Perché le azioni Arm sono destinate a crescere più di Tesla, Apple e Nvidia

Claudia Cervi

16 Settembre 2023 - 09:50

Dopo lo straordinario debutto a Wall Street, il prezzo di Arm potrebbe volare grazie al cloud computing e al’AI, superando il rally di Nvidia, Tesla e Apple. Ecco perché.

Perché le azioni Arm sono destinate a crescere più di Tesla, Apple e Nvidia

Arm Holdings, società britannica di progettazione di microchip controllata dalla holding giapponese SoftBank, ha fatto il suo ritorno a Wall Street con una IPO da record valutata a 54,5 miliardi di dollari. Nel primo giorno di contrattazione il titolo è salito del 25%, inviando un segnale positivo per l’intero settore tecnologico. Dopo aver fissato il prezzo dell’IPO in una forchetta tra 47 e 51 dollari per azione,

Arm ha aperto a 56,10 dollari, per poi chiudere a 63,59 dollari, con una valutazione completamente diluita di 67,9 miliardi di dollari.

Le premesse sono dunque molto positive. Vediamo nel dettaglio perché le azioni Arm sono destinate a crescere più di Tesla, Apple e Nvidia.

Arm spicca il volo a Wall Street

Fondata nel 1990 a Cambridge, Arm è nota per la vendita di microchip a giganti tecnologici come Apple e Samsung. Specializzata in chip per smartphone, l’azienda ora mira a guidare l’innovazione nell’intelligenza artificiale. Nel 2016, SoftBank acquisì Arm per 32 miliardi di dollari, mantenendo una quota di maggioranza, ma scegliendo di delistare il titolo da Londra e New York. Nel 2020, Nvidia cercò di acquistare Arm per 40 miliardi, ma l’accordo fallì a causa dell’opposizione delle autorità antitrust.

L’IPO di Arm a Wall Street è stata un trionfo, portando nelle casse di SoftBank, che controlla la società e ne manterrà il 90% delle quote, circa 4,9 miliardi di dollari. Molti dei principali clienti di Arm, tra compagnie tecnologiche e società produttrici di chip, hanno investito nell’offerta pubblica iniziale per 735 milioni di dollari: tra questi Apple, Alphabet, Intel, Samsung Electronics, Advanced Micro Devices e Nvidia.

Arm riaccende il faro sulle IPO

La quotazione di Arm si configura come cartina tornasole per le offerte pubbliche iniziali nel settore tecnologico. Dopo l’IPO di Kenvue, nata dallo spinoff di Johnson & Johnson, che a maggio ha raccolto 4 miliardi di dollari, quella di Arm la più grande quotazione dal 2021, ossia da quando il produttore di vetture elettriche Rivian ha raccolto circa 12 miliardi di dollari.

In meno di due anni, la valutazione di Rivian è tuttavia crollata di oltre il 77% annullando i risultati ottenuti durante l’era della pandemia, a causa dell’incertezza economica e dell’incremento dei tassi di interesse. Per capire se Arm seguirà questo tracciato occorre analizzare le potenzialità e i rischi all’interno del settore in cui la società opera.

Perché le azioni Arm sono destinate a crescere (più di Tesla, Apple e Nvidia)

Arm si posiziona in modo unico nel mondo dei microchip, con focus sulla progettazione senza la necessità di una produzione diretta: Arm fornisce progetti di alta qualità e concede licenze ad altre società, che poi si occupano della produzione fisica dei microchip. Questo significa che Arm non possiede fabbriche e ha un numero relativamente limitato di dipendenti, concentrando le proprie risorse sull’eccellenza nella progettazione di chip.

Questo approccio offre notevoli vantaggi ai clienti di Arm. Innanzitutto, permette di risparmiare sui costi di progettazione, una fase che richiede competenze tecniche molto specializzate. Inoltre, libera le aziende clienti dal vincolo di dover gestire l’intera catena di produzione, consentendo loro di concentrarsi sulle proprie competenze e risorse per ottimizzare l’assemblaggio e la distribuzione dei prodotti finiti.

Con una diffusione che spazia da elettrodomestici a server, l’azienda detiene il 99% del mercato dei cellulari, sebbene questo settore mostri segni di stasi (con un Cagr atteso del 6% entro il 2025). Tuttavia, Arm ha ampi margini di crescita nei settori del cloud computing e delle automobili connesse, con previsioni di crescita annuale del 17% e del 16% rispettivamente.

Rischi per gli investitori

L’investimento in azioni Arm richiede una valutazione attenta del rischio legato alla Cina. Il mercato cinese costituisce il 24,5% delle entrate di Arm, e la sua controllata Arm China rappresenta una quota significativa dei ricavi, rispettivamente il 24% e l’18% negli ultimi due anni fiscali. Benché Arm detenga solo una partecipazione indiretta del 4,8% in Arm China, la forte dipendenza aumenta l’incertezza sulle future operazioni.

Nel prospetto informativo dell’IPO, Arm avverte gli investitori dei rischi «significativi» legati alla Cina, compresi gli effetti di un possibile ordine esecutivo statunitense che limiterebbe gli investimenti in tecnologie sensibili cinesi. Questo potrebbe influenzare i clienti, i fornitori, Arm China e gli affari generali con la Cina.

Nel documento, Arm mette in guardia dal rischio che Arm China possa sviluppare prodotti concorrenti ai microprocessori, a scapito di Arm.