Perché il Treasury USA al 5,2% potrebbe essere un’occasione per il risparmiatore italiano?

Tommaso Scarpellini

26 Maggio 2026 - 14:55

Treasury al 5,2% o BTP? I numeri sembrano chiari, ma il rischio nascosto potrebbe ribaltare tutto. Rendimenti, fiscalità e cambio: il quadro è più complesso di quanto appaia.

Perché il Treasury USA al 5,2% potrebbe essere un’occasione per il risparmiatore italiano?
Ricevi le notizie di Money.it su Google
Aggiornamenti, approfondimenti e analisi direttamente su Google.
Segui

C’è un numero che circola tra i gestori patrimoniali e che molti risparmiatori italiani ancora non hanno messo a fuoco: 5,2%. È il rendimento che il decennale americano ha sfiorato di recente, un livello che non si vedeva da quasi vent’anni. Nel frattempo, chi ha i risparmi parcheggiati in BTP decennali porta a casa poco più del 4,5%, con un differenziale che inizia a pesare sul tavolo delle scelte finanziarie.

Per capire perché il Treasury decennale statunitense al 5,2% stia attirando attenzione, bisogna fare un passo indietro sul ciclo dei tassi d’interesse. La Federal Reserve ha condotto tra il 2022 e il 2023 uno dei cicli di rialzo più aggressivi della storia recente, portando i Fed Funds Rate da quasi zero a oltre il 5%. Questa traiettoria ha trascinato verso l’alto i rendimenti dei titoli di stato americani lungo tutta la curva, compresi i decennali. Negli anni successivi non c’è stata una vera e propria normalizzazione dei tassi. E il rendimento quindi è rimasto alto. E quindi, chi entra oggi su un Treasury al 5,2% si assicura quel flusso cedolare per dieci anni, indipendentemente da ciò che accadrà dopo.

Il confronto con il BTP trentennale italiano è inevitabile e necessario. Al momento della redazione, il rendimento del trentennale italiano si colloca intorno al 4,5%. Il Treasury offre quindi circa 120-130 punti base in più, a parità di scadenza. Va però chiarito subito un elemento tecnico cruciale: il Treasury è denominato in dollari. Per un risparmiatore italiano che ragiona in euro, esiste il rischio di cambio EUR/USD. Se il dollaro si indebolisce rispetto all’euro durante la vita del titolo, il rendimento effettivo percepito in euro potrebbe risultare inferiore, o addirittura negativo nei casi estremi. Questo rischio non va sottovalutato: è reale, misurabile e storicamente rilevante. [...]

Money

Questo articolo è riservato agli abbonati

Abbonati ora

Accedi ai contenuti riservati

Navighi con pubblicità ridotta

Ottieni sconti su prodotti e servizi

Disdici quando vuoi

Sei già iscritto? Clicca qui

​ ​