Ucraina: giro di vite contro la corruzione, perquisita casa dell’oligarca Kolomoisky

Enrica Perucchietti

1 Febbraio 2023 - 19:08

In Ucraina azzerata la dirigenza dell’agenzia delle dogane. La polizia ha perquisito l’abitazione di Igor Kolomoisky, l’oligarca che ha sostenuto finanziariamente la campagna elettorale di Zelensky.

Ucraina: giro di vite contro la corruzione, perquisita casa dell’oligarca Kolomoisky

Nuovo giro di vite in Ucraina contro la corruzione.
Le autorità ucraine hanno licenziato «l’intera dirigenza dell’agenzia delle dogane» del Paese e hanno effettuato «perquisizioni nel servizio fiscale statale», anche in vista dei colloqui sulle riforme tra Kiev e l’Unione Europea di venerdì. La responsabile ad interim del servizio fiscale di Kiev, Oksana Datiy, è sospettata di operazioni illegali per un valore di oltre 15 miliardi di grivnie (oltre 375 milioni di euro).

Secondo il media locale Dumskaya, che cita fonti dell’ufficio del procuratore, un funzionario, dipendente del dipartimento per la politica agraria, l’alimentazione e le relazioni con la terra dell’amministrazione di Odessa, è stato arrestato per corruzione.

Ukrainska Pravda riporta che un alto funzionario del ministero della Difesa ucraino e due ex funzionari del dicastero sono stati accusati dall’ufficio del procuratore generale di appropriazione indebita di grosse somme di denaro e altri reati.

Ukrainska Pravda riporta inoltre che la polizia ucraina ha perquisito l’abitazione dell’oligarca Igor Kolomoisky, il noto miliardario con passaporto israeliano e cipriota. Sarebbe accusato di truffa in relazione alle società petrolifere di Ukrtatnafta e Ukrnafta. I reati contestati sarebbero appropriazione indebita di prodotti petroliferi per un valore totale di 40 miliardi di grivnie (circa un miliardo di euro), nonché di evasione dei dazi doganali.

Acerrimo nemico di Petro Poroshenko, Kolomoisky è il proprietario del canale televisivo che ha mandato in onda la serie con protagonista proprio Zelensky. Durante la presidenza di Poroshenko, era stato accusato di aver rubato oltre 5 miliardi dalla PrivatBank, fondata da lui stesso nel 1992 e poi nazionalizzata nel 2016.

A lungo si è speculato sui rapporti tra l’attuale presidente ucraino e l’oligarca: secondo alcuni, dietro Zelensky si sarebbero mossi i corposi interessi di Kolomoisky.

Nel 2014, durante i fatti di Maidan, Kolomoisky era il principale finanziatore di Pravy Sector, il “blocco destro” d’ispirazione ultra-nazionalista che si appropriò della rivoluzione, aprendo la fase più violenta e cupa della protesta. Successivamente, con lo scoppio della guerra in Donbass, Kolomoisky ha dato il proprio sostegno economico al battaglione Azov, formazione paramilitare d’ispirazione ultra-nazionalista e di estrema destra.

Nel 2019 Kolomoisky ha sostenuto finanziariamente la campagna elettorale per le presidenziali di Zelensky, con cui era in rapporti di affari da diverso tempo.

A commentare il giro di vite sulla corruzione è intervenuta anche la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha parlato di «stupidità» dei dirigenti di Kiev, commentando su Telegram le notizie emerse in queste ore. Zakharova si riferisce in particolare a una foto pubblicata da media ucraini in merito alla perquisizione all’ufficio di Oksana Datiy, capo ad interim del servizio fiscale. Su un foglietto appaiono scritte a penna alcune richieste tra cui un milione di dollari, un orologio Breguet e una pelliccia.

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