Pensioni, la novità è Quota 101: ecco come funziona

Riforma pensioni: Quota 101 è la soluzione? La proposta del Ministero della Pubblica Amministrazione.

Pensioni, la novità è Quota 101: ecco come funziona

Pensioni: al posto di Quota 100 potrebbe subentrare Quota 101, misura proposta dal Ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone (Movimento 5 Stelle).

Mentre il Governo è concentrato sull’emergenza Coronavirus il dibattito sulla riforma delle pensioni che la maggioranza intende attuare il prima possibile non si placa; in questi giorni alla lista di coloro che hanno indicato una via da seguire per il dopo Quota 100 si è aggiunta la Ministra della Funzione Pubblica Fabiana Dadone (che tra l’altro nei prossimi mesi sarà impegnata nelle trattative per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici).

Ebbene, questa non è così convinta del fatto che per la prossima riforma delle pensioni si debba rinunciare all’attuale Quota 100; anzi, questa potrebbe essere la base di partenza per una misura di flessibilità che accontenti tutte le parti.

Utilizzando i risparmi di Quota 100 si potrebbe infatti attuare una misura simile a questa ma duratura negli anni (senza quindi scadenze prefissate); una Quota 101 che darebbe a molti lavoratori ogni anno la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione.

Riforma delle pensioni: “Quota 100 non si tocca

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, ha parlato di riforma delle pensioni nel corso di un’intervista rilasciata in esclusiva per Rai Radio 1. Qui la Dadone ha ribadito un principio molto importante: “Quota 100 non si tocca fino al termine della fase sperimentale”.

Il Ministro ha quindi smentito le varie ipotesi di stop anticipato di Quota 100 per finanziare la prossima riforma delle pensioni così da farla entrare in vigore con un anno di anticipo rispetto alle tempistiche prestabilite. Quindi, Quota 100 resterà in vigore almeno fino al 31 dicembre 2021, dopodiché questa dovrà essere sostituita da una “riforma organica del sistema e non dà una soluzione in prova”.

Il tutto senza dimenticare che bisognerà ridurre il più possibile lo scalone che si verrà a creare al termine di Quota 100, non recando così svantaggi a coloro che per pochi mesi non sono riusciti ad accedere a questa misura.

La riforma dovrà essere anche sostenibile per i conti pubblici, ed è per questo che sono pochissime le possibilità di approvazione di una misura che consenta il pensionamento all’età di 62 anni o con 41 anni di contributi (come richiesto dai sindacati).

A soddisfare tutti questi elementi, invece, sarebbe proprio Quota 101; ecco perché.

Quota 101: chi potrebbe andare in pensione in anticipo?

L’ipotesi a cui sembra lavorare il Governo vede la sostituzione di Quota 100 con una Quota 101, il cui nome già ci dà informazioni utili riguardo al suo funzionamento.

Una misura simile a Quota 100 ma diversa nei numeri e nella durata: non ci sarebbe infatti alcuna scadenza, con Quota 101 che diventerebbe parte del sistema pensionistico italiano dando ai lavoratori una via alternativa (e più agevole rispetto alla pensione di vecchiaia) per il collocamento in quiescenza.

I requisiti sono gli stessi di Quota 100, ma con un anno in più da accumulare tra età anagrafica e anzianità contributiva, la cui somma dovrà dare come risultato 101. Quindi, si potrebbe andare in pensione con 62 anni come con Quota 100, ma in tal caso gli anni di contributi da maturare dovrebbero essere 39.

Per gli ha 38 anni di contributi, invece, l’età anagrafica per il pensionamento sarebbe di 63 anni.

È vero che rispetto a Quota 100 questa sarebbe meno vantaggiosa, ma bisogna anche considerare che il costo previsto dalla misura sarebbe sensibilmente più basso, tanto che per la sua introduzione si potrebbero persino utilizzare i risparmi della misura di flessibilità introdotta dalla maggioranza Lega-M5S. E in questo modo si riuscirebbe ad evitare disparità tra i lavoratori, in quanto rappresenterebbe un segno di continuità con Quota 100.

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