Perché il 2027 potrebbe essere l’anno peggiore per chi ha un mutuo a tasso variabile

Tommaso Scarpellini

5 Giugno 2026 - 07:54

Tassi in calo, ma il peggio potrebbe non essere passato. Il 2027 si avvicina con promesse e rischi che sembrano contraddirsi. Mutui, BTP, cicli monetari.

Perché il 2027 potrebbe essere l’anno peggiore per chi ha un mutuo a tasso variabile

C’è una data che molti mutuatari italiani non hanno ancora cerchiato sul calendario, ma che potrebbe cambiare radicalmente la loro situazione finanziaria.I meccanismi che governano i tassi di interesse sembrano muoversi in modo lento e silenzioso, ma quando accelerano, lo fanno con una forza che pochi riescono ad anticipare. Ricordate il 2022? Capire cosa potrebbe accadere entro il 2027 non è di minore importanza e, per chi ha mutui accesi, c’è un elemento che non deve passare inosservato.

Per comprendere la vulnerabilità potenziale del prossimo anno, è necessario inquadrare il contesto macroeconomico con una certa precisione. Tra il 2022 e il 2023, la Banca Centrale Europea ha messo in atto uno dei cicli di rialzo dei tassi più rapidi della sua storia, portando il tasso sui depositi dal territorio negativo fino al 4%. Una stretta monetaria di questa portata non si vedeva in Europa da decenni.

A partire dalla fine del 2024, la BCE ha avviato un ciclo di tagli graduali, con l’obiettivo dichiarato di normalizzare le condizioni finanziarie senza soffocare una crescita già fragile. I mercati, con il loro abituale ottimismo anticipatorio, hanno scontato rapidamente questi tagli, contribuendo a una discesa dell’Euribor che ha alleviato temporaneamente le rate dei mutui variabili. Il problema strutturale, tuttavia, non sarebbe risolto: si potrebbe semplicemente aver spostato nel tempo. [...]

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