POS obbligatorio, quali sanzioni per chi rifiuta pagamenti con bancomat?

Ristoranti, negozi e professionisti sono obbligati ad accettare i pagamenti con bancomat anche per importi ridotti. Il tema del POS obbligatorio è oggi quantomai attuale vista la lotta ai contanti e all’evasione fiscale, facciamo quindi il punto su sanzioni e soggetti obbligati.

POS obbligatorio, quali sanzioni per chi rifiuta pagamenti con bancomat?

Accettare pagamenti con bancomat è obbligatorio, o meglio così dovrebbe essere. Nonostante esista una legge proprio in materia di POS obbligatorio, non sono rari i casi in cui i negozi, così come ristoranti o professionisti, rifiutino pagamenti con metodi diversi dal contante.

Incentivare i pagamenti con mezzi tracciabili è uno dei temi sui quali in Italia si da dibatte da anni.

Ora che la lotta all’evasione fiscale e all’uso del denaro contante sembra essere diventato uno dei punti al centro dell’agenda di Governo, è bene analizzare l’attuale situazione, tra sanzioni e soggetti obbligati.

Cosa rischia chi non rispetta l’obbligo di POS? La risposta potrà sorprendere ma, ad oggi, non sono previste sanzioni.

Negli scorsi anni si è più volte tentato di completare la normativa introdotta col fine di incentivare i pagamenti con bancomat, ma l’esito è stato tutt’altro che positivo.

Nel corso del Governo Gentiloni era stato predisposto uno schema di decreto attuativo sulle sanzioni. Il decreto predisposto dal MISE e dal MEF prevedeva multe fino a 30 euro in caso di divieto di pagamenti con POS. Tuttavia il Consiglio di Stato ha bocciato e stoppato il provvedimento e per professionisti, artigiani e commercianti (e soprattutto per i consumatori) si torna punto e a capo.

Il dato di fatto è che oggi il POS resta obbligatorio ma non è chiaro cosa rischia chi non accetta pagamenti con moneta elettronica. Che si trovi una soluzione con la Legge di Bilancio 2020 è auspicabile, anche perché il tema dei pagamenti con bancomat si lega a doppio filo con una delle novità in arrivo dal prossimo anno, la lotteria degli scontrini.

In attesa di novità, cerchiamo di seguito di fare il punto su quali sono i soggetti obbligati ad accettare pagamenti con POS, novità e chiarimenti.

POS obbligatorio 2019: artigiani, commercianti e professionisti devono accettare pagamenti con bancomat

L’obbligo di POS è stato introdotto in Italia dal Governo Monti, con il decreto legge n. 179 del 2012.

La Legge di Stabilità 2016 ha esteso l’obbligo per i commercianti e i professionisti di accettare pagamenti anche mediante carte di credito, oltre che di debito, anche per piccoli importi inferiori a 5 euro, tranne nei casi di oggettiva impossibilità tecnica.

Quando si è iniziato a parlare di POS obbligatorio abbiamo affrontato nel dettaglio la questione, ma cosa cambia nel 2019?

La risposta, abbastanza sconcertante, è: niente.

Se è vero che è già previsto l’obbligo per professionisti, artigiani e commercianti di accettare anche pagamenti con bancomat, restano sostanzialmente nulle le sanzioni, proprio causa mancata emanazione di un decreto attuativo.

L’ultimo Governo ad aver provato a delineare un sistema sanzionatorio per i soggetti che rifiutano di accettare pagamenti con moneta elettronica è stato quello Renzi-Gentiloni. L’ipotesi era quella di applicare la sanzione prevista dall’articolo 693 del Codice Penale in caso di mancata accettazione di monete aventi corso legale in Italia. Una multa pari a 30 euro per ciascuna transazione rifiutata

Secondo il Consiglio di Stato, tuttavia, la norma prevista dallo schema del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico era ad alto rischio incostituzionalità e pertanto il decreto è stato stoppato e rimandato al mittente.

Obbligo di POS solo “su carta”

Una situazione che rischia di creare il caos: commercianti, artigiani e professionisti che si sono giustamente adeguati alla normativa, sostenendo il costo per l’installazione del POS, fanno i conti con un obbligo a metà, la cui violazione non comporta rischi.

D’altro canto, la passa liscia chi non si è adeguato alla normativa e ancora oggi rifiuta pagamenti con modalità diverse dal contante.

L’obbligo di accettare pagamenti con bancomat, ovvero la necessità per ogni esercente di essere dotato di POS, è sicuramente un vantaggio per i consumatori ma, secondo le associazioni di categoria, si tratta di uno svantaggio per commercianti: i costi di gestione del POS possono arrivare anche a 500 euro al mese, un peso soprattutto per le piccole e medie imprese.

POS obbligatorio, pagamenti con bancomat e lotta ai contanti: paradossi all’italiana

Il tema del POS obbligatorio è oggi al centro dell’attenzione di commercianti, artigiani e professionisti. La lotta all’evasione fiscale si fa sempre più intensa, ed è supportata anche da nuovi strumenti come la fattura e gli scontrini elettronici.

Da tempo si sostiene che una delle chiavi per contrastare l’evasione sia di limitare i pagamenti con denaro contante. Tant’è che anche l’Italia ha introdotto specifici limiti al suo uso, così come sono state avviate particolari tipologie di controlli per scovare possibili abusi.

L’obiettivo è incentivare i pagamenti con bancomat. Sul tema si attendono due novità dal 2020: si punta innanzitutto ad azzerare i costi di commissione sulle transazioni di piccolo importo (dai 15 ai 25 euro, la soglia non è ancora definitiva) e, tra le altre cose, all’uso della moneta elettronica è stata associata anche la nuova lotteria degli scontrini.

Chi pagherà con bancomat avrà il doppio di opportunità di vincita rispetto a chi userà i contanti. Peccato che non in tutti i negozi si potrà pagare mediante il POS, almeno fino a quanto non sarà prevista una specifica disciplina sanzionatoria.

POS obbligatorio per allinearsi al resto d’Europa e per combattere l’evasione

L’introduzione del POS obbligatorio in Italia non ha soltanto la funzione di agevolare i consumatori ma è uno degli strumenti necessari per combattere l’evasione fiscale e consentire la piena tracciabilità dei pagamenti.

L’Italia, nonostante l’alto numero dei terminali POS, è ad oggi uno dei Paesi in Europa dove i pagamenti con bancomat sono meno utilizzati, mentre è ancora troppo elevato l’uso del contante.

I dati forniti dalla Banca d’Italia mostrano come per ciascun terminale installato siano soltanto 1.200 i pagamenti effettuati nell’anno, cifra irrisoria rispetto alla tendenza nel resto d’Europa.

Peggio dell’Italia fa soltanto la Grecia.

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