Perché gli americani più ricchi stanno investendo nei fondi di credito privato?

Redazione Money Premium

14/09/2025

Blackstone resta in cima con il suo fondo Bcred che ha attratto oltre 11 miliardi nell’ultimo anno, portando gli asset a 73 miliardi di dollari. Ma la concorrenza si è intensificata.

Perché gli americani più ricchi stanno investendo nei fondi di credito privato?

Il mondo dei fondi di credito privato sta vivendo un cambiamento epocale. Se fino a pochi anni fa erano i grandi investitori istituzionali – fondi pensione, compagnie assicurative ed endowment universitari – a guidare la raccolta, oggi sono gli investitori facoltosi a dettare le nuove regole del gioco. La spinta proveniente dai singoli risparmiatori ad alto patrimonio ha superato le aspettative, ridefinendo non solo le dinamiche di mercato ma anche le strategie dei principali gestori globali.

Secondo i dati della banca d’investimento RA Stanger, nei primi sei mesi dell’anno i risparmiatori americani hanno immesso circa 48 miliardi di dollari nei fondi di credito privato, superando già la raccolta complessiva del 2023 e avviandosi verso un nuovo record oltre gli 83,4 miliardi segnati nel 2024. Un ritmo che conferma l’attrattiva di questi strumenti in un contesto di rendimenti più bassi sui mercati tradizionali.

La crescente importanza dei privati è stata rafforzata dalle riforme normative che hanno consentito di inserire il credito privato nei piani pensionistici 401k. Una svolta che ha ampliato in maniera decisiva l’accesso a questa asset class.

Il fenomeno non è limitato agli Stati Uniti. Anche in Europa l’interesse è in piena espansione: i patrimoni investiti nei fondi di private credit hanno più che raddoppiato il loro valore in un anno, toccando i 24 miliardi di euro a giugno, come rilevato dalla società di consulenza Novantigo. Questo boom ha alimentato un’ondata di nuovi lanci, con 37 veicoli attivi nel 2024 contro appena 6 nel 2022.

Blackstone, leader di lungo corso, resta in cima con il suo fondo Bcred che ha attratto oltre 11 miliardi nell’ultimo anno, portando gli asset a 73 miliardi di dollari. Ma la concorrenza si è intensificata: Apollo, Ares, Blue Owl e Cliffwater stanno conquistando quote di mercato, riducendo la posizione dominante che Blackstone deteneva fino al 2021, quando controllava quasi il 90% del segmento.
Cliffwater, in particolare, è emersa come sorpresa, raccogliendo circa 11 miliardi in un solo anno e superando i 30 miliardi di patrimonio. Una performance che dimostra quanto la competizione tra gestori stia diventando serrata.

L’afflusso di capitali privati apre prospettive di crescita enormi per i mercati privati. Secondo Moody’s, si tratta di “una delle più grandi nuove frontiere di sviluppo” per l’intera industria finanziaria. Ma non mancano le sfide: la forte concorrenza tra fondi ha ridotto i margini sui prestiti, mentre la pressione a collocare rapidamente il capitale rischia di abbassare la qualità delle operazioni finanziate.
Inoltre, l’eccesso di liquidità potrebbe trasformarsi in vulnerabilità in caso di crisi di fiducia. Tuttavia, la stabilità mostrata dagli investitori privati anche in fasi di volatilità – come quella seguita ai dazi commerciali americani – segnala che il trend è destinato a consolidarsi.

I fondi di credito privato non sono più un territorio riservato alle élite istituzionali. L’ingresso massiccio degli investitori facoltosi e il successo dei fondi evergreen hanno segnato una svolta irreversibile. Se da un lato questo rafforza la resilienza del settore, dall’altro impone nuove strategie per garantire rendimenti sostenibili in un mercato sempre più affollato.