La Russia sta disturbando il segnale Gps in Europa per difendersi dall’Ucraina

Alessandro Nuzzo

2 Luglio 2026 - 21:30

La maggior parte delle interferenze al segnale Gps in Europa è opera della Russia: quali sono i rischi.

La Russia sta disturbando il segnale Gps in Europa per difendersi dall’Ucraina

Per la prima volta un satellite ha misurato dallo spazio l’entità reale del disturbo del segnale GPS che colpisce l’Europa e il Medio Oriente. Il risultato ha sorpreso persino chi ha realizzato la rilevazione: l’interferenza è molto più estesa e intensa di quanto si potesse immaginare, al punto da mettere in dubbio l’affidabilità della navigazione satellitare.

La misurazione arriva da Pulsar-0, il satellite sperimentale della startup californiana Xona Space Systems, che orbita a circa 500 chilometri di altezza come apripista di una futura costellazione da 300 satelliti pensata per offrire un’alternativa più robusta al GPS tradizionale. Il satellite porta a bordo anche un ricevitore GPS convenzionale, installato per confrontare le prestazioni del nuovo sistema con quello esistente.

Dalle rilevazioni effettuate dal satellite sperimentale è emerso che sopra il Nord America il segnale GPS risulta pulito e stabile. Non appena il satellite ha iniziato a sorvolare l’Europa, però, gli ingegneri si sono accorti che qualcosa non andava. Hanno spiegato di aspettarsi qualche disturbo, ma il livello rilevato è stato molto più alto del previsto. Nelle zone più colpite, l’intensità del segnale è crollata da circa 40 dB-Hz, considerati un livello normale, a 10 dB-Hz, una soglia troppo bassa per un utilizzo affidabile.

Fino a oggi si riteneva che il disturbo dei segnali GPS colpisse soprattutto la ricezione a terra. Le nuove misurazioni, invece, hanno dimostrato che anche i satelliti in orbita bassa, come quelli della costellazione Starlink o i satelliti utilizzati per osservare la Terra, possono perdere il segnale quando sorvolano le aree interessate dalle interferenze.

Il fatto che questi satelliti perdano il collegamento con il segnale GPS può creare non pochi problemi. Molti di loro utilizzano il GPS per determinare la propria posizione, sincronizzare gli orologi di bordo e orientarsi correttamente. Senza quel segnale diventa più difficile puntare le fotocamere verso la Terra o orientare le antenne nella direzione corretta.

L’impatto pratico, però, va ben oltre lo spazio. GPS e sistemi analoghi, come il Galileo europeo, vengono usati ogni giorno da servizi di emergenza, forze dell’ordine e vigili del fuoco per coordinare gli interventi. Sono fondamentali anche per le reti elettriche e di telecomunicazione, che li utilizzano per sincronizzare le proprie infrastrutture con precisione al secondo. Tutti questi sistemi restano vulnerabili perché il segnale GPS, trasmesso da satelliti collocati a un’altitudine molto elevata, oltre 20.000 chilometri, arriva a terra debole ed è relativamente facile da sovrastare con trasmissioni radio più potenti.

Chi è il responsabile delle interferenze e perché

Le interferenze rilevate lungo il continente europeo provengono soprattutto dalla Russia e sono note da anni. Secondo Mosca servirebbero a proteggere il Paese dagli attacchi dei droni ucraini. Anche in Medio Oriente le parti in conflitto utilizzano regolarmente dispositivi di disturbo per impedire ai nemici di rilevare correttamente la propria posizione in volo. Tuttavia, oltre ai motivi militari nelle zone di guerra, un nuovo studio condotto dall’Università del Texas individua anche una diversa fonte di disturbo del segnale GPS.

Alcuni satelliti russi di allerta precoce, in particolare uno chiamato Kosmos 2546, progettato per rilevare lanci di missili ed esplosioni nucleari, sarebbero collegati ad almeno tre delle 75 interruzioni di segnale registrate dal 2019. Queste interruzioni colpirebbero GPS, Galileo e il sistema cinese BeiDou, ma non il sistema di navigazione russo GLONASS.

Se si tratti di test intenzionali resta oggetto di dibattito. Alcuni esperti ipotizzano che possano essere semplici comunicazioni di servizio tra satelliti e stazioni di terra. C’è chi invece li considera test deliberati e li interpreta come l’inizio di una nuova fase della guerra elettronica: un disturbatore posizionato in orbita potrebbe, in teoria, colpire un intero continente ogni giorno.

Per arginare il problema si sta studiando un’alternativa composta principalmente da satelliti in orbita bassa, in grado di trasmettere segnali fino a 100 volte più potenti di quelli del GPS tradizionale e quindi molto più difficili da disturbare. Xona è una delle aziende più avanti in questo progetto e ha raccolto 170 milioni di dollari di finanziamenti per accelerare la produzione nel proprio stabilimento in California, con l’obiettivo di lanciare i primi sei satelliti a ottobre di quest’anno e avviare un servizio commerciale già all’inizio del 2027.