Pensioni: ecco l’unica soluzione per evitare il taglio richiesto dall’UE

Pensioni: l’Europa chiede all’Italia di ridurre la spesa previdenziale. Ma c’è un’alternativa, ecco quale.

Pensioni: ecco l'unica soluzione per evitare il taglio richiesto dall'UE

Recovery Fund, trattativa in stallo: l’Italia potrebbe dover cedere sul fronte pensioni per poter accedere alla risorse stanziate dall’Unione Europea per aiutare i Paesi più colpiti dalla pandemia.

Al momento per il Recovery Fund non c’è accordo: il Premier olandese, Mark Rutte, pretende di avere il diritto di veto sulle nostre riforme, mentre il Premier Giuseppe Conte si rifiuta di cedere su questo fronte. Quanto sta succedendo conferma che da parte di alcuni Paesi dell’Unione Europea, Olanda su tutti, non c’è fiducia riguardo all’utilizzo delle risorse che verranno stanziate.

A tal proposito, sembra che Rutte abbia dichiarato che essendo gli Eurobond uno strumento nuovi si potranno mettere delle nuove regole, dei vincoli, così da “essere certi che chi è rimasto indietro faccia le riforme”.

Nel dettaglio, sono diversi i fronti su cui l’Italia dovrà dare garanzie: si parla di una riforma del fisco, ma anche delle pensioni. Sul fronte previdenziale, infatti, l’Italia dovrà intervenire per fare in modo che i conti dell’INPS possano tornare in ordine; d’altronde è proprio questo il “peccato originale” (come definito da Vittorio Feltri) dell’Italia, la quale ha deciso di utilizzare le risorse dell’INPS - le cui casse sono finanziate dai contributi versate dai lavoratori - con altre voci di spesa, rendendone la gestione piuttosto complicata.

Pensioni, l’Italia deve tagliare gli assegni? Ecco qual è il problema dell’INPS

Sembra che tra le varie richieste mosse dall’Unione Europea all’Italia ci sia quella di tagliare le spese dell’INPS, oggi insostenibili. A tal proposito, Vittorio Feltri, direttore di Libero Quotidiano, ha spiegato il motivo per cui l’Italia si è trovata in questa situazione e sul perché Bruxelles ha ragione a chiedere una gestione più sostenibile per le casse dell’INPS.

L’errore, il “peccato originario”, è stato quello di affidare anche l’assistenza alle casse dell’INPS. Come ricordato da Feltri, infatti, la previdenza sociale prosperò a lungo grazie ai contributi mensilmente versati dai lavoratori e dalle aziende: ed è per questo motivo che inizialmente si riusciva ad andare in pensione ad un’età ragionevole e con un assegno dignitoso.

Poi l’errore che ancora oggi stiamo pagando e che ci ha portato all’attuale situazione: gravare la Previdenza di altri “fardelli” che con le pensioni poco avevano a che fare. Si pensi, ad esempio, alla cassa integrazione guadagni, o allo stesso Reddito di Cittadinanza. Non è un caso, infatti, che da tempo in Italia si lavori ad una soluzione per poter separare nuovamente la spesa previdenziale da quella assistenziale.

Pensioni: l’unica soluzione per evitare il taglio imposto dall’UE

Perché se si continuerà così i soldi non basteranno più a coprire la spesa per le pensioni, in quanto nel frattempo non sono aumentate le entrate. Una situazione di cui l’Unione Europea è a conoscenza, d’altronde basti vedere i bilanci dell’INPS per spaventarsi.

Ed è per questo che quando l’Italia si trova a discutere sull’accordo per il Recovery Fund deve rispondere alla richiesta di tagliare gli esborsi pensionistici, così che spesa previdenziale possa essere sostenibile.

La domanda è: perché coloro che contribuiscono al finanziamento delle cassa dell’INPS devono pagare le conseguenze di questa situazione andando in pensione sempre più tardi e con un assegno inferiore alle aspettative? Sarebbe più opportuno, anziché tagliare le pensioni, dividere la previdenza dall’assistenza così da utilizzare le risorse che arrivano dai lavoratori esclusivamente per le loro pensioni.

Questa sarebbe l’unica soluzione per evitare il taglio delle pensioni richiesto dall’Europa.

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