Positivo in condominio: come comportarsi e regole da seguire

Che fare in caso di una o più persone positive in condominio, in quarantena o in isolamento? Regole e protocolli da seguire per evitare altri contagi.

Positivo in condominio: come comportarsi e regole da seguire

Che fare e come comportarsi se in condominio ci sono persone o famiglie positive al Covid-19? L’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute hanno elaborato una serie di misure e accorgimenti per evitare la diffusione del contagio. Si tratta di indicazioni generali, utili per l’amministratore e per tutti i condomini.
Le misure riguardano l’igienizzazione delle scale, l’utilizzo dell’ascensore, la consegna della corrispondenza e molto altro, e si basano sul DPCM dell’11 marzo 2020, al riguardo ritenuto ancora valido.

Ecco come bisogna comportarsi e a cosa fare attenzione.

Chi è positivo deve comunicarlo all’amministratore di condominio?

Precisiamo che chi è positivo alla Covid-19 non è obbligato a darne comunicazione all’amministratore di condominio e non è tenuto ad avvisare gli altri condomini, se non in caso di rapporti ravvicinati. L’obbligo di comunicare la presenza dei sintomi o contatti a rischio c’è soltanto nei confronti del medico e della altre autorità sanitarie.

Tuttavia - se lo ritiene opportuno - il positivo può avvisare l’amministratore il quale provvederà a prendere le misure precauzionali più idonee, ma non può divulgare nome e cognome delle persone positive, in quarantena o isolamento (altrimenti scatta la violazione della privacy).
L’amministratore può comunicare (tramite email o foglio all’ingresso) che nel condominio c’è un positivo, ma senza aggiungere dettagli che possano favorire l’identificazione della persona.

Sanificazione di scale, ingresso e altri luoghi comuni

Precisiamo che la sanificazione degli spazi comuni del condominio è consigliata a scopo cautelativo ma non è obbligatoria. Se l’amministratore ritiene che sia opportuno sanificare scale e altri ambienti comuni deve rivolgersi a ditte specializzate. La spesa di sanificazione è da ripartire tra tutti i condomini, per questo è sempre bene chiedere il consenso prima di procedere.

Regole da rispettare in ascensore

Il luogo in cui più di tutti bisogna prestare attenzione al contatto ravvicinato è l’ascensore. Questo va preso uno alla volta, altrimenti sarebbe impossibile rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro. Tale regola non vale tra conviventi.

Pulizia ordinaria

La ditta di pulizie non deve essere necessariamente avvisata del fatto che nella struttura ci sono dei positivi. È consigliabile variare l’orario delle prestazioni per evitare che queste coincidano con i momenti di maggior viavai.

Lavori di condominio, devono essere interrotti?

Un aspetto complesso riguarda i lavori di condominio, che implicano necessariamente l’ingresso di operai, idraulici, tecnici e così via. Per rispettare le misure indicate dalle Autorità, i lavori di manutenzione o riparazione possono proseguire solo se strettamente necessari (ad esempio se occorre riparare l’ascensore o una perdita alle tubature). Altrimenti sarebbe meglio rimandare.

Il portiere deve lavorare?

La presenza di positivi o persone in quarantena/isolamento non influenza il lavoro del portiere, a patto che sia messo in condizione di lavorare in sicurezza.

Come si svolge la consegna della posta

La consegna di posta, raccomandate e pacchi deve avvenire secondo quanto stabilito nel decreto legge 18/2020: per evitare il contatto diretto, i postini procedono alla consegna senza chiedere la firma del destinatario e depositando la lettera/pacco nella buca delle lettere o in ascensore. Spetta all’operatore postale apporre una firma per dichiarare che la consegna è avvenuta correttamente. L’identificazione del destinatario avviene semplicemente verificando il nome sul citofono o il numero di cellulare.
In nessun caso le persone positive, in quarantena o isolamento, dovrebbero uscire di casa per prendere posta o pacchi: la corrispondenza può essere lasciata fuori dalla porta del destinatario.

Piscina e palestra condominiale: si possono utilizzare?

In coerenza con le indicazioni ministeriali, palestre e piscine condominiali non dovrebbero essere utilizzate dai condomini. Questi luoghi, infatti, aumentano il rischio di contagio a causa della distanza ravvicinata tra individui e la manipolazione di oggetti comuni sui quali può cadere saliva e sudore. Per questa ragione piscine, palestre e centri sportivi al coperto sono chiusi fino a data da destinarsi.

Lavanderia condominiale

La lavanderia condominiale, se presente, può restare in funzione. L’importante è entrarvi uno o due alla volta (in base alla grandezza dell’ambiente) ed evitare il contatto ravvicinato, quindi il momento del bucato non può trasformarsi in un momento conviviale. Difatti il senso del decreto è promuovere il distanziamento sociale, imposizione severissima, ma che è indispensabile ad ridurre i contagi.

Assemblee di condominio, quali regole?

Niente stop alle assemblee di condominio ma le FAQ del Ministero dell’Interno precisano che si dovrebbe sempre preferire la modalità da remoto in videoconferenza (se possibile). Questo metodo, infatti, permette anche alle persone positive o in quarantena di partecipare alle riunioni senza mettere in pericolo gli altri.

L’amministratore può continuare a ricevere il pubblico nel suo studio?

L’accesso allo studio dell’amministratore deve avvenire secondo le normali regole di prevenzione: mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro e con mascherina. Anche qui, ove possibile, si dovrebbe favorire lo strumento della videoconferenza.

Argomenti:

Condominio Coronavirus

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