PNRR: perché l’Italia ha speso solo il 27,5% dei 194,4 miliardi UE?

Laura Naka Antonelli

10/10/2024

Una pioggia di soldi volti a finanziare soltanto il PNRR made in Italy, che tuttavia il governo Meloni non riesce a spendere.

PNRR: perché l’Italia ha speso solo il 27,5% dei 194,4 miliardi UE?

PNRR di nuovo al centro delle polemiche della politica italiana, dopo il nuovo monito lanciato dall’UPB (Ufficio Parlamentare di Bilancio) che, nell’audizione al Parlamento sul Piano strutturale di bilancio (PSB), ha confermato le difficoltà contro cui il governo Meloni si sta imbattendo nel riuscire a spendere le risorse stanziate dall’Unione europea.

Nel presentare il rapporto con cui ha validato le previsioni economiche contenute nel PSB, la presidente dell’UPB Lidia Cavallari ha messo in evidenza che “la spesa complessivamente sostenuta al 2 ottobre 2024 ammonta a 53,5 miliardi, pari al 27,5 per cento del totale delle risorse finanziarie del PNRR (194,4 miliardi)”.

Esaminando nel dettaglio i numeri, il quadro presentato si è confermato ancora più desolante: di questa spesa, ha precisato l’Ufficio parlamentare di bilancio, “27,3 miliardi si riferiscono al Superbonus (13,9 miliardi) e a vari crediti d’imposta (13,4 miliardi), che hanno raggiunto il relativo plafond”.

Per crediti di imposta, va precisato, si intendono quelli relativi a beni strumentali 4.0, beni immateriali non 4.0, beni immateriali tradizionali, R&S e innovazione e formazione.

Una pioggia di soldi UE a favore dell’Italia, dunque, per la precisione 194,4 miliardi di euro volti a finanziare soltanto il PNRR made in Italy, che tuttavia il governo non riesce a spendere.

Il caso PNRR è tornato così a esplodere nel Paese, infiammando di nuovo l’arena della politica italiana.

Al 2 ottobre 2024 la spesa sostenuta e lo stato di avanzamento dei progetti evidenziano alcuni ritardi nonostante il conseguimento dei milestone e dei target (M&T) entro i termini previsti, favorito anche da alcuni posticipi di scadenze, non sembri mostrare particolari criticità”, ha segnalato l’UPB, che ha fatto riferimento anche ai problemi di aggiornamento della piattaforma Regis.

"Il dato di 9 miliardi di spesa nel 2024 sui 44 previsti è un dato della piattaforma Regis che continua ad avere i suoi problemi di aggiornamento. Ma comunque è indicazione di una “difficoltà”, ha puntualizzato la presidente dell’UPB Lidia Cavallari rispondendo a una domanda che le è stata posta sulla spesa del PNRR nel corso del suo intervento sul Piano Strutturale di Bilancio.

Di fatto, “ci sono ancora difficoltà nella spesa ed è importante che siano affrontate e risolte al più presto”.

In particolare, l’UPB ha fatto notare che, nel 2024, le risorse finanziarie previste nel cronoprogramma in ReGiS sono circa 44 miliardi: di questa parte, per l’appunto, solo 8,9 miliardi, ovvero una percentuale pari al 20,3%, è stata effettivamente spesa (20,3%).

Le sei missioni del PNRR e i ritardi segnalati

I ritardi nella spesa hanno interessato tutte le missioni del PNRR che, ricordiamo, sono le seguenti sei:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo.
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica.
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile.
  • Istruzione e ricerca.
  • Inclusione e coesione.
  • Salute.

L’Ufficio Parlamentare di bilancio ha segnalato ritardi soprattutto nella Missione 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica, nella Missione 5 (Inclusione e coesione) e nella Missione 1 (Digitalizzazione).

Nello specifico, nella Missione 2, quella dedicata alla Rivoluzione verde, sei misure, per la cui attuazione sono stati stanziati circa 3,1 miliardi, hanno registrato spese per circa 250 milioni.

Le sei misure sono 1) lo sviluppo del biometano; 2) il rafforzamento della smart grid; 3) il potenziamento del parco autobus regionale; 4) l’industria delle batterie; 5) la capacità produttiva delle rinnovabili; 6) gli investimenti in infrastrutture idriche primarie.

Altro esempio: nel caso della misura “Supporto alla transizione ecologica del sistema produttivo”, che ha ricevuto in dotazione di 2,5 miliardi a valere interamente sul 2024, non è risultato alcun movimento finanziario.

Quote maggiori di spesa sono state effettuate per la realizzazione della Missione 4 (Istruzione) e Missione 3 (Infrastrutture per una mobilità sostenibile).

L’UPB ha parlato di avanzamento generalizzato dei vari interventi nella Missione 4, in particolare, di quello relativo a Scuola 4.0, sebbene un neo sia la realizzazione del Piano asili nido e scuole dell’infanzia per cui, a fronte di 1,4 miliardi preventivati, è stata disposta una spesa di soli 40 milioni.

Nella Missione 3 (Infrastrutture per una mobilità sostenibile), quote maggiori di spesa sono state rilevate per la contabilizzazione dei vari investimenti legati all’alta velocità.

Le sei missioni del PNRR Le sei missioni del PNRR Dal sito del governo italiano: II progetti di investimento del PNRR sono suddivisi in 16 componenti, raggruppate a loro volta in 6 missioni, come riportato di seguito nella Tabella.

I progetti del PNRR censiti dall’UPB

Complessivamente risultano censiti 261.108 progetti con un finanziamento assegnato, a valere sui fondi destinati al PNRR, di 140 miliardi”, si legge nel rapporto UPB.

Tuttavia, “sebbene la maggioranza dei progetti si collochi in fasi avanzate di realizzazione, permane una quota che presenta criticità (ritardi o mancata informazione)”.

L’Ufficio Parlamentare di bilancio ha fatto il punto sulla situazione dei progetti, ricordando le vari fasi che portano alla loro realizzazione, ovvero alla loro “programmazione, progettazione, affidamento, esecuzione conclusiva”.

Menzionato anche il loro stato, che può definirsi “ da avviare, in corso, o concluso ”.

Dall’analisi è emerso che “poco più di 600 progetti, per un finanziamento assegnato di 1,3 miliardi, sono ancora nelle fasi iniziali di programmazione o progettazione” e che “poco meno di 160.000 progetti (105,7 miliardi) sono nella fase di esecuzione, di cui circa l’84 per cento (88,7 miliardi) è in corso di realizzazione”.

Sono invece più di 67.000 (14,5 miliardi) i progetti che “hanno completato la fase e si avviano verso la conclusione (collaudo e verifica)”.

Quelli conclusi? “Poco meno di 51.000 (4,8 miliardi)”.

Ci sono poi i progetti che potrebbero essere definiti fantasma, circa 2.500 (3,2 miliardi), di cui non sono presenti informazioni o si rileva una mancanza di informazione.

Questi progetti appartengono per più del 70 per cento alla Missione 4 Componente 1, e riguardano prevalentemente il Piano per asili nido e scuole dell’infanzia, e alla Missione 5 Componente 1, con riferimento alla riforma relativa alle politiche attive del mercato del lavoro (ALMPs e formazione professionale) e il sistema duale.

In generale, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha avvertito che, nel medio termine, alcune criticità potrebbero emergere dall’evoluzione dei progetti finanziati con il programma NGEU, specialmente considerando la concentrazione degli interventi nei prossimi due anni, che potrebbe causare colli di bottiglia nell’offerta.

L’Italia insomma si muova, è stato l’appello lanciato dall’UPB che, nel commentare il PSB (Piano Strutturale di Bilancio) presentato dal governo Meloni, ha avvertito che la sua realizzazione è soggetta ad alcuni elementi di incertezza, tra cui compaiono proprio le difficoltà legate all’attuazione del PNRR.

Tra questi, “in primo luogo”, si legge infatti nel testo, il fatto che il PSB assuma “ la piena attuazione delle riforme e degli investimenti del PNRR, oltre alla loro prosecuzione e rafforzamento su cui è stata in larga misura basata la richiesta di allungamento del periodo di aggiustamento a sette anni”.

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