Il commento del Codacons sull’indagine che l’AGCM ha avviato su Apple: “Caso che dimostra lo strapotere dei colossi tecnologici, e per il quale ci aspettiamo una multa esemplare”.
La notizia è appena arrivata. Nella giornata di oggi, martedì 16 giugno 2026, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha annunciato di avere avviato un’indagine nei confronti di Apple, per la precisione, sulle società “Apple INC, Apple Distribution International LTD e Apple Italia SRL”.
Motivo: “l’osservanza dell’obbligo di interoperabilità previsto dal Digital Markets Act (“DMA”) a cui sono sottoposti i sistemi operativi iOS e iPadOS di Apple”.
L’Antitrust ha ricordato infatti che, ai sensi dell’articolo 6, par. 7, del DMA, “Apple deve garantire ai fornitori terzi di servizi cloud consumer, a titolo gratuito, l’effettiva interoperabilità con i sistemi operativi iOS e iPadOS, nonché parità di accesso alle stesse componenti hardware e software che sono disponibili per il servizio iCloud di Apple”.
Indagine su Apple dell’Antitrust: i fornitori terzi non avrebbero lo stesso accesso alle funzioni disponibili per iCloud
L’AGCM, si legge nel comunicato, ha spiegato la decisione sottolineando di disporre di elementi tali da “ritenere che i fornitori terzi di servizi cloud consumer potrebbero non essere posti nelle stesse condizioni del servizio iCloud di Apple, perché non sembrano avere accesso alle stesse componenti utilizzate o comunque rese disponibili al servizio iCloud”.
Per fare un esempio, ha continuato l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’impressione è “che Apple non consenta ai servizi per gli utenti finali di cloud storage alternativi di utilizzare le componenti di iOS e iPadOS che permettono di effettuare il backup integrale dei dati presenti sui dispositivi, consentito invece al servizio iCloud di Apple”.
In poche parole, L’Antitrust italiana sta verificando se Apple favorisca il proprio servizio di archiviazione online, iCloud, rispetto ai servizi concorrenti.
Il sospetto è che iCloud possa usare alcune funzioni speciali di iPhone e iPad (come il backup completo del dispositivo) che altri servizi cloud non possono utilizzare.
Se il sospetto fosse fondato, vorrebbe dire che i concorrenti non potrebbero offrire agli utenti le stesse funzionalità, con un possibile vantaggio ingiusto per Apple.
Indagine avviata in stretta cooperazione con la Commissione UE
L’Antitrust ha precisato che è la prima volta che esercita i poteri previsti dall’articolo 38, par. 7, del DMA, specificamente attribuite dalla legge 30 dicembre 2023, n. 214, recante “Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022”, e, in particolare, dall’articolo 18, “Misure per l’attuazione del regolamento (UE) 2022/1925 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2022, relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale”.
Tale legge stabilisce che l’Authority può prestare supporto alla Commissione europea con lo svolgimento di indagini preliminari ai sensi del DMA.
Di fatto, il procedimento è stato avviato in stretta cooperazione con la Commissione UE.
Di conseguenza, l’esito dell’indagine dell’AGCM sarà trasferito a Bruxelles, per sostenere la Commissione “nell’esercizio del suo ruolo di unica Autorità preposta all’applicazione del DMA”.
La reazione del Codacons. Riferimento allo “strapotere” delle Big Tech
Immediata la reazione del Codacons, che ha commentato l’avvio dell’indagine affermando che, nel caso in cui dovessero essere accertate pratiche illecite, la previsione è di “una multa esemplare” nei confronti di Apple per i danni arrecati agli utenti, al mercato e alle altre imprese.
Così l’Associazione dei consumatori:
“Ancora una volta le Big Tech si ritrovano al centro di indagini da parte dell’Autorità per comportamenti che violerebbero la concorrenza danneggiando non solo altri operatori, in questo caso i fornitori di servizi cloud consumer, ma anche i consumatori, i quali subirebbero una limitazione delle proprie scelte economiche – spiega il Codacons – Un caso che dimostra lo strapotere dei colossi tecnologici, e per il quale ci aspettiamo una multa esemplare da parte sia dell’Antitrust, sia della Commissione Europea, in caso di conferma delle violazioni contestate”.