La Cina ha usato le ferrovie come motore di crescita economica. Ora il Messico vuole fare lo stesso

Andrea Fabbri

19 Luglio 2026 - 07:12

Il Messico sta preparando la più grande espansione della rete ferroviaria passeggeri. Il progetto è ispirato alla Cina e rivoluzionerà la mobilità del Paese

La Cina ha usato le ferrovie come motore di crescita economica. Ora il Messico vuole fare lo stesso

Il Messico sta vivendo un periodo di grandi cambiamenti. Il boom economico garantito dall’arrivo di moltissime aziende che vogliono “avvicinarsi” al mercato statunitense e le nuove politiche progressiste di Claudia Sheinbaum, volte allo sviluppo sostenibile e alla redistribuzione della ricchezza, stanno garantendo al Paese uno dei momenti di maggior crescita degli ultimi decenni.

Una crescita che dovrebbe proseguire nel settore delle infrastrutture: entro il 2030, se non ci saranno imprevisti, verranno costruiti in Messico più di 3.000 chilometri di nuove linee ferroviarie passeggeri.

Una rete ferroviaria completamente da rivoluzionare

Fino agli anni ‘90 la rete ferroviaria messicana era tra le migliori dell’America Centrale. L’arrivo delle privatizzazioni simbolo di quegli anni, però, portò a un aumento degli investimenti sul trasporto merci e a una progressiva sparizione dei treni passeggeri.

Treni passeggeri che a breve dovrebbero tornare a farla da padrone. Il governo messicano ha annunciato un progetto per la realizzazione di nuove linee di collegamento tra le aree metropolitane più popolose del Paese.

Tra i principali corridoi in cui verranno creati collegamenti ci sono quelli tra Città del Messico e Querétaro, Pachuca, Guadalajara, Monterrey, Saltillo e Nuevo Laredo.

Obiettivo quello di ridurre il traffico su gomma, ridurre le emissioni nocive e servire tratte considerate troppo “lunghe” per le auto e troppo “brevi” per gli aerei.

I primi passi e i numeri del progetto

Il primo esempio di come dovrebbero diventare le ferrovie messicane è El Insurgente, il treno che collega Toluca a Città del Messico inaugurato lo scorso 2 febbraio dalla Presidente Claudia Sheinbaum.

Un collegamento di 60 km fondamentale per decongestionare l’area metropolitana e alla portata di tutti: i biglietti costano meno di 6 dollari (neanche 5 euro).

El Insurgente è costato circa 5 miliardi di euro ed è solo il primo tassello di un progetto enorme per cui il governo ha già stanziato oltre 7 miliardi di euro e indetto bandi per la costruzione di corridoi nazionali dal valore di 58 miliardi di dollari, circa 51 miliardi di euro.

L’esempio della Cina

La scelta di potenziare e modernizzare le linee passeggeri fatta dal Messico ricorda molto da vicino quella della Cina.

Seppur con le dovute differenze, l’amministrazione Sheinbaum sta seguendo l’esempio del governo cinese che ha trasformato in due decenni le infrastrutture ferroviarie da mezzo di trasporto a vera e propria leva per lo sviluppo economico del Paese, trasformandosi nel primo polo mondiale per la logistica.

Quello che è sicuro è che l’idea è decisamente ambiziosa. Secondo gli esperti di infrastrutture recentemente intervistati dal The Economist, raramente si è visto un programma ferroviario di tale portata in un Paese che praticamente è all’anno 0 al livello di trasporto passeggeri.

Per ridurre i costi e accelerare la costruzione dei nuovi percorsi, infine, è previsto che molte nuove linee vengano realizzate parallelamente alle linee ferroviarie merci già esistenti.

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