Investire nel debito italiano: perché è un momento magico per i bond

Violetta Silvestri

16/05/2023

Perché investire ora nei titoli di Stato italiani è conveniente? Il debito dell’Italia torna a suscitare interesse: i motivi e le prospettive secondo un’analisi estera.

Investire nel debito italiano: perché è un momento magico per i bond

Investire o no sul debito italiano? Per alcuni analisti le obbligazioni del nostro Paese stanno tornano attraenti, tanto che qualcuno ha parlato di un “momento magico” per i nostri bond.

Gli investitori internazionali sembrano pronti a invertire un decennio di disinvestimento dai titoli di Stato italiani, poiché gli alti rendimenti e i rapporti economici incoraggianti stimolano la domanda per il nostro debito. Questo è emerso da un articolo diffuso da Reuters.

Secondo gli analisti stranieri questo interesse verso le nostre obbligazioni sarebbe un voto di fiducia in quello che per anni è stato visto come uno dei mercati obbligazionari più rischiosi della zona euro e aumenterebbe gli sforzi di Roma per gestire il secondo indebitamento più grave del blocco, mentre la Banca centrale europea riduce i suoi acquisti di obbligazioni.

Perché acquistare debito italiano ora? La risposta di alcuni esperti, senza dimenticare i rischi che corre il sistema Paese, pronti a riportare ombra sulla fiducia straniera.

Il momento magico delle obbligazioni italiane

L’analisi di Reuters parla chiaro: le disponibilità estere di titoli di Stato italiani sono aumentate a febbraio dopo 10 diminuzioni mensili consecutive, secondo i dati della Banca d’Italia.

Gli analisti affermano che una crescita economica più solida del previsto, il calo del debito pubblico e la prospettiva di stabilità politica sotto il governo di Giorgia Meloni stanno iniziando ad attirare gli investitori stranieri verso le obbligazioni italiane, la cui domanda si è dimostrata resiliente nonostante le recenti turbolenze bancarie e le agitazioni dei mercati.

Domenico Siniscalco, vicepresidente di Morgan Stanley ed ex ministro dell’Economia italiano, ha affermato che l’Italia non è più considerata un obiettivo di speculazioni e che gli investitori internazionali ora guardano al “Paese con totale calma e fiducia”. “Questo è un momento magico per le obbligazioni italiane”, ha detto a Reuters.

La quota di debito pubblico italiano detenuta da investitori esteri è scesa al di sotto del 20% alla fine del 2022 da circa il 50% prima della crisi finanziaria del 2008, mostrano i dati della Banca d’Italia. La crisi del debito della zona euro del 2012 e la pandemia hanno innescato forti vendite.

Luca Cazzulani, responsabile della ricerca strategica di UniCredit, ha affermato che il livello di rendimento ora offerto dai titoli italiani rende difficile ignorarlo per le banche e i fondi esteri. Il rendimento dei Btp decennali italiani è salito dal minimo storico intorno allo 0,4% di febbraio 2021 a circa il 4,2%, dopo il massiccio ciclo di rialzi dei tassi della Bce iniziato lo scorso luglio.

I rendimenti a 10 anni sono quasi il doppio di quelli dei titoli omologhi tedeschi con rating più elevato e circa 70 pb sopra i rendimenti Usa di riferimento.

In generale, il calo del rapporto debito/Pil dell’Italia al 144,6% lo scorso anno, in diminuzione di cinque punti percentuali rispetto all’anno precedente e di 10 punti rispetto al 2020, ha aiutato il sentiment. Giorgia Meloni ha puntato quest’anno a un calo al 141,4%.

La tendenza al ribasso è stata aiutata dall’impennata dell’inflazione, che aumenta le entrate e il Pil nominale, e quindi abbassa proporzionalmente il rapporto debito/Pil. C’è poi una fiducia che il Governo di centrodestra sia piuttosto unito e non voglia necessariamente fare guerra all’Europa (anche se le prime crepe su Mes e Pnrr si son già palesate).

Tutto questo basterà a riportare la fiducia nel sistema Italia? Attenzione alle ombre che possono incupire lo scenario nazionale.

Investire in titoli di Stato italiane: attenzione a questi rischi

Il quadro non è tutto rose e fiori per l’Italia. Il rialzo dei tassi della Bce aumenta i costi di indebitamento per le aziende e per lo Stato e il nostro Paese sta lottando per rispettare gli impegni politici alla Commissione europea in cambio di circa 200 miliardi di euro di fondi.

L’Italia è in ritardo nella spesa dei trasferimenti Ue che ha già ricevuto e sono sorte diverse criticità sulla reale capacità di riforme e investimenti della nazione. Non a caso, occorre ricordare che i giudizi e le previsioni sull’Italia oscillano tra l’ottimismo e lo scetticismo.

Poche settimane fa Goldman Sachs ha suggerito agli investitori di puntare sui Bonos spagnoli al posto dei Btp italiani. E la banca Usa Citi ha bocciato la strategia italiana sul debito solo diversi giorni fa.

In controtendenza Fitch Ratings. Il mese scorso ha tagliato il rating della Francia, ma ha confermato l’Italia a BBB con outlook stabile venerdì scorso, mentre ha alzato la sua previsione per la crescita del Pil italiano quest’anno all’1,2% dallo 0,5%, al di sopra della stima del governo.

Il debito italiano potrebbe davvero rivivere una nuova primavera. L’ottimismo c’è, ma resta cauto. Diversi sono i punti interrogativi a cui rispondere, in un quadro europeo e mondiale dominato da forti incertezze.

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