Mutuo a tasso variabile con Cap, conviene?

Non solo tasso fisso o tasso variabile. Tra le alternative, il mutuo con rata protetta è una valida soluzione, ma attenzione ai rischi.

Mutuo a tasso variabile con Cap, conviene?

Tra le tipologie di mutuo più utilizzate negli ultimi anni c’è il tasso variabile con Cap, che è una formula adottata da alcuni istituti di credito in base alla quale viene stabilito un tetto massimo oltre il quale la rata del finanziamento non potrà andare.

In questa breve guida vedremo che cos’è il mutuo a tasso variabile con Cap e scopriremo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di scegliere questa soluzione.

Cos’è il mutuo Cap e come funziona?

Il mutuo a tasso variabile con Cap è la scelta ideale per chi vuole risparmiare sulla rata del prestito sfruttando l’andamento del tasso dell’Euribor, che lo ricordiamo, è l’indice di riferimento dei mutui a tasso variabile, ma allo stesso tempo vuole la certezza che la rata non potrà salire oltre una certa soglia.

Di fatto, il mutuo con Cap è strutturato come un tasso variabile, con la possibilità dunque che la rata possa subire dei rialzi o ribassi in base all’andamento del parametro di indicizzazione, solitamente l’Euribor. Il mutuatario, pertanto, continuerà a rimborsare il mutuo indicizzato fino a quando, in caso di aumento dei tassi, non si raggiunga la soglia del tetto massimo (detto Cap, dall’inglese «cappello»).

Facciamo un esempio. Se nel contratto di mutuo ipotecario stipulato con la banca fosse stabilito un tasso variabile pari all’Euribor 3 mesi oltre ad uno spread dell’1,00 e un Cap massimo del 3,50%, significherebbe che il mutuatario pagherà il mutuo al tasso dello 0,60% (Euribor 3 mesi -0,40 + spread 1,00) e questo potrà subire modifiche, sia al ribasso che al rialzo come un tradizionale tasso indicizzato, fino all’eventuale raggiungimento del Cap, il tasso massimo prestabilito in contratto del 3,50%.

Nel caso specifico, per un mutuo di 120.000 euro in 20 anni, la rata non potrà superare l’importo mensile di 695,95 euro. Qualora i tassi dovessero superare la soglia del Cap, la rata del mutuo rimarrà bloccata al tasso massimo. In caso di successivo ribasso dei tassi, anche la rata tornerà a scendere.

Mutuo tasso variabile con Cap: pro e contro

Non c’è dubbio che il mutuo variabile con Cap offra una maggiore garanzia sul futuro rispetto al tasso variabile tradizionale. Considerata la paura di tanti mutuatari di sottoscrivere un classico mutuo variabile, con tutti i rischi connessi all’andamento dell’Euribor, il tasso variabile con Cap garantisce la certezza di avere una rata massima nel caso di un forte rialzo dei tassi. Ma la scelta del mutuo a tasso variabile con Cap, spesso, è più legata ad un aspetto psicologico.

Infatti, nella storia dei mutui con Cap, poche volte si è verificato che il tasso massimo sia stato raggiunto, o quando è stato toccato, è durato per un periodo molto breve. Questo è per il fatto che il tasso soglia viene stabilito dalla banca sulla base di calcoli tendenzialmente a vantaggio dell’istituto di credito.

Per questo motivo, prima di prendere in considerazione questa tipologia di tasso, sarebbe opportuno valutare con attenzione il livello del Cap. Se fosse troppo alto e difficilmente attivabile, è probabile che sia poco conveniente.

Il motivo principale per cui a volte non conviene il mutuo a tasso variabile con tasso massimo è rappresentato proprio dal valore del Cap, spesso molto elevato. Inoltre, un altro svantaggio del mutuo con Cap è dato dallo spread, anch’esso spesso troppo alto. D’altronde, essendo il tasso con Cap una tipologia di mutuo con «assicurazione», è normale che si paghi un prezzo più alto rispetto ad un tasso variabile puro.

Il mutuo a tasso variabile con Cap è stato utilizzato per lo più da mutuatari che negli anni passati hanno avuto paura che i tassi potessero salire a livelli molto alti.

Chi ha un mutuo a tasso variabile con Cap stipulato diversi anni fa e non ha ancora chiesto la surroga del mutuo, oggi potrebbe usufruire dei tassi ai minimi storici passando ad un variabile puro e, come abbiamo visto nell’ultimo Osservatorio dei migliori mutui di febbraio, ottenere un tasso inferiore allo 0,40%, oppure optare definitivamente per un mutuo fisso con rata costante per tutta la durata residua del finanziamento con un tasso a partire da 0,50%, senza clausole del mutuo, spesso molto costose.

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