Perché Zelensky ha scaricato Igor Kolomoisky, l’oligarca che lo lanciò in politica?

Enrica Perucchietti

6 Settembre 2023 - 10:00

E’ stato l’oligarca, quale eminenza grigia, a lanciare Zelensky attraverso la sua emittente televisiva 1+1, dove è stata trasmessa la serie «Servitore del Popolo», e a finanziarne l’ascesa politica.

Perché Zelensky ha scaricato Igor Kolomoisky, l’oligarca che lo lanciò in politica?

«Sulla corruzione la giustizia sarà assicurata».

Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha annunciato la nuova operazione con epurazioni, perquisizioni e sequestri nel Paese che ha preso di mira i vertici delle dogane ucraine ma anche personaggi potenti e in apparenza “intoccabili”, come Igor Kolomoisky, l’oligarca che lanciò in Televisione poi in politica lo stesso Presidente divenendo un suo stretto alleato.

L’incriminazione

L’oligarca ucraino Igor Kolomoisky è stato incriminato formalmente per presunta manipolazione finanziaria delle sue partecipazioni nel settore del petrolio e del gas.

Su Kolomoisky pesa il sospetto di frode e di aver riciclato oltre 500 milioni di corone (12,5 milioni di euro) tra il 2019 e il 2020.

L’oligarca controllava Ukrtatnafta, la più grande società di raffinazione dell’Ucraina, fino a quando non è stata sequestrata dal governo a novembre, poiché considerata una risorsa nazionale critica durante la legge marziale.

Questa incriminazione ha sollevato molte domande, in particolare riguardo ai motivi che hanno spinto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a «scaricare» uno dei suoi principali sostenitori e finanziatori nel mondo della politica.

Chi è Igor Kolomoisky

Iniziamo con un breve riassunto del percorso di Kolomoisky nella politica ucraina.

Nonostante le sue origini ebraiche e il suo coinvolgimento nella co-fondazione del Parlamento ebraico europeo, nel 2014 Kolomoisky ha sorprendentemente sostenuto i battaglioni punitivi banderisti inviati in Donbass per reprimere le insurrezioni dei ribelli anti-Maidan.

È stato il principale finanziatore della milizia neonazista Azov, di Aidar e Donbass fino a quando sono stati integrati nelle forze armate ucraine (AFU).

Come ci ricorda Clara Statello su L’Antidiplomatico, durante il suo mandato come governatore dell’Oblast di Dnipro, ha fondato il reggimento Dnipro 1, che portava il suo nome e utilizzava il tridente con la spada al centro come simbolo, simbolo associato alla formazione fascista e antisemita dell’OUN, guidata da Andrey Melnyk e Stepan Bandera, che collaborò con le SS durante la Seconda guerra mondiale.

È innegabile che questa associazione con gruppi paramilitari controversi sollevi domande sulla moralità di un individuo che fa parte della comunità ebraica. Come può una personalità così eminente essere associata a gruppi che adottano simboli legati all’estremismo e all’antisemitismo?

La pista dei soldi sembra spiegare parte di questa contraddizione. Dopo aver perso proprietà in Crimea a seguito della sua secessione, Kolomoisky sembra aver fatto affari d’oro dopo la svolta dell’Euromaidan.

Ha finanziato numerosi battaglioni paramilitari e rifornito l’esercito ucraino impegnato nella guerra in Donbass, e le sue attività giudiziarie indicano l’entità della sua fortuna.

Secondo il Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU), Kolomoisky avrebbe riciclato oltre mezzo miliardo di grivnie (circa 12 milioni di euro) all’estero nel periodo 2013-2020, utilizzando l’infrastruttura di istituti bancari da lui controllati.

Il «creatore» di Zelensky

Ciò che rende questa storia ancora più intrigante è il ruolo di Kolomoisky come «creatore» di Volodymyr Zelensky.

E’ stato proprio l’oligarca, quale eminenza grigia, a lanciare Zelensky nella politica attraverso la sua emittente televisiva 1+1, dove è stata trasmessa la serie «Servitore del Popolo,» che ha reso famoso l’allora attore comico.

Questo programma e gli ingenti finanziamenti di Kolomoisky hanno contribuito a far eleggere Zelensky come presidente dell’Ucraina nel 2019.

Perché è stato «scaricato»?

Tuttavia, l’incriminazione di Kolomoisky sembra indicare che Zelensky ha rotto i legami con il suo benefattore.

È importante notare che Zelensky non sembra essere un burattino nelle mani di Kolomoisky, e la sua presidenza ha dimostrato una relativa indipendenza.

La mossa di Zelensky di arrestare Kolomoisky potrebbe essere vista come un segno di forza e di emancipazione dal suo mentore. Per lungo tempo, infatti, Zelensky è stato considerato «l’uomo di Kolomoisky», ora il presidente ucraino, con questa mossa, si rivela essere tutt’altro che un burattino nelle sue mani.

Non solo, perché l’Ucraina è stata sottoposta a crescenti pressioni da parte dei suoi partner occidentali, in particolare l’UE, per contrastare la corruzione e da mesi ormai il Paese ha lanciato una campagna anticorruzione facendo arrestare funzionari e dirigenti.

Tuttavia, potrebbe esserci una ragione più oscura dietro questa mossa, come suggerisce ancora Statello.

Kolomoisky è stato sotto indagine dell’FBI dal 2019 ed è stato sanzionato dagli Stati Uniti nel 2021. La sua presenza rappresenta un problema per l’immagine dell’Ucraina agli occhi della comunità internazionale, soprattutto degli Stati Uniti, che cercano di integrare il paese nell’orbita dei «Paesi democratici» come parte della loro politica anti-russa.

L’incriminazione di Kolomoisky potrebbe quindi essere stata motivata da pressioni esterne, provenienti da Washington, anziché da una decisione autonoma di Zelensky. In tal caso, il presidente ucraino avrebbe dimostrato fedeltà agli interessi americani piuttosto che emanciparsi da Kolomoisky.

L’oligarca ucraino sarebbe stato «sacrificato» nell’ennesima articolata lotta per il potere e per il suo mantenimento.

A maggior ragione, in vista delle possibili prossime elezioni nel Paese.

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