Perché è stato necessario spegnere un reattore della centrale nucleare di Zaporizhzhia

Luna Luciano

7 Agosto 2022 - 09:17

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Spento uno dei reattori nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, si teme per un possibile disastro nucleare. Ecco perché e cosa sta accadendo.

Perché è stato necessario spegnere un reattore della centrale nucleare di Zaporizhzhia

Procede a colpi di mortaio nel silenzio mediatico la guerra tra Ucraina e Russia, e aumenta la tensione in Europa a causa dello spegnimento di uno reattore della centrale di Zaporizhzhia.

Si torna quindi a temere per la situazione nella centrale nucleare ucraina, la più grande d’Europa, finita in mano ai russi lo scorso marzo e da quel giorno inquietante e pericoloso sfondo ai duri scontri tra i due eserciti. Tra i colpi di artiglieria e bombardamenti la centrale nucleare potrebbe andare incontro a un incidente nucleare, se non si presta la massima attenzione all’impianto.

Proprio nelle ore precedenti è stato necessario spegnere uno dei reattori della centrale. Lo ha dichiarato la società ucraina per l’energia atomica Energoatom, spiegando che la decisione è stata presa in seguito a un bombardamento che ha causato un grave rischioper il funzionamento sicuro dell’impianto”. Bombardamento di cui si accusano vicendevolmente Mosca e Kiev. Ecco cosa è accaduto e perché è stato necessario spegnere il reattore nucleare.

Perché è stato necessario spegnere un reattore della centrale nucleare di Zaporizhzhia

Scattano gli allarmi all’interno della centrale nucleare di Zaporizhzhia, a seguito di un bombardamento, del quale è ancora da chiarire la matrice russa o ucraina, si è attivato il sistema di protezione di emergenza su uno dei tre reattori funzionanti. Reattore che per l’appunto si è spento, come spiegato da Energoatom.

Il raid ha “gravemente danneggiato” una stazione di azoto e ossigeno e un edificio ausiliario. A seguito dell’incidente la società energetica ha affermato che il pericolo non è passato: c’è ancora un rischio di fuoriuscita di idrogeno e di sostanze radioattive, oltre al rischio elevato di incendio. La centrale è caduta in mano ai russi lo scorso marzo e da quel momento è diventato teatro di scontri tra i due eserciti. Tuttavia, l’impianto continua a produrre elettricità e il personale ucraino vi lavora ancora per garantirne la sicurezza.

Energoatom ha dichiarato che le esplosioni registrate sono state in tutto tre, tutte accanto a uno dei blocchi di alimentazione del reattore, mettendo a rischio il funzionamento sicuro dell’impianto. E mentre Mosca e Kiev si accusano reciprocamente, il reattore è stato spento ma i rischi ci sono e in molti temono un disastro.

Reattore spento nella centrale di Zaporizhzhia: si rischia un disastro nucleare

Con lo spegnimento di uno dei reattori della centrale, si torna a temere un possibile disastro nucleare. Il capo dell’Amministrazione militare regionale ucraina di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh, ha dichiarato che, in caso di incidente alla centrale nucleare, sarà quasi impossibile attuare i piani di evacuazione. Tutti i rifugi del territorio sono occupati dall’esercito russo. Intanto il consigliere del presidente ucraino, Mikhaylo Podolyak, ha twittato:

Questo giorno in Europa è stato possibile solo perché ieri la centrale nucleare di Zaporizhzhia non è esplosa per miracolo. La Russia l’ha sequestrata e sta mettendo in scena pericolose provocazioni. L’Aiea - ossia Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica - deve chiedere alla Russia di ritirarsi dalla centrale nucleare.

La richiesta è quindi quella di trasferire la centrale a una commissione speciale. Si è detto preoccupato anche il presidente dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, il quale ha sottolineato il rischio molto reale di un disastro nucleare che minaccia la salute pubblica e l’ambiente non solo in Ucraina ma in Europa.

Come spiegato dallo stesso Grossi le azioni militari devono essere assolutamente evitate, in quanto mettono a rischio incolumità della centrale, “qualsiasi potenza di fuoco militare diretta verso o dalla struttura equivarrebbe a giocare con il fuoco, con conseguenze potenzialmente catastrofiche”, chiedendo a Mosca e Kiev di riservare la massima attenzione in quella zona.

Le parole del presidente dell’Aiea raccontano un rischio noto ormai da mesi, eppure Russia e Ucraina continuano gli scontri nella zona, accusandosi a vicenda e rimpallandosi le responsabilità, mentre i colpi di artiglieria continuano a minacciare la salute pubblica e la sicurezza della centrale Zaporizhzhia, che se danneggiata, potrebbe generare un disastro nucleare sei volte più grande di quella di Chernobyl.

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