Popolo Partite IVA: saldo e stralcio cartelle, Salvini mantenga le promesse

Popolo Partite IVA: il saldo e stralcio delle cartelle è la promessa mancata della Lega verso le imprese. La denuncia durante la manifestazione di FdI contro la fatturazione elettronica.

Non poteva mancare il Popolo partite IVA alla manifestazione contro l’obbligo di fatturazione elettronica organizzata da Fratelli d’Italia il 12 dicembre 2018 a Montecitorio.

Accanto al nuovo obbligo che prenderà il via il 1° gennaio 2019, il tema che ha acceso gli animi dei rappresentanti delle partite IVA è la pace fiscale, con l’annunciato e mai arrivato saldo e stralcio delle cartelle.

A parlare per conto delle tante imprese stremate dal livello di pressione fiscale e dal proliferare di adempimenti è stato il Presidente del Movimento, Lino Ricchiuti che oltre a puntare il dito contro le criticità di quella che definisce “frattura elettronica”, si rivolge al Ministro dell’Interno, Vice Premier e Leader della Lega Matteo Salvini.

Era la pace fiscale la ragione che aveva fatto avvicinare il Popolo partite IVA alla Lega, una misura che tuttavia ha cambiato notevolmente forma e che nella versione attuale manca della novità più attesa: il saldo e stralcio delle cartelle.

Sarà ora Fratelli d’Italia a rappresentare in Parlamento le istanze del Popolo delle Partite IVA, dopo l’accordo siglato tra il Presidente Ricchiuti e l’On. Giorgia Meloni alla Camera.

Popolo partite IVA: saldo e stralcio cartelle, Salvini mantenga le promesse

L’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 rappresenta per imprese e professionisti l’ultimo atto di una serie di misure, volute anche da questo Governo, che rischiano di danneggiare il sistema produttivo italiano.

Le micro, piccole e medie imprese italiane rappresentate dal Popolo Partite IVA, Movimento presieduto da Lino Ricchiuti, hanno preso parte alla manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia per dire no alla fattura elettronica.

Il malcontento di chi è sceso in piazza tuttavia non è dovuto soltanto ad una digitalizzazione quasi forzata che rischia di trovare impreparate molte piccole attività, ma anche alle promesse non mantenute dal Governo Lega-M5S.

È Matteo Salvini il bersaglio del Popolo Partite IVA, insieme alla pace fiscale che nella versione prevista nel DL n. 119/2018 manca dell’annunciato saldo e stralcio delle cartelle.

Il Presidente Lino Ricciuti, usa parole dure contro il Governo:

“Magari fosse solo la fattura elettronica il problema delle imprese. La richiesta del Popolo delle Partite IVA a FdI è stata quella di inserire nella manifestazione l’attenzione ad uno dei grandi problemi che faceva parte del programma del Centro Destra, il saldo e stralcio di tutte le cartelle Equitalia”.

Ed è stata proprio la pace fiscale uno dei temi che ha portato alla vittoria del Centro Destra alle elezioni politiche del 4 marzo.

“Se le imprese non riescono a liberarsi dai debiti non potranno mai dare occupazione e non potranno mai migliorare le proprie apparecchiature” e, in sostanza, proseguire lungo la via della digitalizzazione che richiede non solo il Governo con nuovi adempimenti telematici ma anche l’attuale sistema economico.

Il Popolo Partite IVA parla anche dell’altro cavallo di battaglia del Governo ibrido Lega M5S, il reddito di cittadinanza.

Chi è contrario al saldo e stralcio ed è a favore del reddito di cittadinanza non ha nessuna voglia di lavorare, perché “se le micro imprese non tornano in emersione nessuno riuscirà mai a dare lavoro”.

L’intervento di Lino Ricchiuti si chiude con un appello al Ministro Salvini: le promesse si mantengono.

Fatturazione elettronica, rischio aumento evasione

Durante la manifestazione contro l’obbligo di fatturazione elettronica, Money.it ha avuto il piacere di parlare direttamente con uno degli esponenti del Popolo delle Partite IVA.

Enea Giancaterino, da L’Aquila, referente regionale del Movimento Popolo delle Partite IVA, ha sottolineato come in realtà c’è il rischio che la fatturazione elettronica, voluta per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale, abbia l’effetto opposto. I piccoli commercianti e artigiani, quelli sui quali peserà di più il big bang del 1° gennaio 2019, potrebbero pensare di non fare più fattura, anche a fronte delle ulteriori spese che sarà necessario sostenere.

La fattura elettronica dovrebbe servire a combattere l’evasione ma non sarà così, toglie tempo e lavoro. “A cosa serve?” La richiesta della piazza supportata dal Partito della Meloni è quella di introdurre l’obbligo in maniera graduale, esonerando almeno in un primo momento le imprese più piccole.

Proprio la vicinanza alle istanze di imprese e lavoratori autonomi ha portato Fratelli d’Italia e il Popolo delle Partite IVA a siglare l’accordo federativo dello scorso 7 dicembre. FdI sarà la voce del movimento all’interno del Parlamento.

Giancanterino è tornato poi a parlare della pace fiscale. L’avvicinamento al partito di Giorgia Meloni è stato proprio consequenziale al cambio di rotta da parte di Salvini, che secondo il rappresentante delle partite IVA, un ex 5 stelle, “ha preso i nostri voti ma non ha mantenuto i patti sulla pace fiscale”.

Ed è in questo vuoto di rappresentanza che si è inserito Fratelli d’Italia, che oggi è sceso in piazza insieme alle imprese per gridare il suo no all’obbligo di fatturazione elettronica che, tuttavia, prosegue dritto verso la strada dell’avvio il 1° gennaio 2019.

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