Perché Microsoft vuole acquistare TikTok

TikTok lotta per mantenere viva la sua presenza americana, e Microsoft è emerso come potenziale salvatore. L’analisi

Perché Microsoft vuole acquistare TikTok

Nelle ultime ore Microsoft ha confermato l’intenzione di portare avanti i colloqui per acquisire TikTok. Dichiarazioni arrivate dai vertici del colosso tech statunitense dopo le conversazioni tra il CEO, Satya Nadella, e il presidente Donald Trump.

Il tycoon, e prima di lui il segretario di stato Mike Pompeo, hanno più volte espresso l’intenzione di vietare l’app negli Stati Uniti. Ecco perché, come fanno notare in molti e in ultimo la CNN, l’acquisizione americana potrebbe risultare davvero salvifica per il futuro statunitense di TikTok.

Microsoft vuole ora rispondere alle preoccupazioni del presidente e completare “un’approfondita indagine” su sicurezza e possibili conseguenze economiche dell’operazione per gli interi USA.

Per la maggioranza degli analisti un eventuale accordo sarebbe utile a entrambe le società, ma - va detto - la transazione risulta al momento complicata e di non facile realizzazione.

Perché Microsoft vuole acquistare TikTok

Anche secondo la CNN, appare chiaro il perché dell’interesse di TikTok all’accordo: Trump potrebbe avere tutte le intenzioni di vietare l’app se non dovesse trovare un acquirente americano entro il 15 settembre.

In un simile scenario, Microsoft potrebbe essere l’unica speranza per l’app cinese. Anche perché tutti gli altri big tech che apparirebbero come la soluzione più naturale d’acquisizione - vedi Facebook, Google, Amazon e Apple - si trovano al momento ad affrontare un controllo antitrust che probabilmente finirebbe per ostacolare l’operazione.

Operazione che più analisti hanno descritto come un potenziale “colpo” per Microsoft, l’opportunità per appropriarsi di una delle piattaforme social in più rapida crescita del momento:

“Questa è l’occasione unica di un decennio, e ad un prezzo che potrebbe essere facilmente accessibile”,

ha scritto Dan Ives di Wedbush in una nota agli investitori lunedì.

Probabilmente Microsoft verserebbe una quota di 50 miliardi di dollari, vale a dire la valutazione stimata di TikTok come azienda autonoma, assumendo così il controllo delle operazioni dell’app negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova Zelanda.

La notizia di un possibile accordo è arrivata lo scorso venerdì, e dalla campana di chiusura di giovedì la capitalizzazione di mercato di Microsoft ha guadagnato 80 miliardi di dollari, segno inequivocabile che gli investitori sono attirati dall’idea.

Un business in crescita, ma occhio al fronte privacy

Dan Ives di Wedbush stima che la valutazione di TikTok possa raggiungere i 200 miliardi di dollari nel giro di pochi anni, vista la “curva crescente di utenti e coinvolgimento del social”.

Anche per Rishi Jaluria di DA Davidson il social ha il potenziale per crescere “in maniera esponenziale”, soprattutto perché la sua popolarità “è esplosa” durante la pandemia di coronavirus.

La tendenza di Microsoft a spostare la propria attenzione sulle offerte orientate al consumatore ha portato una larga fetta del successo della compagnia, si pensi al boom della divisione cloud. Da questo punto di vista, l’affare TikTok segnerebbe una mossa significativa verso lo spazio degli utenti:

“Microsoft è un’azienda che tutti conosciamo, ma è una società di software aziendale. TikTok potrebbe essere un modo per far crescere la propria presenza e le attività di consumo”,

ha spiegato Jaluria.

In ultimo, TikTok potrebbe rivelarsi cruciale nel mostrare le capacità aziendali di Microsoft: se il colosso tech è in grado di conciliare preoccupazioni sulle politiche di privacy dell’app e ospitare un social network in rapida crescita sul suo cloud di Azure, può fare passi avanti sul fronte sicurezza e geofencing enormi.

Ma ci sono dei rischi, e non sono da sottovalutare. Nell’ambito dell’accordo, Microsoft si è impegnato a garantire che i dati degli utenti americani saranno archiviati negli Stati Uniti.

ByteDance, società madre di TikTok, avrà così bisogno dell’approvazione da parte dei funzionari statunitensi, e potrebbe dover effettuare una sorta di pagamento al Ministero del Tesoro statunitense.

L’acquisizione di un’app creata in Cina potrebbe attirare nuovi controlli su Microsoft in un momento in cui le relazioni USA-Cina, in particolare per quanto riguarda il comparto tech, appaiono complicatissime.

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