Crescita rapida, opacità e recenti insolvenze sollevano timori sulla qualità del credito e sui rischi per il sistema: investitori e autorità devono aumentare la vigilanza
Il settore del private credit, oggi stimato attorno ai tremila miliardi di dollari a livello globale, continua a crescere alimentando timori sempre più consistenti. Le recenti crisi di First Brands e Tricolor Holdings — entrambe finanziate da istituzioni non bancarie — hanno riaperto il dibattito sui rischi nascosti di un mercato ampio, poco trasparente e in rapida trasformazione.
Figure di primo piano, dal direttore generale di una delle principali banche statunitensi al governatore della Banca d’Inghilterra, hanno evocato immagini inquietanti: dai cosiddetti “cockroach moments” al “canarino nella miniera”. La domanda chiave è se questi episodi siano casi isolati o i primi segnali di un problema più diffuso.
Per ora, prevale l’interpretazione secondo cui i fallimenti nel settore automobilistico statunitense dipendano soprattutto da fragilità specifiche delle singole aziende. Nonostante l’espansione degli ultimi anni, il credito privato rappresenta ancora una frazione limitata del debito societario totale e opera spesso tramite fondi con leve moderate e basse pressioni di rimborso. Inoltre, condizioni macroeconomiche favorevoli — tassi in calo e bilanci aziendali solidi — offrono un cuscinetto di stabilità. [...]
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