Perché Chiara Ferragni è stata assolta dal Pandoro gate

Ilena D’Errico

16 Gennaio 2026 - 11:50

Chiara Ferragni non è colpevole di truffa aggravata per il Pandoro gate. Ecco perché.

Perché Chiara Ferragni è stata assolta dal Pandoro gate

Sotto gli occhi attenti dei milioni di follower di Chiara Ferragni la spinosa vicenda del Pandoro Gate è arrivata a fine corsa. Molti hanno tirato un sospiro di sollievo, altri sono sdegnati, senza davvero capire perché Chiara Ferragni è stata assolta. Agli occhi del pubblico arriva questo concetto: se non è stata condannata per truffa allora è stata assolta, senza apparenti motivi. C’è un problema di fondo, però, perché in realtà non c’è stata alcuna assoluzione. Chiara Ferragni è stata prosciolta, una differenza che sembra un inutile tecnicismo ma fondamentale per capire quanto accaduto. Approfondiamo la questione chiarendo i vari passaggi che hanno portato a questo risultato.

La procedibilità del reato di truffa

La procedibilità di un reato distingue il requisito necessario per avviare l’azione penale. Ci sono reati procedibili a querela della persona offesa e altri procedibili d’ufficio, senza alcuna azione necessaria da parte della vittima, la quale può comunque interessare le autorità mediante una denuncia. I reati procedibili a querela della persona offesa, comunque, non producono un interesse pubblico tale per giustificare indagini e un eventuale procedimento penale, tenendo soprattutto conto del sovraccarico in cui versa il sistema giudiziario.

Ponendola semplicisticamente, è la vittima ad aver subito il reato, pertanto decide se l’azione penale è superflua o meno. Per altri reati ciò non accade e sono procedibili d’ufficio, per esempio perché comportano un elevato impatto sociale, un’offesa privata particolarmente grave e così via. La truffa, in linea generale, è un reato procedibile a querela della persona offesa.

Lo Stato non agisce autonomamente per il danno patrimoniale che produce, tranne che in situazioni di alta gravità e particolare meritevole tutela delle vittime. Di conseguenza, si procede d’ufficio per alcune ipotesi di truffa aggravata.

Chiara Ferragni è stata prosciolta

Veniamo ora alla situazione specifica di Chiara Ferragni, imputata di truffa aggravata per minorata difesa. L’accusa aveva ipotizzato questa aggravante a carico di Ferragni e dei coimputati, affermando sostanzialmente che chi ha comprato il fatidico pandoro fosse stato più facilmente raggirato a causa dei mezzi mediatici e della conseguente distanza rispetto all’influencer.

Il giudice della terza sezione penale di Milano che si è pronunciato sul caso, Ilio Mannucci Pacini, non ha però ritenuto sussistente questa aggravante (non considerando utenti e consumatori in una posizione di particolare vulnerabilità. visti i mezzi disponibili) e ha riqualificato il reato in truffa semplice. Quest’ultima è procedibile soltanto con la querela della persona offesa, mancante perché il Codacons l’ha ritirata in seguito dell’accordo di risarcimento. Per questi motivi non è tecnicamente possibile continuare il processo, né sarebbe utile farlo.

Prosciolta o assolta?

Il proscioglimento indica tutte le ipotesi in cui il processo penale non si conclude con una condanna, ma non necessariamente corrisponde a un’assoluzione, che peraltro potrebbe essere di diversi tipi. Il tribunale di Milano ha emesso una sentenza di non doversi a procedere per estinzione del reato, in questo caso specifico dovuta alla remissione della querela (e alla riqualificazione a truffa semplice). In questi casi, il giudice non entra proprio nel merito della vicenda, poiché non ci sono le condizioni per farlo.

Non dobbiamo però cadere nell’errore di pensare che questo sia un modo per farla passare liscia ai colpevoli impunemente. Se si arriva alle condizioni per un proscioglimento, come vediamo benissimo in questo caso, significa che non c’è davvero motivo né interesse per proseguire. L’aggravante è venuta a mancare, quindi non ci sono state condizioni di gravità tale da giustificare la procedibilità d’ufficio. Il processo sarebbe comunque potuto continuare con la querela, che è stata però ritirata dietro un risarcimento. Non importa una punizione (peraltro eventuale) fine a sé stessa, ma che le vittime siano state ristorate in modo soddisfacente (altrimenti non sarebbe stata rimessa la querela).

In sintesi, agli occhi della legge Chiara Ferragni non è colpevole di truffa nella vicenda del Pandoro Gate, non sappiamo cosa sarebbe accaduto se non fossero cadute l’aggravante o la querela e tutto sommato nemmeno ha utilità saperlo. L’idea di evitare un processo pagando (il risarcimento) fa storcere il naso, ma in una situazione di questo tipo di cosa avevano bisogno davvero i consumatori?

Al di là dell’aspetto giuridico, poi, ognuno può avere le proprie considerazioni personali di natura etica, comunicativa e professionale sulle modalità con cui Chiara Ferragni ha gestito la situazione. La mancata trasparenza, i modi di risoluzione del problema, le dichiarazioni fatte e gli intenti manifestati continuano comprensibile a suscitare critiche ed è un diritto intoccabile dei cittadini. È però bene avere la possibilità di formarsi un’idea conoscendo davvero cos’è successo e perché. Si ricorda peraltro che Ferragni ha ricevuto anche la multa da 1 milione di euro dell’Antitrust, che ha “fatto giustizia” nella tutela dei diritti dei consumatori.

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