Pensioni, riforma a rischio: prime tensioni tra sindacati e Governo

Riforma delle pensioni: i sindacati chiedono chiarezza sulle risorse. Ma a queste condizioni sarà molto difficile trovare un accordo.

Pensioni, riforma a rischio: prime tensioni tra sindacati e Governo

Riforma delle pensioni: si è concluso da qualche ora l’ultimo della serie di incontri programmati a cui hanno preso parte sindacati e Ministero del Lavoro. All’ordine del giorno il tema della flessibilità in uscita, con l’amministrazione che ha ascoltato le proposte dei sindacati e rimandato la discussione a quando si avranno dati certi riguardo all’impatto che la riforma delle pensioni potrebbe avere sui conti pubblici.

Ed è proprio sul tema delle risorse che sono arrivati i primi segnali di tensione tra sindacati e amministrazione. Come vi abbiamo anticipato questa mattina, infatti, fonti interne al tavolo tecnico incaricato dal Ministero del Lavoro hanno svelato che le indicazioni del Governo sono di una riforma delle pensioni che dovrà “costare meno di Quota 100”.

Dichiarazioni che hanno sorpreso i sindacati, i quali in questi incontri non hanno mai sentito parlare di risorse. Ecco perché al termine della riunione i sindacati hanno pubblicato uno sfogo a riguardo, pretendendo maggiore chiarezza da parte dell’amministrazione.

Pensioni: i sindacati chiedono chiarezza sulle risorse

Non ci soffermeremo sulle proposte presentate dai sindacati nella giornata di oggi visto che queste sono ormai note a tutte: uscita dal mondo del lavoro a partire dai 62 anni di età anagrafica o in alternativa con 41 anni di contribuzione. E ancora: rendere strutturale l’Ape Sociale e previsione per le donne di un bonus contributivo di un anno per ogni figlio, così da riconoscere il lavoro di cura.

Dal Governo però nessuna risposta, solamente una raccolta delle proposte e la promessa di una loro valutazione al più presto.

Ma attenzione perché c’è il nodo risorse da sciogliere: le misure di flessibilità proposte dai sindacati, infatti, hanno un costo molto alto e se non ci saranno abbastanza risorse difficilmente potranno essere attuate. Senza contare che c’è anche il discorso dell’aumento degli importi delle pensioni da affrontare, così come quello della pensione di garanzia: tutti temi che solo con i giusti stanziamenti potranno essere realizzati.

Come dichiarato dai sindacati al termine dell’incontro, però, dal Ministero del Lavoro non è arrivata alcuna indicazione riguardo alla possibile quantificazione delle risorse che saranno a disposizione dell’intervento.

Un silenzio che non piace ai sindacati Cgil, Cisl e Uil i quali chiedono al Governo di poter prendere parte allo studio e all’elaborazione dei dati e soprattutto di avere maggior correttezza nell’informazione. Non è giusto, infatti, che mentre al tavolo ufficiale non emerga alcuna informazione riguardo ai costi ci siano membri che - “parlando a suo nome” - fanno ipotesi sulle risorse da mettere in campo.

Riforma pensioni: è rottura per colpa delle risorse?

La strada che potrebbe portare alla riforma delle pensioni è piuttosto tortuosa. Già oggi, infatti, il clima tra sindacati e Ministero del Lavoro non sembra più essere tanto disteso come lo era nei giorni scorsi.

Ma d’altronde lo avevamo anticipato che a queste condizioni difficilmente si potrà arrivare ad un accordo condiviso: i sindacati, infatti, non sono disposti ad accettare misure di flessibilità che prevedano penalizzazioni per i lavoratori, mentre il Ministero del Lavoro ha chiare indicazioni riguardo alla sostenibilità della riforma che non dovrà in alcun modo impattare sui conti pubblici.

Ecco quindi che l’unico punto di incontro sembra essere quello di una misura di flessibilità che prevede delle penalizzazioni per coloro che anticipano l’accesso alla pensione (che potrebbe essere del 6% come previsto dall’ultima ipotesi circolata in queste ore). Ma i sindacati non sembrano disposti a cedere: come chiarito dal segretario generale della CISL - Luigi Sbarra - infatti, “non ci potrà mai essere alcuno scambio tra anticipo dell’età pensionabile e ricalcolo contributivo”.

Per avere idee più chiare su quanto il Governo intende spendere per la riforma delle pensioni, quindi, bisognerà attendere. I sindacati stessi hanno spiegato che in ciascuno degli incontri che si sono svolti in questi giorni è stato detto che i termini economici e tecnici delle questioni affrontate sarebbero stati valutati in un secondo momento, quindi non resta che aspettare e sperare in buone notizie.

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Argomenti:

Pensione Sindacati

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