Perché investire in box auto non sarà più redditizio in futuro?

Guido Giaume

4 Novembre 2024 - 07:16

Per chi ha investito tradizionalmente in box auto e garage, le prospettive potrebbero non essere così rosee. Ecco perché.

Perché investire in box auto non sarà più redditizio in futuro?

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di Internet of Things (IoT), una tecnologia che connette dispositivi intelligenti per migliorare la nostra vita quotidiana.

Un esempio? Il frigorifero che ci avvisa su WhatsApp quando il latte sta per scadere. O la casa che regola autonomamente le tapparelle per mantenere la temperatura ottimale e ridurre il consumo energetico.

Ma la stessa tecnologia IoT rivoluzionerà anche il nostro modo di spostarci, grazie all’arrivo delle auto a guida autonoma. Veicoli in grado di guidarsi da soli, destinati a cambiare radicalmente la nostra percezione della mobilità.
Come profetizzava Jeremy Rifkin più di 20 anni fa, stiamo vivendo nell’era dell’accesso: non è più fondamentale possedere un oggetto, bensì usufruire dei vantaggi che esso offre.

Oggi questo principio si riflette chiaramente nel mercato automobilistico: le case produttrici cercano di noleggiarci le auto invece di venderle, puntando a fornire un servizio di mobilità, mantenendo la proprietà dei veicoli.

Attualmente, le auto rimangono parcheggiate il 95% del loro ciclo di vita, rappresentando uno spreco di capitale enorme. Affrontiamo questo costo per garantirci la comodità di avere un’auto disponibile quando serve, ma in realtà già comprendiamo quanto poco redditizio sia possedere un veicolo. Tuttavia, l’alternativa attuale – pagare un conducente – risulta ancora più costosa. Ma cosa succederà quando a guidare sarà un computer?

In un futuro non così lontano, avremo app sul cellulare per chiamare un’auto autonoma invece di un taxi. Il pagamento sarà basato sul modello di auto e sul tempo d’attesa: più flessibili saremo, meno pagheremo, proprio come accade già per i voli aerei.

Le implicazioni di questa evoluzione sono profonde. Con la diminuzione delle auto circolanti e l’aumento dell’efficienza di utilizzo per ciascun veicolo, l’industria automobilistica non si concentrerà più sulla vendita delle auto, ma sulla vendita del servizio di trasporto. La redditività si sposterà dalla vendita del mezzo alla vendita del valore del viaggio per ogni singolo utente.

Ma come si lega tutto questo agli investimenti immobiliari e non? Per chi ha investito tradizionalmente in box auto, le prospettive potrebbero non essere così rosee.
Ricordo una conversazione con un uomo appassionato di investimenti in box: ogni volta che aveva qualche risparmio, acquistava un nuovo box, considerandolo l’affare perfetto. Secondo lui, gli appartamenti erano problematici da gestire, ad esempio per le implicazioni legali in caso di morosità, mentre i box erano legalmente molto più semplici e facilmente rivendibili.

Eppure, la guida autonoma potrebbe mettere in discussione questa visione. Nel giro di dieci anni, con la diminuzione delle auto di proprietà e quindi della necessità di ricovero, la domanda di box potrebbe calare drasticamente, portando con sé una riduzione della redditività di questi investimenti.

Quindi il figlio di questo saggio investitore potrebbe trovarsi in una situazione paradossale: ereditare un bene che, come le fabbriche di finimenti per cavalli dopo l’invenzione dell’automobile, rischia di perdere rapidamente valore.