Perché le grandi banche Usa tagliano le prospettive di crescita della Cina?

Federico Giuliani

28 Settembre 2024 - 06:34

Le principali banche d’investimento statunitensi hanno tagliato le loro proiezioni di crescita per la Cina quest’anno. Cosa dicono le loro analisi.

Perché le grandi banche Usa tagliano le prospettive di crescita della Cina?

Gli ultimi dati sull’economia della Cina hanno spinto alcune grandi banche statunitensi, come Goldman Sachs e Citibank, a tagliare le loro previsioni di crescita del Dragone. Allo stesso tempo, gli analisti di Nomura ritengono che il gigante asiatico potrebbe affrontare una seconda ondata di “shock economici”.

Quanto c’è di vero in queste analisi e quanto è dettato dalla propaganda insita nella nuova Guerra Fredda che contrappone le due principali potenze del mondo? Difficile rispondere ma andiamo con ordine. Secondo i numeri registrati dall’Ufficio nazionale di statistica (NBS) cinese, la produzione industriale del Paese è aumentata del 4,5% ad agosto su base annua, rallentando però rispetto al tasso del 5,1% di luglio e segnando la crescita più lenta da marzo.

Le vendite al dettaglio, un indicatore chiave dei consumi, sono aumentate del 2,1% ad agosto, decelerando da un aumento del 2,7% a luglio, in mezzo a condizioni meteorologiche estreme e un picco di viaggi estivi. Gli analisti si aspettavano però che la crescita fosse del 2,5%. Per chiudere il cerchio, gli investimenti diretti esteri in Cina hanno raggiunto i 580,19 miliardi di yuan (81,80 miliardi di dollari) nel periodo gennaio-agosto, in calo del 31,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’analisi delle grandi banche Usa

In base ad un simile scenario, le principali banche d’investimento statunitensi hanno tagliato le loro proiezioni di crescita per la Cina quest’anno. Le citate Goldman Sachs e Citigroup, per esempio, hanno ridotto le loro previsioni di crescita economica per l’intero anno al 4,7%, dopo che la debole attività economica di agosto del Dragone ha messo in luce la debole ripresa di Pechino e la sua necessità di poggiare su ulteriori stimoli per sostenere la domanda dei consumatori.

Goldman Sachs aveva inizialmente previsto una crescita annuale dell’economia del 4,9%, mentre Citigroup si era fermato al 4,8%. Ma la crescita incerta ha portato le società di brokeraggio globali a ridimensionare le loro proiezioni per il 2024 ben al di sotto dell’obiettivo del governo di circa il 5%. “Riteniamo che il rischio che la Cina non raggiunga l’obiettivo di crescita del pil annuale di ’circa il 5%’ sia in aumento, e quindi anche l’urgenza di ulteriori misure di allentamento della domanda sta aumentando”, ha affermato Goldman Sachs, mantenendo la previsione di crescita del pil del Paese per il 2025 al 4,3%.

Citigroup ha ridotto le sue previsioni per la fine del 2025 dal 4,5% al 4,2%, a causa della mancanza di importanti catalizzatori per la domanda interna. “Riteniamo che la politica fiscale debba intensificarsi per rompere la trappola dell’austerità e implementare tempestivamente il sostegno alla crescita”, hanno affermato gli economisti di Citigroup. La Bank of America ha invece abbassato le sue previsioni di crescita del pil cinese per il 2024 al 4,8%, al di sotto dell’obiettivo del governo del 5%.

La situazione in Cina

Nomura ha osservato che in Cina, sebbene vi sia stato un aumento dei finanziamenti obbligazionari governativi, la crescita degli investimenti infrastrutturali ha subito un forte rallentamento, perché gli enti locali sono limitati da rigide condizioni fiscali e “il settore immobiliare rimane in profonda contrazione”. “In mezzo a tagli salariali profondi e ampi in tutto il settore finanziario, il ritmo degli attuali cali dei prezzi delle case nelle città di primo livello è aumentato ad agosto”, hanno affermato gli analisti del gruppo giapponese.

“I nuovi completamenti di case hanno registrato la contrazione più grande dall’estate del 2022, quando un boicottaggio dei mutui su larga scala è stato innescato da un ritardo nella consegna di numerose case pre-vendute, indicando pochi progressi da quando Pechino ha promesso di garantire la consegna delle case pre-vendute e non finite”, hanno aggiunto gli esperti di Nomura, spiegando che l’economia cinese rischia di trovarsi ad affrontare una seconda ondata di shock.

“I dati di agosto escludono sostanzialmente la possibilità di raggiungere l’obiettivo ufficiale di crescita del 5% nel 2024, a meno che i vertici non siano disposti a lanciare un pacchetto di stimoli bazooka”, ha affermato Raymond Yeung, economista capo per la Cina presso Australia & New Zealand Banking Group Ltd. Attenzione, tuttavia, ai rapporti tra Usa e Cina: nel caso in cui dovessero precipitare ulteriormente, la situazione economica potrebbe ulteriormente complicarsi.