problema è che spesso è proprio qui che si fanno gli errori più costosi. O si creano le opportunità migliori. Perché il prezzo di oggi riflette soprattutto la paura. Non quello che può succedere tra uno, due o tre anni. E il dubbio aumenta guardando alle raccomandazioni di borsa. Gli analisti, almeno per ora, non hanno cambiato idea. I target restano anche fino al 30-35% sopra i livelli attuali, nonostante l’OPA.

Dunque chi sta vendendo ora sta facendo la scelta giusta o no?

Poste-TIM, perché il titolo scende

La reazione di Poste, in fondo, non sorprende. Quando arriva un’operazione da 10,8 miliardi il mercato fa quello che fa sempre in questi casi. Si concentra sul costo e reagisce di conseguenza. Il titolo che compra viene venduto, quello che viene comprato sale. È quello che si è visto anche stavolta.

Se però si allarga un attimo lo sguardo, c’è un dettaglio su cui riflettere. Oggi le due società insieme valgono meno di prima dell’annuncio. E questo dice molto su come l’operazione viene percepita in questa fase. Il mercato sta dicendo, almeno per ora, che il saldo è negativo. Ma si tratta di una lettura di breve periodo, che tiene conto solo del costo dell’operazione, dell’incertezza su come verrà gestita e del fatto che si tratta di un’integrazione complessa.

Non riflette ancora il potenziale: le sinergie stimate valgono circa 700 milioni l’anno a regime.

Grafico azioni Poste Grafico azioni Poste Fonte Tradingview

Quanto può salire Poste nel lungo termine con TIM (tra sinergie e dividendi)

Gli analisti, per ora, non hanno cambiato opinione su Poste. I target restano anche fino al 30-35% sopra i livelli attuali. Un dato che stona con il -10% visto in Borsa.
Perché nel breve il mercato guarda soprattutto al rischio, ma nel medio-lungo periodo entrano in gioco altri fattori.

L’azienda arriva a questo passaggio con numeri solidi. Nel 2025 ha registrato ricavi per 13,1 miliardi, un utile netto di 2,2 miliardi e una redditività ai massimi. La generazione di cassa ha sostenuto dividendi elevati e il gruppo ha già indicato per il 2026 una crescita ulteriore di ricavi e utili, con un payout sopra il 70%.

E qui il rischio è fermarsi a quello che si vede oggi.

A questo si aggiunge il tema dei dividendi. Poste ha già indicato che l’operazione non dovrebbe avere effetti negativi sulla cedola nel breve e che, dal 2027, potrebbe arrivare un contributo positivo anche in termini di utile per azione. In parallelo, è atteso anche il flusso dei dividendi legati alla partecipazione in TIM.

Infine, oggi il mercato ancora non considera le sinergie stimate, circa 700 milioni l’anno a regime. Lo stesso vale per le opportunità di integrazione tra servizi finanziari, pagamenti e telecomunicazioni, che sulla carta possono rafforzare la base clienti e aumentare i ricavi. Se questo inizierà a vedersi nei numeri, la lettura dell’operazione cambierà. E anche la valutazione del titolo potrebbe adeguarsi.

Ma a quel punto entrare diventa più difficile.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.