Pignoramento pensione 2026, nuovo limite importo e procedura

Simone Micocci

18 Giugno 2026 - 12:10

Dall’Inps arrivano novità per il pignoramento della pensione. Oltre all’aggiornamento del limite del minimo vitale, arriva una nuova piattaforma per i creditori.

Pignoramento pensione 2026, nuovo limite importo e procedura

Dall’Inps arrivano novità per il pignoramento della pensione, con la realizzazione di una nuova piattaforma che semplifica la procedura.

A comunicarlo è l’Istituto con il messaggio n. 2008 del 2026, con il quale vengono spiegate le modalità di fruizione del servizio “Pignoramenti presso terzi su pensioni”, dedicato ai creditori costituiti come soggetti giuridici, che possono accedere e consultare i dati delle prestazioni pignorate.

Si aggiunge quindi un nuovo tassello a uno degli strumenti più temuti dai pensionati, trattandosi di fatto di un’azione forzata con cui il valore del debito da restituire viene direttamente trattenuto dall’Inps, riducendo così l’importo della pensione.

Come più volte abbiamo avuto modo di sottolineare, però, non tutta la pensione può essere soggetta a pignoramento, dal momento che esiste un limite oltre il quale non si può andare. Si tratta del cosiddetto minimo vitale, ossia la soglia che deve essere sempre garantita al pensionato e che varia ogni anno per effetto della rivalutazione.

Come vedremo in questa guida dedicata al pignoramento della pensione, infatti, il limite viene calcolato prendendo come riferimento l’assegno sociale, ossia quella prestazione assistenziale riconosciuta a chi, al compimento dei 67 anni di età, si trova in una situazione economica di difficoltà. L’assegno sociale cambia ogni anno perché il suo importo viene adeguato all’inflazione: di conseguenza cambia anche il minimo impignorabile.

A tal proposito, vediamo nel dettaglio cosa serve sapere per il pignoramento della pensione nel 2026.

Quali pensioni possono essere pignorabili

Come prima cosa è bene sottolineare che non tutte le pensioni possono essere oggetto di pignoramento. La regola vuole che tale strumento può riguardare solamente i trattamenti previdenziali, e non quelli assistenziali: per questa ragione, non possono essere soggetto a pignoramento la pensione d’invalidità civile e l’indennità di accompagnamento, come pure l’assegno sociale.

Può essere pignorata, invece, la pensione di reversibilità.

Limite pignorabile pensione 2026

Come anticipato, sia per il pignoramento dello stipendio che per quello della pensione c’è un “minimo vitale” da rispettare. C’è una parte di pensione, infatti, che non può essere pignorata in alcun caso.

Il calcolo del limite pignorabile della pensione può sembrare complesso, ma non lo è.

Basta procedere per step per capire come funziona. Come prima cosa è bene specificare che dalla pensione non può essere toccata la parte d’importo pari a 2 volte l’assegno sociale. Questo limite fino a qualche anno fa era pari a 1,5 volte l’assegno sociale, fino a quando il decreto Aiuti bis - decreto legge 9 agosto 2022 n. 115 - ha modificato il tutto stabilendo che:

Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, dal quarto e dal quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge.

Quindi, per calcolare la soglia che è al riparo da qualsiasi aggressione da parte dei creditori bisogna prendere l’importo dell’assegno sociale aggiornato al 2026 e raddoppiarlo. Ne risulta che quest’anno, considerando che l’importo dell’assegno sociale è pari a 546,24 euro, la soglia di pensione non pignorabile è pari a 1.092,48 euro.

Della restante pensione può essere invece pignorato 1/5. Per calcolare l’importo effettivo del pignoramento, dunque, bisogna sottrarre dalla propria pensione i suddetti 1.092,48 euro per poi prendere il 20% del risultato.

Pensiamo ad esempio a una pensione di 1.500,00 euro. La parte che può essere aggredita dal creditore è pari a 407,52 euro, di cui 1/5 equivale a 81,50 euro.

Cosa succede in presenza di più creditori?

Qualora ci siano più creditori che ricorrono al pignoramento, allora il limite si alza. Nel dettaglio, della parte che supera l’assegno sociale di 1,5 volte ne potrà essere pignorata - in presenza di due o più creditori - il 40% (quindi i 2/5).

L’importante è che le categorie di crediti siano differenti tra di loro.

Pignoramento della pensione su conto corrente

Tuttavia, qualora il pignoramento riguardi dei ratei di pensione già accreditati sul conto corrente del debitore prima dell’attivazione dell’esecuzione forzata, il limite pignorabile si calcola in maniera differente. Nel dettaglio, si può pignorare 1/5 della parte eccedente tre volte l’assegno sociale, ossia 1.638,72 euro nel 2026.

Mettiamo il caso che l’interessato abbia sul conto corrente 2.000 euro. Il primo pignoramento riguarderà 1/5 dell’importo eccedente la soglia protetta, quindi 361,28 euro, per un prelievo massimo pari a 72,26 euro. I successivi pignoramenti saranno invece effettuati direttamente sulla pensione, secondo le regole indicate nel paragrafo precedente, fino a quando il debito non verrà estinto.

Pignoramento della pensione da parte dell’Agenzia delle Entrate

Anche l’Agenzia delle Entrate può disporre il pignoramento presso terzi per soddisfare alcuni crediti esattoriali. In questo caso, però, il limite pignorabile varia a seconda dell’importo della pensione, ovvero:

  • 1/10 per importi fino a 2.500 euro;
  • 1/7 per importi compresi tra 2.500 e 5.000 euro;
  • 1/5 per importi superiori ai 5.000 euro.

Come viene pignorata la pensione

L’esecuzione forzata del debito tramite il pignoramento presso terzi può essere richiesta da qualsiasi creditore (privati, banche e Agenzia delle Entrate Riscossione) ma deve essere disposta da un giudice.

In tal caso il pignoramento della pensione può avvenire in diverse modalità:

  • aggredendo la pensione del debitore direttamente presso l’ente erogatore (come ad esempio l’Inps) prima che l’importo venga pagato;
  • aggredendo la pensione del debitore dopo che questa viene accreditata sul conto corrente, quindi rivolgendosi alla Banca o alla Posta.

Come abbiamo visto in precedenza ci sono dei diversi limiti da rispettare a seconda che si tratti di trattamenti previdenziali accreditati prima o dopo la notifica del pignoramento. Per quelli successivi infatti si considera sempre il limite di 1/5 sulla parte eccedente il minimo vitale; nel secondo caso - quindi se vengono pignorate le pensioni accreditate prima della notifica - il limite è pari ad 1/5 della parte eccedente a tre volte l’assegno sociale.

La nuova piattaforma Inps per il pignoramento della pensione

Con il messaggio n. 2008 l’Inps ha annunciato la nuova piattaformaPignoramenti presso terzi su pensioni”, pensata per semplificare la gestione delle procedure quando il creditore è un soggetto giuridico.

Il servizio non è rivolto direttamente ai pensionati, ma ai creditori pignoratizi, i quali possono accedere alla piattaforma per consultare i dati delle prestazioni pignorate, oppure i mandati di pagamento e la reportistica mensile.

Nel pignoramento presso terzi, infatti, l’Inps agisce come terzo pignorato: pertanto, dopo la notifica dell’atto deve accantonare le somme dovute al pensionato, nel rispetto dei limiti di legge, fino all’ordinanza di assegnazione del giudice.

La piattaforma consente quindi di concentrare in un unico punto le attività di consultazione e gestione, superando le precedenti modalità di comunicazione con la Direzione centrale Pensioni e con le sedi territoriali.

Tra le principali funzioni ci sono la consultazione dei dati di contatto, dei mandati di pagamento, delle coordinate associate, oltre alla possibilità di scaricare report in formato .xls e .txt. Con successivi messaggi, l’Inps comunicherà ulteriori funzionalità, come la variazione delle coordinate di pagamento e il trasferimento dei piani.

Come difendersi dal pignoramento della pensione

C’è chi consiglia procedure di dubbia trasparenza per mettere al riparo la pensione dal pignoramento. Ma state attenti: rischiate di trovarvi in guai persino più grandi qualora doveste decidere di seguire dei cattivi consigli.

Fatevi sempre consigliare da un esperto, il quale di certo saprà dirvi cosa fare.

A tal proposito, quello che possiamo dirvi in questa sede è che l’unica strada per evitare il pignoramento della pensione è quella di presentare un’opposizione all’esecuzione, sempre supportati da un legale, e sperare che il giudice riconosca le vostre ragioni.

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