Pensione: quanti contributi effettivi servono per andarci

Per andare in pensione si tiene conto sia dei contributi effettivi che di quelli figurativi. Tuttavia, a seconda dell’opzione, ci sono dei limiti di cui tener conto.

Pensione: quanti contributi effettivi servono per andarci

È opinione comune che per andare in pensione a 67 anni serva lavorare per almeno 20 anni; in realtà non è così, in quanto 20 anni sono di contributi, i quali potrebbero essere stati maturati anche in giornate in cui non si ha effettivamente lavorato.

Quando si parla di pensioni, nonché dei requisiti necessari ai fini del collocamento in quiescenza, infatti, va fatta una distinzione tra contribuzione effettiva, ovvero i contributi effettivamente versati (sia dal lavoratore che dal datore di lavoro), e contribuzione figurativa (di cui si fa carico l’INPS per determinate circostanze).

Come noto ogni misura per il pensionamento richiede un certo numero di anni di contributi: più se ne hanno e più sarà possibile anticipare l’accesso alla pensione (si pensi, ad esempio, a Quota 100, che al raggiungimento dei 38 anni di contributi consente di andare in pensione a 62 anni).

I contributi richiesti si possono raggiungere sommando la contribuzione effettiva con quella figurativa: tuttavia, a seconda dell’opzione alla quale si ricorre, ci sono dei limiti ben precisi da rispettare.

Ci sono misure, infatti, che obbligano a raggiungere un certo numero di contributi effettivi - e quindi, semplificando, di anni di lavoro - per poter andare in pensione. Facciamo chiarezza su quali sono questi limiti, partendo però dalla differenza che c’è tra contributi effettivi e figurativi.

Pensione con contributi effettivi e figurativi: qual è la differenza?

Come già anticipato, i contributi effettivi sono quelli effettivamente versati dall’interessato. Ci riferiamo a tutte quelle volte che i contributi vengono versati a titolo oneroso: ad esempio, di questi fanno parte i contributi obbligatori versati dal lavoratore autonomo nel corso della sua attività. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, invece, è il datore di lavoro a farsi carico del versamento della contribuzione effettiva, ma solo per le giornate in cui il lavoratore si reca a lavoro oppure è in ferie.

Per le assenze per malattia e congedo, come pure per la cassa integrazione, infatti, la contribuzione è a carico dell’INPS che la versa a titolo gratuito. In tal caso, però, si parla di contribuzione figurativa.

La contribuzione effettiva è anche quella di tipo volontario, come pure quella accreditata per i riscatti a titolo oneroso (mentre per quelli gratuiti si tratta di contribuzione figurativa). Ad esempio, è contribuzione effettiva quella accreditata con il riscatto della laurea, figurativa quella del riscatto del servizio militare.

I contributi figurativi portano con sé un grande vantaggio: permettono di vedersi riconosciuta la contribuzione utile per andare in pensione anche nei periodi in cui non si ha effettivamente lavorato. Tuttavia, come anticipato all’inizio di questo articolo, anche se per l’accesso alla pensione si tiene conto tanto della contribuzione effettiva quanto di quella figurativa, ci sono dei limiti che non devono essere superati.

Pensione: quanti anni di contributi effettivi servono?

Per la pensione di vecchiaia sono richiesti 20 anni di contribuzione: di questi, però, almeno 5 anni devono essere di tipo effettiva. Il massimo di contributi figurativi che si possono vantare ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia, quindi, sono 15 anni.

Altro limite è quello importo dall’articolo 15 del Dlgs 503/1992 il quale stabilisce che per l’accesso alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) il limite dei contributi figurativi è di 5 anni. Questo limite, però, vale solo per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la data del 31 dicembre 1992.

Per quanto riguarda Quota 100, invece, almeno 35 anni dei 38 di contributi richiesti dalla normativa per anticipare l’accesso alla pensione devono essere di contribuzione effettiva.

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